Blaze – Un GdR SuperPunk | Recensione

Mag 9, 2024 | recensioni

Oggi abbiamo il piacere di proporvi la recensione di Blaze, un gioco di ruolo superpunk. Innanzitutto vogliamo ringraziare l’autore Danilo Frontani per avercene fornita una copia. Quella analizzata è l’edizione limitata che Danilo, con Putrid Games e Full Metal Games, ha realizzato per per l’evento modenese Play 2024; rispetto all’edizione standard varia solamente la copertina, mentre i contenuti rimangono gli stessi.

Se dovessi essere interessato all’acquisto, Blaze è in vendita sullo store digitale di Amazon. Puoi comunque decidere di provare il gioco, nel frattempo, scaricando il quickstart gratuito

La Recensione del Volume di Blaze

Il manuale di Blaze consta di 112 pagine in bianco e nero. Il manuale è in formato tascabile con copertina rigida, quindi decisamente compatto e maneggevole. I materiali sono resistenti, e non si può negare che per questo suo esordio come autore Danilo abbia optato per un lavoro di qualità.

Le pagine sono bianche con pochissimi vezzi, giusto qualche decorazione geometrica che, assieme al font scelto, contribuisce a dare un gusto futuristico al manuale. Solo la sezione riservata al narratore, qui chiamato CEO, ha la cornice della pagina nera; un buon tocco per differenziarla a colpo d’occhio senza comprometterne la leggibilità. Molto a tema la scelta della doppia scheda del personaggio, in versione più sci-fi e in versione più “fumettosa”.

Le illustrazioni di Laura Cellitti e Cristina Rotolone richiamano in più passaggi uno stile da fumetto. Entrambe molto efficaci nel suggerire i toni “esagerati” che Blaze vuole avere e il suo dinamismo. Un esempio perfetto di come estetica, ambientazione e meccaniche si sposino alla perfezione in questo caso, pur mantenendo uno stile minimale in tutti e tre i settori.

L’Ambientazione

Il setting è infatti volutamente ridotto all’essenziale. Nella prima parte del manuale una rapida panoramica storica ci mostra come la Dermont Interstellar, una delle corporazioni che hanno sostituito i governi nella gestione della politica, avesse individuato enormi risorse nel pianeta Styge. Un investimento che si è rivelato un fallimento: la particolare conformazione del pianeta aveva tratto in inganno gli scanner. Gli impianti di estrazione sono stati riconvertiti in industrie manifatturiere, la sua terraformazione è stata interrotta e il pianeta è stato abbandonato a sé stesso.

Attualmente la parte abitata di Styge, la città di Arcologia 01, è divisa in tre differenti settori. I pochi che possono permettersi una vita agiata vivono nel livello più elevato, alla vista del cielo, dove ci sono gli uffici dirigenziali. Nel livello intermedio ci sono le fabbriche e gli stabilimenti produttivi. Infine gli strati più bassi sono abitati da chi cerca quotidianamente, con i mezzi più disperati, di sopravvivere: il grosso della popolazione. I PG possono venire da uno qualsiasi di questi strati; sta al tavolo da gioco, in una sessione zero, trovare una quadra sui motivi di tutti. L’importante è che ogni personaggio sia stato reclutato da Victor Rack, il responsabile della sicurezza di Arcologia 01, per far parte delle sue squadre investigative anti-ribelli.

Blaze: Recensione delle Tematiche del Gioco

A sconvolgere la “serenità” di Arcologia 01 c’è infatti il recente arrivo della Blaze. Si tratta di una nuova droga che circola nelle strade, la cui particolarità è di conferire a chi ne assume una dose veri e propri superpoteri. Questo permette agli Stygiani, una fazione ribelle, di prendere il controllo degli strati più bassi della città. I personaggi sono agenti di Rack chiamati proprio a indagare su questi eventi. Equipaggiati a loro volta con delle dosi di Blaze, entreranno in una trama di complotti e doppi giochi animata da scontri letali in cui la sostanza procurerà non pochi danni collaterali.

Per il resto il setting è, come anticipato, molto minimale. Ci sono alcuni retroscena che è possibile sfruttare e sicuramente le tematiche da portare al tavolo sono molto ben chiare. Lo strapotere delle corporazioni, lo sfruttamento delle classi lavoratrici, lo stato di polizia, il ricatto, la ribellione contro il sistema. Il tutto intrecciato a uno sci-fi di colonizzazione di fondo e all’uso di sostanze che conferiscono poteri superumani. Proprio in virtù di questo, Blaze è definito dall’autore un gioco di ruolo “superpunk”. Al CEO è esplicitamente demandato il compito di scegliere come articolare tutte queste tematiche, sfruttando ed espandendo le poche ma determinanti verità di fondo del gioco.

Recensione delle Meccaniche di Blaze

La seconda sezione del manuale si occupa della parte regolistica del gioco. Come anticipato, anche in questo Blaze di rivela semplice ed essenziale, ma non privo di una certa eleganza. Le azioni vengono risolte tirando un pool di dadi a sei facce. La base di questo pool è data dall’approccio utilizzato: uno tra Corpo, Mente e Sensi, tra i quali si distribuiscono i punti in fase di creazione del personaggio. 

