Come sempre, prima di cominciare ad analizzare Rosewood Abbey in questa recensione, ci tengo a ringraziare la casa editrice Grumpy Bear Stuff per avercene inviata una copia fisica.
Se dopo aver letto queste righe trovassi il gioco interessante, lo trovi in copia fisica sul sito dell’editore al prezzo di 20 euro. Sulla medesima pagina trovi anche il materiale aggiuntivo per la preparazione di una sessione, scaricabile gratuitamente.
Il gioco è un investigativo ambientato nelle abbazie medievali e rientra tra i regolamenti carved from Brindlewood. Utilizza, infatti, un sistema derivato da Powered by the Apocalypse pensato per la risoluzione di misteri. In particolare la narrazione è condivisa tra i giocatori come I Misteri di Brindlewood Bay, di cui ci siamo già occupati.

Il manuale di circa 190 pagine offre una panoramica delle regole e dell’ambientazione. Tra le sue pagine troviamo anche una sessione di gioco nella sua interezza, ottima per presentare l’atmosfera e l’esperienza cercata al tavolo.
Contenuti Sensibili in Rosewood Abbey
Apprezzo sempre quando gli autori mettono i puntini sulle i e sono espliciti nel dichiarare il contenuto del proprio gioco. Lo apprezzo ancora di più quando queste informazioni si trovano all’inizio del manuale, come in questo caso.
Se è evidente che le principali fonti di ispirazione per Rosewood Abbey sono Il Nome della Rosa di Umberto Eco, la serie tv Cadfael – I Misteri dell’Abbazia e giochi come Good Society – A Jane Austen Roleplaying Game e, ovviamente, I Misteri di Brindlewood Bay, non è altrettanto scontato che le tematiche affrontate siano manifeste ai più.
È quindi importante sapere che questo gioco si rifà al folklore vallone, fiammingo ed europeo, che è spesso irriverente nei confronti della religione. Il gioco evoca ambienti religiosi legati alla Chiesa Cattolica così come alle azioni degli uomini che i cristiani considerano virtuose o peccaminose. Il manuale esplicita la necessità di assicurarsi che tutti al tavolo siano consapevoli e manifestino il consenso ad affrontare le tematiche chiaramente esposte.
Il Luogo in cui si Svolge il Gioco
Fulcro delle vicende è l’Abbazia di Palissandro, un’enclave monastica ai piedi delle Alpi. Il tempo di gioco si colloca tra XII e XIII secolo. Sebbene ci si rifaccia ad un periodo preciso, seppure ampio, il gioco non cerca a tutti i costi l’accuratezza storica. È prevista una Scheda di Preparazione in modo da aiutare le persone al tavolo ad accordarsi sul tono e sull’accuratezza storica del Mistero da risolvere.

Il monastero non è solo il contesto di gioco, è un microcosmo in cui si muovono religiosi e laici e in cui fede, verità e superstizione si mescolano. I personaggi interpretano quanto accade come segno divino o, per contraltare, come manifestazione demoniaca, alimentando l’atmosfera di mistero e rendendo la tensione crescente. Sospetti e timori sorgono grazie alle voci che si spargono rapidamente e fungono da carburante per il falò della narrazione. Un elemento da tenere assolutamente presente è che il mistero (o l’avvenimento centrale della storia) è esclusivamente mondano, non ha quindi nulla a che vedere con elementi soprannaturali.
I Personaggi in Gioco
Rosewood Abbey, come vedremo in questa recensione, accompagna i giocatori nella creazione dei loro personaggi fornendo tutto il necessario in una pratica scheda. I protagonisti sono monaci, i Frates Herodoti, studiosi in cerca della verità. Per questo motivo il consiglio è quello di interpretare dei personaggi che si presentano in modo maschile. Questo può includere anche una persona che si traveste da uomo. I monaci sono tutti copisti, hanno però una Competenza Monastica che rappresenta un’attività extra che il personaggio svolge.
Sulla scheda, qualora si avesse difficoltà a trovare un nome per il nostro personaggio, ci sono diverse opzioni tra cui scegliere. Dovremo anche decidere il suo soprannome e il suo luogo di nascita. Anche in questo caso sulla scheda troviamo alcune opzioni estremamente interessanti.

Il processo di creazione procede scegliendo quale delle 5 caratteristiche tra Vigore, Controllo, Raziocinio, Presenza e Comunità rappresenta meglio il nostro personaggio. Solo in quella potremo aggiungere 1 al suo punteggio iniziale. Sceglieremo quindi cosa ci differenzia dagli altri monaci, la nostra Mossa dei Confratelli, ci voteremo a un Santo che ci offrirà una mossa speciale da utilizzare durante la sessione di gioco. Come ultimo passaggio troveremo alcuni oggetti piccoli e preziosi per il personaggio. Questi particolari si chiamano Gioia nelle Piccole Cose e ci concederanno vantaggio in una prova.
Alcuni elementi del personaggio verranno evidenziati durante il gioco. In particolare, le condizioni e le Spine, elementi che emergeranno se vorremo modificare l’esito di una prova. Se sceglieremo, di fronte a un fallimento, di Pungerci con una Spina, dovremo poi raccontare un flashback correlato al peccato o alla virtù collegata rispondendo alla relativa domanda.
La Risoluzione delle Prove
Come in tutti i PBTA quando la conversazione porterà a una situazione dall’esito incerto, sarà necessario tirare i dadi utilizzando una mossa. Il giocatore, dopo aver indicato con quale Abilità intende affrontare la prova, tirerà due dadi e aggiungerà il valore dell’Abilità indicata. Se il risultato è 6 o meno, la prova si considera fallita, se il risultato è tra 7 e 9, la prova ha successo con una conseguenza, se il risultato è 10 o più, la prova ha successo. Come già detto, il gioco prevede la possibilità di modificare l’esito di una prova con la meccanica delle Spine.
Pungersi con una Spina introduce anche un’altra meccanica che è quella del Giro di Voci. Questa dinamica elenca in una scheda apposita (che funge da diario) tutte le idee balzane, i pettegolezzi e le dicerie che vengono dette tra i monaci all’interno dell’abbazia e nel villaggio vicino.

