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Moss, Stone & Steel | Recensione

Giu 21, 2025 | recensioni

Per questa recensione di Moss, Stone & Steel di Ramsay McGregor, ringraziamo Fantasybound per la copia digitale.

Potete trovare il manuale di 93 pagine (in digitale e in lingua inglese) a questo link al prezzo di 6,29 dollari. Potete anche scaricare alcuni supplementi gratuiti. 

Siete pronti ad introdurvi in un mondo in un gioco di ruolo low magic e dark fantasy ispirato alla mitologia europea medievale?

Moss, Stone & Steel: le Quattro Epoche

Cronologicamente, possiamo dividere la storia delle Westlands in quattro grandi epoche.

Durante le Forgotten Ages (circa 50.000 anni prima dell’epoca in cui andremo a giocare), gli esseri umani vivevano all’ incirca come i nostri primitivi. Si riparavano all’interno di caverne e vivevano di caccia e raccolta, annichiliti da paure e superstizioni.

Circa 10.000 anni dopo, la civiltà iniziò a svilupparsi nel continente all’epoca chiamato Laurica. Da qui cominciò l’epoca che prese il nome di the Age of the Endless Night, segnata dall’avvento della magia che portò poco per volta al disastro. Nei successivi 20.000 anni, infatti, si alternarono dapprima potenti maghi e preti facenti uso delle arti arcane, trattati dal popolo come veri e propri dèi. Ma qualcosa non andò per il verso giusto. Alcune porte su altri mondi vennero aperte, facendo sciamare in Laurica creature mostruose. I popoli che l’abitavano vissero la disperazione e la distruzione della propria civiltà.

Alla fine di questi conflitti, si aprì un’epoca ricca di profeti e messia (veri o falsi che fossero), ricordata come Yester Ages. In circa tre secoli e mezzo, furono loro a liberare diverse terre dal giogo delle tenebre, lasciando però un paese ormai destabilizzato e ricco di guerre intestine. 

Giungiamo quindi nella Dawn Age, un’epoca in cui si raccolgono le macerie ma ci si continua a pugnalare alle spalle per il controllo del paese, tra crociate, lotte di potere ed insurrezioni.

Benvenuti, dunque, nelle Westlands!

Creazione del Personaggio 

In Moss, Stone & Steel potremo scegliere tra quattro razze differenti, che influiranno sulle caratteristiche del nostro personaggio e sulla sua età.

Gli Umani non hanno bisogno di grosse presentazioni, sono coloro che governano il pianeta. Gli Gnomi sono invece la forma di vita fatata che meglio si è adattata alla vita umana, sebbene siano avvezzi ad abitare zone più rurali. I Sodian sono la razza umanoide che presiede per lo più le zone di Vulcanys. Sono forti e più alti del normale, e sono dotati di corna. Gli Arctan vivono invece per lo più in territori freddi. Posseggono una pelle grigia, sono esili ma sono sanno utilizzare efficacemente la magia.

Dopo aver effettuato questa importante scelta, andiamo ad effettuare dei tiri di dado relativi alle caratteristiche: forza, agilità, intelligenza, costituzione, carisma, alacrità e coraggio. Ognuna di esse avrà una base di punteggio di 5, al quale aggiungeremo un tiro con il dado da 8. Dopo aver assegnato ciascuno di essi ad una caratteristica, avremo così a disposizione dei modificatori abilità.

Lo stile di vita e la professione influiranno inoltre sulle monete di partenza del nostro personaggio, oltre che sulle sua capacità. Banalmente, se il nostro personaggio ha vissuto in povertà, avrà a disposizione solo delle monete d’argento ma possiederà un bonus alla forza per ciò che ha sopportato negli anni. Avremo a disposizione ben 20 professioni tra cui scegliere, dal basico viaggiatore passando per la spia ed arrivando fino all’aristocratico. Ognuna di esse avrà delle abilità privilegiate in cui specializzarci, rendendo il nostro avventuriero indispensabile per il resto del gruppo.

