Ecco la nostra recensione di Deep Sky Ballad, possibile grazie alla copia digitale gentilmente inviataci da Winged Lion Games. Gli autori Marco Calesella e Aurora Torchia ci catapultano in un universo in cui due mondi apparentemente distanti si uniscono: la fantascienza ed il western. Un connubio ormai ben collaudato in diversi film e serie, partendo dal mondo cinematografico con Cowboys & Aliens, passando dall’osannato anime Cowboy Bebop e concludendo con la serie TV Firefly, per citarne alcuni tra i più famosi. Se vi siete appassionati ad almeno uno di questi prodotti, potrete impostare una campagna ispirata ad essi.
L’ingenuità della razza umana le ha permesso di raggiungere le stelle.
La sua cecità l’ha riportata nella più oscura delle tenebre.
Troverete il manuale in inglese ed italiano al seguente link al prezzo di 15 dollari. Avrete a vostra disposizione anche una demo completamente gratuita per farvene un’idea più approfondita.
Per i più pigri, come sempre, ci siamo qui noi con la nostra recensione di Deep Sky Ballad!

Recensione della Cronologia del Mondo di Deep Sky Ballad
Se siete amanti di linee del tempo che vi illustrino passo passo gli accadimenti della vostra ambientazione, temo di dovervi deludere: in Deep Sky Ballad non c’è più alcuna certezza storica. Mi limiterò quindi a spiegarvi il corso degli eventi senza date, svelandovi poi il motivo di questa scelta. Tenete a mente che il periodo in cui si collocheranno le vostre avventure è nel XXX° secolo circa.
Una delle più grandi conquiste tecnologiche dell’uomo fu la creazione di un motore in grado di catapultarci nello spazio profondo, aprendo nuove possibilità e nuovi mondi. Il suo creatore, di cui si sono perse le informazioni ormai da secoli, fondò una società di cui nel presente è rimasto solo il logo (G.E.) su alcuni relitti spaziali. Da quel momento per coloro che intendessero tentare la fortuna altrove vi fu un solo scopo: mettere le mani su una di queste navicelle. Purtroppo, colonizzare altri pianeti si rivelò tutt’altro che semplice. Molti morirono durante il viaggio stesso, altri si scontrarono con territori insidiosi e poco fertili ed altri ancora finirono preda di bestie aliene autoctone.
Alla fine, però, l’ostinazione umana ebbe la meglio e le prime comunità iniziarono a crescere al di fuori del loro pianeta natio.

La Rete
Divenne quindi indispensabile riuscire a mantenere le comunicazioni con distanze così importanti. Fu proprio in quel momento che vide la luce la Rete. Un’azienda specializzata in lancio satellitare creò questo innovativo sistema di scambio di dati in grado di sopperire al gravoso problema.
Servì circa un decennio perché la Rete riuscisse ad estendersi in tutta la galassia, conservando preziose informazioni e permettendo ai coloni di scambiarsi consigli per superare le avversità dello spazio. La quasi totalità della tecnologia impiegata negli insediamenti dipese da essa, rendendo il suo utilizzo indispensabile per la sopravvivenza. Questo fu, a posteriori, l’errore più grande che potessero commettere.

Recensione di Deep Sky Ballad: la Galassia Unita
Inizialmente, il pianeta d’origine prese sottogamba la questione della distanza dalle proprie colonie, pensando che esse avrebbero seguito le direttive impartite. Ben presto divenne palese che il raggiungere una nuova frontiera avesse infuso un’idea di libertà ed indipendenza tali da rendere pressoché inutili gli ordini dati da Governi troppo lontani. Era inoltre uno spreco di tempo e di denaro troppo grande recarsi di persona per essere sicuri che venissero ascoltati.
Per molto tempo, le guerre del mondo natio tra Stati che si contendevano le ultime risorse presenti sconquassarano la superficie. In molti temevano che la razza umana non avrebbe potuto sopravvivervi. Non avremo mai la certezza di ciò che sia accaduto, ma si ritrovò un precario equilibrio sotto la causa di un’unica amministrazione. Fu solo allora che ci si ripropose di unire colonie e Terra in un’unica grande alleanza, la Galassia Unita. Inutile dire che questo asservimento fosse in netto contrasto con il volere degli abitanti dei nuovi pianeti. Lontani dalla Patria, non avevano alcuna intenzione di sottostare a leggi e regolamenti di qualcuno che neppure aveva a mente le difficoltà delle loro nuove vite.

Il Tumore
Per eliminare qualsiasi forma di controllo, vista la palese supremazia tecnologica del pianeta che avrebbe portato la Galassia Unita a schiacciare i coloni sparsi per l’universo, un gruppo di estremisti tra i ribelli progettò un’IA in grado di attaccare la Rete. Il progetto sembrò andare a buon fine, fin quando non si riprodusse più volte all’interno del sistema di comunicazione con effetti disastrosi. L’umanità, ormai così avvezza all’uso della tecnologia, rischiò di scomparire. Le astronavi smisero di funzionare all’improvviso, interi avamposti rimasero senza ossigeno, la gravità indotta tornò alla fisica naturale. Una catastrofe che soppresse ogni conquista fatta fino a quel momento. E per questa ragione non ci sono più dati accurati sul passato dell’ambientazione.
I sopravvissuti dovettero nuovamente adattarsi all’ambiente, ricorrendo all’uso della tecnologia analogica per sopperire alle mancanze. Il Tumore, questo il nome dato all’intelligenza artificiale che ancora oggi vaga per la Rete, non lasciò la possibilità di riapprocciarsi agli apparati ormai consolidati. Fu quello l’inizio di una vita rude ed un ritorno alle vecchie maniere. La vita del Far West era tornata, più attuale che mai.