A questa base il giocatore aggiunge un d6 per ogni Tag che riesce a sfruttare nell’azione. I Tag sono un sistema particolarmente rapido e intuitivo con cui il giocatore può indicare Capacità, Caratteristiche, Conoscenze ed Equipaggiamento del suo personaggio, anche questi dettagliati in fase di creazione. In ultimo è possibile sfruttare fino a due Tag Ambientali, vantaggi situazionali che ricevono l’approvazione del CEO.

Ogni risultato pari o superiore al 3 è considerato un successo; per superare una prova è necessario ottenere dai tre ai nove successi, a seconda della difficoltà stabilita dal CEO. C’è qualche specifica ulteriore sulle armi e sulle ferite che si possono subire, ma il nocciolo del sistema è questo; nella sua semplicità, è assolutamente funzionale. Inoltre, dato che ogni dado ha più del 60% di possibilità di restituire un successo, istintivamente invoglia i giocatori a rischiare e a mettersi in gioco.

La Blaze

Alcune azioni possono avere difficoltà superiori, richiedendo fino a 15 successi. Questo è consentito solo quando i personaggi abbiano assunto la Blaze, che permette loro di affrontare imprese sovrumane. Essa è la droga che dà il titolo al gioco. Di base permette a chi la assume la prima volta di acquisire una serie di superpoteri, generati casualmente attraverso tre tabelle.

I poteri della Blaze possono essere utilizzati solo sotto il suo effetto, e rientrano tra i Tag che il giocatore può utilizzare. Questo permette di aumentare il pool di dadi del personaggio, ma un effetto ancora più rilevante della Blaze è che permette di contare i risultati di 5 e 6 come doppio successo. Questo aumenta esponenzialmente le possibilità di riuscita e, per l’appunto, permette di compiere azioni altrimenti impossibili.

La Blaze si configura quindi come un elemento che i giocatori possono plasmare con la massima libertà narrativa, creando degli effetti sulla base semplicemente del Tag. Oltretutto va ad avere un peso enorme sia sul setting di gioco che sulle sue meccaniche. Ovviamente esige un prezzo, e anche piuttosto alto. L’uso di questa droga costa una dipendenza che può avere risvolti decisamente impattanti.

Recensione di Blaze: la Sezione Riservata al CEO

Le potenzialità della Blaze e i suoi effetti collaterali sono affrontate nel dettaglio nella sezione del manuale cui abbiamo accennato prima, riservata al CEO. Una scelta inusuale al giorno d’oggi, che permette di mettere in scena dei grossi colpi di scena. Le nostre recensioni sono rigorosamente senza spoiler, quindi non daremo altri dettagli al riguardo.

In ogni caso questa sezione del manuale racchiude alcuni fondamentali retroscena dell’ambientazione. Anche in questo caso si tratta di elementi narrativi dati ad un livello molto alto, per permettere massime libertà e flessibilità al CEO. Ci sono inoltre alcune varianti sia per le meccaniche di gioco che per l’impostazione della campagna stessa, che si incoraggia a strutturare come una stagione di una serie TV. Capovolgimenti di ruolo e di schieramento, o persino lo spostamento del focus del setting, aumentano di molto la rigiocabilità di Blaze e la freschezza dei suoi spunti.

Un Ponte tra Tradizione e Innovazione

Come anticipato, in Blaze rivediamo tutte le tematiche dei sottogeneri della narrativa punk, in particolar modo il cyberpunk. Le mega corporazioni, lo sfruttamento dei lavoratori, la rivolta, le modifiche corporee, l’identità del cittadino. Va detto che il gioco non è pensato per scendere così nel dettaglio delle tematiche sociali.

Beninteso, restano un elemento fondamentale del setting, e devono essere necessariamente “respirate” nel gioco. Ma la narrazione si concentra su missioni ricche di azione drammatica e spettacolare. Tutto il resto è lasciato al metodo della “vecchia scuola”: interpretazione. Non ci sono meccaniche specifiche, così come non ci sono descrizioni specifiche del setting. Al CEO e agli altri giocatori è lasciata l’iniziativa a riguardo, scegliendo quanto e come andare a fondo nello sviscerare questi temi.

Conclusioni della Recensione di Blaze

Blaze è un progetto molto interessante. Riesce a trasmettere perfettamente il concetto di “superpunk” che crea e attorno al quale viene sviluppato. E’ piuttosto evidente che il gioco raccolga le suggestioni di un giocatore di grande esperienza. L’eredità di giochi più tradizionali, dall’approccio classico con una grande arbitrarietà lasciata al narratore, si sposa a soluzioni di design estremamente moderne. Il sistema di Approcci e Tag permette una composizione della scena in cui la narrazione dallo stampo cinematografico la fa da padrona; il matrimonio tra meccaniche, setting e scelte editoriali è perfetto.

Per sua natura non si presta alla classica campagna lunga; quantomeno non nel senso tradizionale del termine, con un gruppo di personaggi portato avanti nel lungo periodo. Ma al tempo stesso ha svariate soluzioni narrative e una struttura a “stagioni” che permette di cambiare frequentemente personaggi e prospettive di gioco, pur mantenendo lo stesso filone di trama. Blaze è un gioco semplice ma efficace, che si pone in perfetta continuità tra tradizione e innovazione. Se siete amanti del genere cyberpunk, dell’azione frenetica e di uno stile di gioco che metta la serialità davanti al personaggio, pur mantenendolo sempre come “esplosivo” protagonista, è un gioco che non potete assolutamente lasciarvi sfuggire.

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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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