Dragonzine #1 | Recensione

Mag 29, 2024 | recensioni

Oggi abbiamo il piacere di presentarvi la recensione del primo numero di Dragonzine, una rivista dedicata al mondo di Dragonbane. Innanzitutto vogliamo ringraziare Śraddhāpa Shan Welsh di Dragon Cult Games per averci inviato una copia del primo numero.

Dragonzine è realizzata sotto la licenza per sviluppatori terzi di Free League, ideata per favorire contenuti extra per Dragonbane. Può essere acquistata su Drivethrurpg in formato digitale al costo di 8,99 dollari. Sulla pagina di Dragon Cult Games potete trovare vario altro materiale gratuito, oltre che i futuri numeri di Dragonzine.

Se non avete ancora confidenza con il mondo di Dragonbane, potete approfondirlo nella nostra recensione, dove troverete tutti i riferimenti utili anche per l’acquisto.

Recensione di Dragonzine: il Volume

Come anticipato, la rivista è in formato solo digitale, ed è composta da 95 pagine. I contenuti sono di varia natura: spaziano dalle interviste, al materiale di gioco, comprese delle brevi avventure. In seconda copertina è specificato che non si tratta di materiale ufficiale, e che Dragon Cult Games non è in alcun modo affiliata a Free League. Ma è anche importante ricordare che la casa editrice svedese ha condiviso sui suoi social l’annuncio di lancio di Dragonzine, un supporto non da poco.

La qualità è piuttosto alta. Lo sfondo delle pagine ha un leggero effetto pergamena che rende la lettura più riposante, e il colore per le decorazioni e per i titoli dei paragrafi è un verde brillante. Lo stile richiama in pieno quello di Dragonbane, fortemente tematico. Le illustrazioni sono mediamente di buon livello, accreditate quando utilizzate con licenza o permesso dell’autore. Dragon Cult Games ci tiene a specificare che nessun contenuto è stato creato tramite l’utilizzo di software di intelligenza artificiale.

Le Interviste

Il primo volume di Dragonzine si apre con un’intervista a Tomas Härenstam, CEO di Free League e lead designer di Dragonbane. Questo conferma ancora una volta il supporto dell’editore a questi progetti che nascono dagli appassionati. L’intervista si svolge come una piacevole chiacchierata incentrata sulla creazione di questa nuova edizione dell’equivalente svedese di Dungeons & Dragons. Non ve ne anticipiamo il contenuto per non rovinarvi il piacere della lettura, ma contiene parecchi retroscena interessanti sulla genesi e la rifinitura di Dragonbane.

La seconda intervista è dedicata a Jonathan Myhre, più conosciuto proprio come Mr. Dragonbane. Con 503 ore di gioco accumulate in 163 sessioni nel solo 2023, Jonathan è un vero e proprio ambassador del gioco. La storia di come vi è entrato in contatto e di come ha deciso di farlo proprio è certamente interessante. Quello che però è davvero stimolante è la prospettiva che dà sul gioco, la spiegazione del suo approccio e di come in generale può essere utile proporlo a gruppi che vengono da altre esperienze.

Recensione del Materiale Extra di Dragonzine

Ovviamente le interviste sono interessanti, ma da sempre ciò che è più succulento in un prodotto del genere è il materiale aggiuntivo. In particolar modo Stirpi e Professioni, che espandono in maniera significativa le opzioni per il giocatore e presentano la stessa cura del materiale ufficiale.

Ogni Stirpe giocabile ha infatti una descrizione, una tabella con alcuni nomi tra cui scegliere, da sorteggiare o cui ispirarsi, un’Abilità associata e alcuni possibili spunti di avventura.

Troviamo quindi i pacifici Turtlekin, dalla cultura amichevole e aperta agli stranieri, ma non per questo inermi. Ad essi fanno da contrappunto i Bearkin, fieri cacciatori ma soprattutto temibili guerrieri quando si sentono minacciati, e ancora di più quando a essere minacciato è qualcuno della loro famiglia. I Night Elves sono creature schive e ambigue, a proprio agio nell’oscurità in cui trafficano segreti.

PG, PNG e Mostri

Le precedenti tre Stirpi hanno anche delle schede per essere utilizzati come PNG, ma sono ovviamente pensate innanzitutto per essere giocabili. Al contrario ci sono profili presentati esclusivamente per essere mossi dal GM.

I Bugbear e gli Gnoll non hanno bisogno di presentazioni; sono capisaldi del genere fantasy avventuroso. Più particolari sono gli Arcane Mistake, frutto di esperimenti arcani falliti; sono masse informi dalla carne semi-liquida alla costante ricerca di prede. Ancora più inquietanti sono però i Goatman, creature demoniache infestanti dall’aspetto di capre umanoidi; inizialmente sono nati da demoni e capre, ora si riproducono accoppiandosi con qualsiasi altra creatura.

Oltre ai mostri, Dragonzine propone anche uno scheletro (no pun intended) di PNG con cui interagire, il Necromancer. Il nome dice già tutto: si tratta di un incantatore che sfrutta la magia per controllare i morti e le energie necrotiche. In particolar modo questo PNG rimanda alla lista di incantesimi presente in Necromancy, un supplemento dedicato disponibile su Drivethrurpg gratuitamente.