Mano a mano che le voci si diffondono e le assurdità crescono, la cronaca si avvicina alla sua conclusione decretando l’arrivo delle autorità pontificie deputate a stabilire il destino delle figure coinvolte.
L’obiettivo finale dei fratres è dunque quello di riuscire a smentire quante più di queste voci possibili. Diversamente il rischio è di ricevere scomuniche o canonizzazioni che potrebbero avvenire con l’intervento dei legati pontifici o dell’inquisizione.
Il Ruolo del Cantore, Indizi e Complicazioni
In Rosewood Abbey il game master viene definito Cantore. Suo è il compito di condurre i Misteri, ovvero gli scenari di gioco, mentre i giocatori indagano, raccolgono informazioni e cercano il colpevole per poterlo denunciare alle autorità. A sua disposizione il Mistero, i Sospettati, gli Indizi e i Luoghi in cui la vicenda si svolge. Per aiutarlo in questo compito, può fare affidamento anche su una pratica scheda del mistero.
Uno degli elementi più interessanti in questo gioco spiccatamente narrativo è l’elemento folkloristico. Come detto a inizio della recensione, infatti, in Rosewood Abbey non c’è alcun elemento soprannaturale in gioco. Tutto quello che accade è opera umana e sono i malintesi e le credenze a interpretare ciò che accade come se fossero opere divine o malefiche. Spetta ovviamente al Cantore narrare le complicazioni derivanti dai tiri di dado e le reazioni alle situazioni che i Confratelli creano. Oltre alla sua coerenza, sarà aiutato da una lista di suggerimenti che il manuale dettaglia in maniera precisa.
Il capitolo dedicato al Cantore specifica anche quale dovrebbe essere la struttura di un Mistero. Sottolinea infine l’importanza dell’improvvisazione, indicando alcuni principi che sarebbe bene seguire. Il fine è quello di rendere reali le scene e coinvolgere tutti i giocatori.
Una Sessione di Gioco come Esempio
A differenza di molti altri giochi di ruolo, Rosewood Abbey è estremamente esplicito anche nel suggerire la conduzione e lo svolgimento di una sessione. Lo fa in maniera originale e trasparente mostrando, nelle prime 90 pagine del volume, la trascrizione di una sessione di playtest condotta dallo stesso autore.
Sebbene non sia strettamente necessaria la lettura di queste pagine, la consiglio caldamente. Sono utili per potersi fare un’idea più precisa di come impostare i toni e come intavolare una sessione di gioco. Il processo di costruzione di una storia e il suo svolgimento sono veramente molto chiari. Si parte dalla presentazione e creazione dei personaggi alla scelta dell’Antico, ovvero quella figura misteriosa che appartiene al folklore locale e a cui gli abitanti si rivolgono o, in alternativa, che temono perché ritenuta responsabile di ciò che succede nei dintorni dell’abbazia.
Trovo questa scelta sicuramente originale e aiuta moltissimo chi non ha mai giocato di ruolo a comprendere cosa ci si aspetti in linea di massima durante una sessione. Ritengo possa essere altrettanto funzionale per quei master abituati a giochi investigativi in cui tutto deve essere tenuto sotto controllo. Il Cantore in Rosewood Abbey, infatti, non ha soluzioni per il mistero e la trama viene costruita dal gruppo in gioco man mano che si procede con la sessione.
Recensione dell’Estetica di Rosewood Abbey
Completamente in bianco e nero, se si esclude la copertina, Rosewood Abbey è un manuale interessante, non solo per la sua veste grafica. Mescola immagini tratte da opere di epoche diverse senza perdere coerenza. La lettura è resa semplice da un carattere decisamente comprensibile e dall’impaginazione a colonna singola.
Ho personalmente apprezzato il manuale e la cura con cui è stato realizzato. Affascinante e inusuale al tempo stesso, offre un affaccio alla modernità con un’estetica che rimanda al passato in gioco. Uno dei dettagli da non trascurare è l’impeccabile lavoro di editing. Personalmente non ho trovato una virgola fuori posto o un typo, segno che il lavoro di Alessia Caviglia è veramente eccellente.
Conclusioni della Recensione di Rosewood Abbey
Rosewood Abbey non è un gioco alla portata di tutti e potrebbe spiazzare anche giocatori di indubbia esperienza. Ma, perché ovviamente c’è un “ma”, merita di essere provato più di una volta. Non tanto per impararne le meccaniche che sono davvero semplici, quanto più per apprezzarne il ritmo lento, profondo e il concept adulto.
Di rapida lettura e altrettanto veloce preparazione, richiede però attenzione e un patto consapevole tra giocatori. Consiglio di sperimentare non solo i misteri proposti nel manuale, ma anche La Camola prima della Tempesta, mistero inedito scritto proprio da Alessia e scaricabile con il preordine del gioco sul sito dell’editore.


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