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Primate Virus | Recensione

Lug 29, 2024 | recensioni

Prima di iniziare questa recensione, vogliamo ringraziare Panzer8 Games per averci inviato una copia digitale di Primate Virus, un gioco di ruolo “in 1d4 di pagine”. Questo il motto della linea Essentials, attraverso cui l’editore promuove giochi brevi di autori indipendenti. In questo caso si tratta di Danilo Teti, con l’aiuto di Clemente Musa per tutta la parte grafica e di editing.

Primate Virus è disponibile in download sulla pagina Drivethrurpg di Panzer8 Games, solo in lingua italiana. Si tratta di un progetto pay what you want. Il contributo è un’offerta libera, con un range consigliato che va da 0,97 a 3,86 dollari. Più che un prezzo, si tratta di un modo per manifestare il proprio sostegno ad autore ed editore.

Recensione di Primate Virus: il Volume

Al netto di copertina e scheda del personaggio, il manuale si articola effettivamente in quattro pagine (introduzione compresa) di formato A4. L’impaginazione a due colonne è piuttosto chiara, e lo sfondo della pagina richiama l’ingresso di una caverna ma su colori neutri, in modo da non disturbare la lettura. A parte il logo del gioco (che mostra la classica scala evolutiva con in aggiunta una fase di “ritorno alla scimmia”), non ci sono illustrazioni. 

Il prodotto è perfettamente in linea con le aspirazioni e la fascia di prezzo del progetto. Forse si poteva fare di meglio nella scelta del font utilizzato per titoli e capoversi. L’intento di richiamare dei caratteri tracciati da una mano inesperta e dal sapore quasi ferale è chiaro; purtroppo il risultato non è il massimo della leggibilità. E se nella lettura del manuale è facile soprassedere, rende la scheda del giocatore molto meno fruibile.

Il Setting

L’ambientazione di Primate Virus è volutamente minimale. Per lo più è lasciata a una breve introduzione in cui Danilo Teti si immedesima in un ricercatore che ha partecipato allo sviluppo di un nuovo farmaco in grado di combattere le malattie neurodegenerative. Questo stralcio di diario spiega come il virus, nella fase di sperimentazione su primati, abbia ottenuto effetti completamente imprevisti.

Alcuni soggetti videro un enorme potenziamento delle proprie facoltà psichiche a discapito di quelle fisiche. Altri subirono un procedimento inverso. Nel giro di poco tempo il farmaco genetico si tramutò in un virus che si diffuse su tutto il pianeta, contagiando ogni primate. Compreso l’essere umano. Il risultato è stato quello di riportare sull’intera cultura terrestre questo forte squilibrio tra sviluppo psichico e fisico dell’individuo.

Non sono date altre spiegazioni. Il gioco si limita a riportare che la società ha perso completamente il controllo a seguito della pandemia che è conseguita alla sperimentazione, e che ogni istituzione civile è crollata. Una spiegazione un po’ scarna, che bisogna accettare come premessa del gioco: i personaggi sono primati (di nuovo, esseri umani compresi) che, riunitisi in tribù, cercano di lottare per mantenere il proprio posto nel mondo.

Recensione delle Meccaniche di Primate Virus

Il regolamento di Primate Virus è squisitamente essenziale, basato in sostanza su un’unica meccanica: l’Equilibrio Strutturale. Un percorso articolato in quindici passi che porta dall’Area Motoria all’Area Cognitiva. Detto in parole semplici, il giocatore sceglie in che posizione tra questi due estremi collocare il proprio PG. 

Più vicino è all’Area Motoria, più dadi avrà a disposizione per le azioni legate al fisico e meno per quelle che richiedono raziocinio ed empatia. Portare l’Area Motoria verso l’estremo permette di sviluppare abilità fisiche sovrumane. Viceversa più è vicino all’Area Cognitiva, più il personaggio è portato per le attività di concetto, fino al punto di sviluppare poteri telepatici e telecinetici (indebolendosi ovviamente nel corpo). 

L’Equilibrio Strutturale non è un valore statico; ogni volta che si ha successo (ovvero almeno un dado a sei facce supera la difficoltà di 3, 4 o 5 fissata dal Master per l’azione), ci si avvicina all’Area che è stata utilizzata. Un fallimento invece spinge nella direzione opposta. Superare uno dei due estremi significa che il virus ha alterato permanentemente la struttura del personaggio, portando alla sua morte. Il sistema ricorda molto da vicino quello di Lasers & Feelings di John Harper, sebbene non siano esplicitate specifiche fonti d’ispirazione.

I Personaggi

I Personaggi possono ricadere in cinque diversi Gruppi di Appartenenza, che ne determinano anche la personalizzazione dei Tratti, ovvero descrittori che permettono di abbassare il Grado di Difficoltà delle azioni. Gli Umani hanno la possibilità di scegliere cinque Tratti legati al proprio background, quindi competenze acquisite con studio e allenamento. Le Scimmie Antropomorfe, come gorilla e scimpanzé, possiedono solo tre Tratti legati al background, mentre altri tre sono fissi, risalenti alla loro natura animale.

Le Scimmie del Vecchio Mondo, quali bertucce e babbuini, sono ancora più vicine al lato bestiale. Hanno solo due tratti da background e quattro fissi. Vi si avvicinano ulteriormente le Scimmie del Nuovo Mondo, come scimmie urlatrici e tamarini, con un solo tratto liberi da background. Infine le più bestiali di tutti sono le Protoscimmie, quali i lemuri, con a disposizione ben sette tratti ma tutti pregenerati e ritagliati sulla loro natura ferina.

Conclusioni della Recensione di Primate Virus

Primate Virus è un piccolo gioco indie e, come tale, presenta molte ingenuità che potrebbero essere limate con il tempo. Sorvolando sui testi che potevano essere un po’ più chiari, è vero che i giochi basati su Lasers & Feelings o sistemi analoghi sono solitamente privi di ambientazione o lore. Ma questo accade perché si appoggiano ad altre opere che hanno un forte impatto sulla cultura pop. Di fatto è una tipologia di giochi che si fonda su un immaginario condiviso prima di sedersi al tavolo.

Primate Virus in questo si dimostra carente. L’obiettivo è piuttosto chiaro, far giocare il contrasto tra razionalità e istinto in un sistema che tende a evidenziare i difetti della polarizzazione. Il tutto in un contesto in cui la civiltà non offre più alcuna rete di sicurezza. Si tratta di uno spunto fortemente introspettivo e interessante per un gioco di ruolo che può essere intavolato in una manciata di minuti. 

Tuttavia il lavoro sulla fiction e sulla lore ricadrà per intero sulle spalle del master, perché il gioco in tal senso si limita a parlare di un’imprecisata caduta della civiltà a causa del virus. L’idea alla base del manuale è intrigante; si tratta di un piccolo progetto che merita di essere incoraggiato, anche solo per sperare di vederne una versione maggiormente rifinita.

Se ti è piaciuta questa recensione di Primate Virus, continua a seguirci per altre novità sul mondo dei giochi di ruolo!
Spread games

AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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