Recensione delle Professioni di Dragonzine

Particolarmente interessanti sono le quattro nuove Professioni, che espandono ulteriormente le opzioni per i giocatori. Il Monk e il Priest sono sicuramente quelle che più suoneranno familiari agli amanti dei giochi fantasy. Il primo è un esperto di arti marziali in stile orientale, il secondo un classico chierico. Una peculiarità rispetto alle altre Professioni di Dragonbane è la loro versatilità. Il Monk può infatti scegliere una tra più Abilità Eroiche. Il Priest può invece sceglierne una sola, ma il suo effetto cambierà a seconda di quello che rappresenta la divinità invocata. O, in caso di fallimento, quella che si intromette nelle sue preghiere.

Il Dragonrider ricalca uno degli archetipi più celebri del fantasy eroico, ovvero il cavaliere che combatte in sella a un drago. All’estremità completamente opposta dello spettro del fantasy, il Tavernkeeper porta invece nel gruppo di gioco le peculiari capacità di interazione sociale tipiche di un locandiere.

L’Equipaggiamento Adatto

Una rivista non sarebbe degna di questo nome se non presentasse una serie di oggetti. In particolar modo un articolo si concentra sugli oggetti magici: armi, armature ed equipaggiamento indossabile che può dare bonus alle Caratteristiche o altre capacità. Né mancano oggetti maledetti, dalle proprietà assolutamente indesiderate. Per molti versi, quest’equipaggiamento richiama quello presentato in varie edizioni del gioco più famoso del mondo, ma ricalibrato sugli schemi di Dragonbane

Segue un altro articolo che presenta le armi da fuoco. Risulta ancora più interessante perché non solo permette di ampliare in maniera significativa l’ambientazione base di Dragonbane o addirittura di sostituirla mantenendo solo il regolamento del gioco, ma soprattutto perché oltre ai relativi oggetti introduce anche delle meccaniche dedicate.

Recensione delle Avventure di Dragonzine

Dragonzine contiene inoltre due brevi avventure. La prima, Taking Sides, è più che altro uno scenario da far incontrare ai giocatori. Le nostre recensioni sono come sempre prive di spoiler, ma in questo caso possiamo dire che nella Misty Vale (o in qualsiasi altro setting vogliate collocare Taking Sides) ci sono due PNG dalle visioni opposte. Il cacciatore senza scrupoli Reynar Callisper e l’animista orco rinnegato Mlok-Dir. Le loro opposte visioni di come vivere la foresta sono arrivate a un punto in cui lo scontro è inevitabile, e la presenza ma soprattutto le scelte dei personaggi saranno determinanti.

Revenge of the Fallen ha invece un respiro un po’ più ampio e al tempo stesso tradizionale, ma sempre improntato sulle scelte dei personaggi negli scontri tra fazioni. Questi andranno infatti a ficcare il naso sull’isola di Windheim, popolata dall’antica faida tra i reami nanici di Thym Zur e Khal Dhem. A ciò s’intreccia la ribellione della popolazione umana Myhl contro il più grande impero Bastionita. In uno scenario in cui tutti quanti hanno le loro ragioni, individuare chi ha torto diventa particolarmente difficile.

Entrambe le avventure presentano le statistiche dei PNG e le mappe necessarie, ma queste ultime per maggior praticità sono anche disponibili in dei PDF allegati al primo volume di Dragonzine.

News

L’ultima parte della rivista è dedicata alle novità dal mondo di Dragonbane. Sia per quanto riguarda i prodotti ufficiali, che per quelli di terze parti. La scelta del mese (il Dragonzine Top Pitch) del primo numero della rivista è lo scenario The Hand’s Hills. E’ un’avventura piuttosto concisa, fortemente incentrata sull’esplorazione. Troviamo inoltre la recensione di Legends of Cyr-Nul: the Dire Pack, un’appassionante avventura disponibile sia in lingua inglese che in svedese. 

Nel mezzo un ampio panorama di prodotti consigliati, suddivisi tra quelli a pagamento, quelli gratuiti (o con formula pay what you want), e i Kickstarter al memento in corso. Una rassegna decisamente vasta, che conferma come la formula di Free Legue sia vincente, sia per quanto riguarda la facilità con cui è possibile personalizzare o espandere le meccaniche di Dragonbane, sia per la gestione delle licenze per terze parti.

Conclusioni della Recensione di Dragonzine

Le fanzine e le riviste ufficiali sono state la spina dorsale del panorama gidierristico fin dalla sua nascita. La creatività dei giocatori supera le aspettative dei game designer. A volte finisce per superare persino le loro creazioni.

Dragonzine si rivela un ottimo prodotto, ben curato editorialmente ma soprattutto ispirato. Complice anche il supporto che Free Legue ha deciso di fornire agli sviluppatori indipendenti, scelta non scontata ma che si rivela vincente sia a livello di mercato che di game design.

Questo primo numero amplia le prospettive dei gruppi di gioco e fornisce nuovo materiale e scenari da giocare con un rapporto qualità-prezzo assolutamente vincente. Consigliato per chiunque sia un appassionato di Dragonbane, ma anche per chiunque si sia anche appena avvicinato a questo gioco di ruolo.

Se ti è piaciuta questa recensione del primo numero di Dragonzine, continua a seguirci per altri contenuti sul mondo di Dragonbane!
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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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