Recensione di Deep Sky Ballad: le Posse e i Sindacati
Ma quali personaggi possiamo decidere di interpretare in Deep Sky Ballad? Sono passati ormai secoli dall’avvento del Tumore, e i confini dello spazio sono sempre di più una meta ambita dagli avventurieri. Lo spirito di scoperta non prevale però sul buon senso, spingendo sempre più esploratori ad unire le proprie forze nel viaggio tra galassie.
A questo scopo, sono nate le Posse. Si tratta di una sorta di seconda famiglia formata dagli individui più disparati che necessitino gli uni degli altri per poter raggiungere i propri obiettivi. Le astronavi stesse hanno bisogno di figure particolari per consentire la manutenzione e la sicurezza durante gli spostamenti, rendendo la creazione delle Posse di prioritaria importanza. Sebbene il rapporto sia inizialmente pura e semplice praticità, le relazioni che si verranno a creare tra i suoi membri diventeranno estremamente importanti all’interno della storia. In gioco questo viene chiamato Legame Emozionale e influirà sulle vostre performance.
I nostri personaggi potranno inoltre appartenere a uno degli 8 Sindacati, istituzioni criminali che speculano sui viaggi spaziali. Che decidiate di far parte della Caccia Selvaggia per cercare ambite prede aliene o dei Galantuomini per dedicarvi al contrabbando, i sindacati offriranno al master moltissimi spunti di gioco per rendere più interessante la vostra traversata tra le stelle.
Durante la creazione del vostro alter ego, vi verranno assegnati alcuni Punti Creazione (PC) da distribuire tra Attributi (capacità intrinseche), Abilità (esperienze accumulate), Peculiarità (elementi di caratterizzazione del personaggo) e Vigore (punti ferita). Saperli spendere bene sarà la chiave della vostra sopravvivenza.

Recensione del Black Jack System di Deep Sky Ballad
Durante le vostre scorribande, il vostro gruppo si troverà necessariamente ad affrontare delle prove che metteranno in gioco le vostre capacità e le vostre abilità. Ed è qui che entra in scena una grossa differenza con altri giochi di ruolo: il Black Jack System.
Ogni giocatore avrà a propria disposizione un mazzo da poker dal quale vanno rimossi le figure e i jolly. Sarà la pesca da tale mazzo ad identificare il successo o l’insuccesso delle azioni.
Dopo aver dichiarato l’azione da eseguire, il narratore ci indicherà quale sia l’attributo e l’abilità a cui fare riferimento. Poi dovremo tener conto di eventuali bonus e malus situazionali nella scena. Infine, mescoliamo il mazzo e peschiamo le prime due carte, mentre le successive saranno svelate una per volta fino ad arrivare al numero indicato dal modificatore dell’attributo (se il modificatore sarà 3, avremo a disposizione altre tre carte da pescare dopo le prime 2). Possiamo interrompere questa fase prima del limite di carte indicate, se il valore delle carte sommate tra loro è già più alto rispetto al risultato sperato. Nella successiva fase, potremo rimuovere carte per un numero massimo indicato nuovamente dai nostri modificatori. Dopodiché, andiamo a confrontare il risultato con la seguente tabella:
- 14: Molto Facile
- 16: Facile
- 18: Medio
- 19: Difficile
- 20: Molto difficile
- 21: Estremo
Se rientriamo o oltrepassiamo il range corretto, la nostra azione ha successo. Se superiamo il 21, però, la nostra azione sarà di base un insuccesso critico.
A questo proposito, i creatori di Deep Sky Ballad hanno creato un video tutorial per meglio comprendere il loro sistema di gioco. Esiste inoltre, per chi sia avvezzo a Discord, un bot ufficiale per il Black Jack System, utile per capire se sia il tipo di gioco che fa per voi.

Considerazioni Finali
Le illustrazioni sono state curate da Alessandro Borio, che utilizza uno stile semplice e privo di fronzoli oltre a dei toni molto cupi per sottolineare la durezza dell’ambientazione. Ad esse sono intervallate alcune fotografie a tema western scattate appositamente per il manuale. Il font è semplice ma leggibile, i colori del bordo pagina virano sul marrone come richiamo all’ambientazione.
Deep Sky Ballad è un gioco di ruolo peculiare già dall’ambientazione, e continua ad esserlo grazie ad un sistema particolare quale il Black Jack system. La cronologia della storia ha diversi “buchi neri” che possono rappresentare una sfida per i master esperti, ma forse scoraggiare chi invece è abituato ad essere maggiormente supportato nello sviluppo della trama.
Il mio consiglio è di usufruire del quickstart, del bot e del video di spiegazione per l’utilizzo del mazzo di carte per provare con mano un GdR che potrebbe divertire in maniera diversa il vostro gruppo di giocatori.


0 commenti