Classi, Tratti ed Equipaggiamenti

In Moss Stone & Steel troviamo tre classi distinte, e ognuna di esse possiede a sua volta 3 sottoclassi diversificate. I primi sono i Guerrieri (suddivisi in Avanguardie, Guardiani e Arcieri), ovvero coloro che contano più che su ogni altra cosa sulla propria forza. Abbiamo poi i Furfanti (scindibili in Assassini, Mietitori e Ranger), maestri dell’agilità e di inganni atti a sopravvivere. Infine troviamo gli Zeloti (distinti in Crociati, Chierici e Monaci), combattenti ibridi che contano sia sulla forza fisica che sul potere della loro fede.

Sebbene due giocatori possano scegliere la stessa classe, i loro personaggi potrebbero comunque differire l’uno dall’altro grazie a una scelta di Tratti differente. I Tratti (passivi o di classe) caratterizzano maggiormente il nostro personaggio, rendendolo unico. Il nostro pupillo potrebbe essere ad esempio un veterano di guerra o un maestro di battaglia. In entrambi i casi, i Tratti assegneranno bonus che si addicano al loro background, come un’ulteriore maestria nelle armi o l’apprendimento di un nuovo stile in battaglia.

Prima di entrare nel vivo del gioco, sarà meglio acquistare un equipaggiamento dignitoso per non andare incontro ad un destino certo. Utilizzeremo quindi le nostre monete di partenza per scegliere tra ben 4 pagine di oggetti, armi e armature. Non siate troppo parsimoniosi: una semplice corda potrebbe fare la differenza!

Moss, Stone & Steel: Meccaniche di Gioco

Ed eccoci giunti in questa recensione di Moss, Stone & Steel al punto in cui spieghiamo le meccaniche di base per superare le prove all’interno di questo gioco di ruolo. Tutto ciò di cui avete bisogno sono due dadi a 12 facce. Per avere successo in un’impresa, che si tratti di un attacco o di qualsiasi altra azione, il risultato dovrà essere uguale o al di sotto di un certo valore, chiamato fattore di soglia critica (CT). Il valore base per superare la prova sarà sempre 8.

Ovviamente, tutto ciò che vi abbiamo presentato nella creazione del personaggio può applicare dei modificatori a questo punteggio. Vi sono numerose situazioni in cui i successi parranno più difficili o il master potrebbe avere più difficoltà nel valutare quale possa essere un malus o un bonus relativo all’azione che vorremmo fare. In questo il manuale ci viene pienamente incontro, creando schemi per la creazione di oggetti, di pozioni, impedimenti durante il viaggio e per qualsiasi eventualità nel combattimento.

La magia, invece, come già accennato è ben poco presente in questo mondo fantasy. Poche persone ne hanno accesso e anche in quel caso parliamo di incantesimi con tempi di lancio molto lunghi. Uno Zelota, ad esempio, può lanciare un incantesimo a seguito di una cerimonia o di un rito, con tempi richiesti di circa 60 minuti. Insomma, non la soluzione più efficace nel corso di una battaglia. 

Conclusioni

Il manuale base di Moss, Stone & Steel è una miniera di informazioni che richiederebbe una recensione assai più lunga. Vi basti pensare che oltre a ciò che vi abbiamo descritto, troverete anche riferimenti alla geografia, alle religioni, alle creature che potrete incontrare all’interno di queste Terre. Chi si avvicinerà a questa ambientazione avrà quindi molto da leggere per creare un’avventura ricca e coerente. 

Le illustrazioni (alcune create appositamente ed altre utilizzate su concessione), opera di Sergey Shikin, Uglješa Stevanović, Yorse Hernandez, Dean Spencer, John D. Batten, Meredith Williams, Ramsay Meredith McGregor, sono meravigliose e ricordano moltissimo quelle delle importanti saghe fantasy degli anni ottanta.

La ricchezza di contenuti è resa fruibile da un’impaginazione ed una scelta di font eccellenti, oltre ad un indice molto ben sviluppato in cui trovare immediatamente tutto ciò di cui si abbia bisogno. 

Un acquisto consigliato a chi abbia voglia di tornare ad un medioevo più oscuro, in cui gli incanti non la facciano da padrone. Create quindi un party composto da giocatori esperti che non abbiano paura di mettersi in gioco con personaggi fuori dagli schemi. 

Se vi è piaciuta questa recensione di Moss, Stone & Steel, continuate a seguirci per scoprire altri giochi di ruolo fantasy!
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AUTORE

Elisabetta Golzio

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