LIBRI
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Mai dire masche. Il mistero delle streghe.
Racconti e storie tra immaginario e mito.

Donato Bosca.
In Collana "Quaderni di Civiltà e Cultura Piemontese".
Priuli & Verlucca, editori. Euro 18,08.

Ci sono voluti due anni di lavoro intenso per portare a conclusione il concorso "Una masca e via sulle ali della fantasia", bandito dall'Associazione Culturale Arvangia per la IV edizione del Premio Letterario "Il libro che cammina".
Due anni di lavoro per arrivare a decidere quali racconti tra i circa duecento pervenuti meritassero di essere inseriti nella rosa dei finalisti.

Dalla somma algebrica dei punteggi assegnati è derivata una graduatoria di ben tredici finalisti, dodici dei quali residenti in Piemonte. I racconti giunti in finale, in forma rigorosamente anonima, sono stati sottoposti al giudizio della giornalista Josè Pellegrini, gia'direttrice del mitico Corriere dei Piccoli, e di due scrittori che non hanno bisogno di presentazioni: Gina Lagorio e Franco Piccinelli.
Il volume "Mai dire masche" raccoglie in antologia i racconti migliori selezionati dalla giuria e ha in apertura un racconto fuori concorso, spedito via e-mail fuori termine, che avrebbe meritato la palma della vittoria, soprattutto perché emblematico rispetto a due caratterizzazioni: la minaccia incombente della lotta contro gli animali nei quali le masche prendono corpo come allusione all'incontro che ciascuno di noi, fin da bambino, fa con la propria dimensione d'ombra e il percorso narrativo che procede su due piani, quello della memoria che razionalizza e rielabora e quello del rapimento, del modo in cui la fantasia crea mostri per difendersi dalla realtà, inventando un orrore fantastico per allontanare altri disagi.
Per il resto, i racconti sono in ordine di graduatoria.
In generale i racconti proposti all'attenzione dei lettori hanno il merito di evidenziare il forte bisogno di immagini che le storie di masche esprimono, come bisogno di imitazione di qualcosa o di qualcuno, anche se non presente nella realtà percettiva del momento. E si caricano, nella trasposizione personale che ciascun autore ha saputo realizzare, di incanto, di meraviglia, di immagini evocate, contenute nei sotterranei dell'inconscio collettivo.
Ed ecco che, in generale, le masche vengono alla ribalta come esseri dispettosi che possono fare cose tremende e persino convertirsi alla bontà ( ma succede di rado).
In altri racconti spartiscono con i folletti, i gatti neri, le civette e altre inquietanti creature della notte la scelta di vivere nel cuore di luoghi ancora selvaggi. In alcune storie la masca appare come una creatura infelice che cerca di consolarsi travestendosi da animale per rompere il cerchio dell'emarginazione ( sintomatica la figura della masca casalinga, trascurata dal marito, che gli fa i dispetti per vendetta).
Il messaggio forte che i racconti ci trasmettono è che la vera strega è in realtà quella nascosta dentro di noi, il nostro io più segreto che amiamo e temiamo allo stesso tempo, che a volte odiamo ma che ci attrae inesorabilmente e che non sempre siamo capaci di accettare.
Un'ultima considerazione riguarda l'età anagrafica degli autori. Accanto ad una Vittoria Sincero, classe 1920, veterana del pavesiano mestiere di scrivere, sono al loro debutto molti giovani che hanno saputo cogliere nei racconti di masche confezionati per il concorso l'incontro con il terribile, con la paura, il blocco oppure, in modo più ironico e sfumato, la via di fuga allegra e indocile, lo scherzo, lo svago innocente. E alle diverse generazioni di testimoni che contribuiscono a rendere plurale il discorso sulle masche, fa da contrappunto la varietà geografica delle presenze, segno anche questo di un vitalismo prezioso, nonostante sia indubbia e forte la colorazione piemontese che nelle masche ha saputo trovare qualcosa di diverso e di altro, rispetto al modello convenzionale di strega italiana.

Una recensione in primo piano

La recensione pubblicata sabato 9 marzo 2002 sul periodico "Il nuovo Braidese" nella rubrica "Libri, che passione!":
"Edito nei Quaderni di Civiltà e Cultura Piemontese della casa editrice "Priuli & Verlucca, editori, è uscito un bellissimo volume, curato da Donato Bosca, che si occupa in modo vivo ed intelligente di una tradizione, diventata mito per generazioni di piemontesi, che per secoli ha attraversato l'immaginario collettivo delle genti della zona sino a fissarsi in alcuni caratteri anche antropologicamente ben definiti, che rimandano cioè a credenze e ritualità intimamente connesse al patrimonio culturale di un determinato gruppo umano. Il volume si intitola "Mai dire Masche- il mistero delle streghe. Racconti e storie tra immaginario e mito" e si è avvalso della collaborazione di tantissime persone che hanno inviato ad un concorso ideato appunto da Donato Bosca ( intitolato "Una masca e via... sulle ali della fantasia"), espertissimo e raffinato coordinatore, un nutrito gruppo di storie che vedono qui per la prima volta una loro redazione scritta: vecchine, gatti, atmosfere inquietanti in paesaggi di dolci rilievi, di vigne, di cascine, ed ancora magie, riti sabbatici notturni ed incantesimi vari per tutti i gusti: ecco, in estrema sintesi, i contenuti narrativi di queste deliziose e fantastiche storie che uniscono geograficamente un territorio facendoci capire come la cultura popolare possa esprimersi al meglio lasciando correre a briglia sciolta la fantasia e la creatività. Tra i tanti racconti brevi segnalo, per grande interesse locale, "La cavallina bianca", del braidese Flavio Bonardo e "Il fantasma musicale della zizzola" di Luciano Converso, colto ed ironico titolare di una importante rubrica sul nostro quindicinale, ma l'elenco potrebbe veramente inglobare tutti i racconti, nonché tutta la seconda parte del libro, introdotta efficacemente da Donato Bosca con un "viaggio sul manico di scopa". Un libro bellissimo, decisamente interessante, da leggere con voracità per entrare con la mente in un mondo ancora incantato, costituito da valori autentici, ritmati su di una misura temporale certamente meno stressante di quella del nostro mondo, anche se, ovviamente, anche qui Internet fa capolino come possiamo leggere in www.masche.it di Maria Angela Pronello."

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