Prima di iniziare questa recensione del Tomo 3: Un Salto nel Passato dell’ambientazione di Drakonia, voglio ringraziare Gamers Hunter Edizioni per avercene fornito una copia in formato fisico.
Se dopo aver letto questa recensione voleste acquistare Un Salto nel Passato, potete trovarlo sullo shop di Gamers Hunter Edizioni. Il pacchetto che contiene formato digitale del singolo tomo, fisico e PDF del regolamento costa 20 euro, mentre solo il formato digitale costa 7 euro. Ci è stato inviato inoltre DrakoByrdh, una raccolta di cinque dungeon vincitori del contest “Dungeon DrakoByrdh”, di cui vi parlerò brevemente in seguito.
Voglio ricordarvi inoltre che sul nostro sito potete trovare la recensione del regolamento di gioco di Drakonia.
Recensione dell’Estetica del Tomo 3 Un Salto nel Passato

In primis, vorrei dire che questo volume segue lo stesso layout e tipo di font dei precedenti.
La copertina, realizzata da Milivoj Ćeran, è decisamente molto evocativa. Il colore rosso della traccia magica che circonda il protagonista dell’immagine cattura decisamente l’attenzione. Le illustrazioni interne sono opera di Jessica Prando, Fabio Porfidia e Moreno Paissan. Quest’ultimo ha anche realizzato la mappa dell’isola di Blootar e Clachendur, che è in assoluto la mia preferita all’interno del manuale.

Ritengo che ci sia una grande creatività nella scelta delle illustrazioni e che come quantità siano adatte al numero di pagine. In alcuni casi forse avrebbero solamente giovato di un inserimento più armonico tra il testo e i vari riquadri.
Come per i tomi precedenti, il layout e il font permettono di leggere in maniera fluida il testo. Il punto forte rimane però a mio avviso il titolo in copertina; l’effetto metallizzato attira subito l’attenzione.
Un Intrigante Sviluppo
La storia all’interno del tomo riprende dove quella del precedente si era fermata. Finalmente due dei tre frammenti della mappa di Ak’ar Gast (che i personaggi stavano cercando) sono stati trovati. Dopo un particolare incontro con l’ancella della regina, si scopre però che la terza parte della mappa è stata bruciata e non è più recuperabile.

Ma forse esiste un modo per recuperare ciò che è andato perduto. Il capogilda può aprire un varco spazio dimensionale con un incantesimo per riportare indietro ciò che manca. Il finale, che ovviamente non vi spoilero, sarà un’avvincente e adrenalinica corsa contro il tempo.
Personalmente questa fin’ora è la storia che ho preferito tra le tre, sia per il varco che si aprirà, sia per il ritmo elevato.
Voglio ricordarvi inoltre che, anche se questa avventura è parte di una storia più estesa, si può giocare anche singolarmente in quanto ogni capitolo è autoconclusivo. A questo tomo, chiaramente, ne seguiranno altri.
DrakoByrdh: Cinque Dungeon Aggiuntivi

Come detto in precedenza, insieme al tomo principale abbiamo ricevuto un piccolo spillato di 18 pagine contenente cinque simpatici dungeon. Questi hanno vinto il contest “Dungeon DrakoByrdh”, basato sull’omonima avventura esclusiva uscita e giocata a Play Festival del Gioco 2024. L’illustratrice principale è nuovamente Jessica Prando. I dungeon contenuti al suo interno sono:
- Benvenuti al Circo delle Meraviglie
- Le Tre Prove
- RattoBoom!
- Il Sentiero per la Corona
- Dungeon di Ariek.
Non sono avventure dalla grande durata, ma spunti simpatici da poter inserire in una campagna più estesa.

Conclusioni della Recensione del Tomo 3: Un Salto nel Passato di Drakonia
Il mondo di gioco è ben realizzato e anche questo volume introduce contenuti validi ed interessanti. Non ci si deve aspettare storie complesse o troppo articolate, ma trame fantasy da giocare con il proprio party.
Consiglio sicuramente questo volume a chi apprezza il fantasy e le storie leggere da giocare in poche ore. Ma anche a chi è appassionato al mondo di Drakonia, che non smette mai di ampliarsi.


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