Questa recensione di The Hourglass Sings giunge a sorpresa per noi come per voi. Il piccolo manuale in questione ci è giunto insieme a Sock Puppets, al quale è accomunato dall’autore, Kurt Refling. Non lo attendevamo ma è stata una piacevolissima scoperta, tanto da meritare questo articolo.Â
Se foste interessati al suo acquisto, potete trovarlo qui in formato digitale (un PDF di 32 pagine) al prezzo di 6 dollari in lingua inglese, insieme all’audiobook e un foglio di Google pensato per chi giochi online con altri giocatori.
Vediamo insieme di che prodotto si tratti e chi potrebbe rimanerne potenzialmente affascinato.

Una Serenata a The Legend of Zelda
If something happens to you, remember this song
Questa citazione, tratta da The Legend of Zelda: Majora’s Mask, è la prima cosa che troverete all’interno del manuale. Questo perché The Hourglass Sings è un gioco di storytelling ispirato al famoso titolo Nintendo. In 120 minuti, i giocatori (da 1 a 6) interpreteranno le tre entità di quest’avventura: il Paese, l’Oscurità e l’Eroe. Riuscirà quest’ultimo a fermare l’avvicinarsi della fine del mondo o sono tutti ormai destinati all’oblio?
A disposizione dell’Eroe avremo un piccolo oggetto musicale che ci permetterà di riavvolgere il tempo. Ogni volta che decideremo di utilizzare tale potere, canticchieremo un motivetto deciso con il resto dei giocatori e ci sveglieremo ad una sorta di save point all’interno del Paese. Vi sembra di essere all’interno di un videogioco? Beh, l’idea è un po’ quella. Se non fosse che la nostra inventiva giocherà un ruolo fondamentale all’interno della storia, questa volta.

Recensione di The Hourglass Sings: come si Gioca?
Come già accennato, ci sono tre ruoli principali. Se si gioca in solitario, ovviamente il giocatore interpreterà tutti e tre i ruoli. Se i giocatori invece saranno tre o sei, sarà possibile mantenere il proprio ruolo per tutta la giocata (nel secondo caso, condividendolo). Nelle restanti ipotesi, si giocherà a turno nel seguente ordine: il Paese, l’Oscurità e l’Eroe.
Ad aiutarci nella creazione della trama, avremo un mazzo di carte da gioco (jolly compresi). Ad ogni carta e per ogni ruolo troveremo un suggerimento di ciò che potrebbe accadere.
Il 3 di picche potrà ad esempio avere tre differenti significati:
- Il seme di picche, nel caso del Paese, ha il significato di descrivere un posto nella città . Nello specifico, il 3 è un passaggio segreto.Â
- Per l’Oscurità , invece, le picche sottintendono che un personaggio all’interno della città ha cambiato totalmente aspetto ai vostri occhi. Il 3 indica che è schermato dal dolore.Â
- Per l’Eroe, il seme della carta ci dà indicazioni sul suo passato, nello specifico di una sua memoria. Il 3 ricorda uno specifico indumento.
Potremmo decidere di creare la nostra trama in una singola sessione o articolarla in una campagna. Le nostre storie, comunque, termineranno in due casi: quando finiremo le 54 carte del mazzo o se ci riterremo soddisfatti della riuscita della trama.

Largo Spazio all’Immaginazione
All’interno del manuale troviamo vari esempi relativi alla creazione dei nostri tre “personaggi” base, ma ci viene anche detto che in qualsiasi momento potremmo trovare nuove possibilità con la nostra fantasia.Â
Il nostro Paese sarà un’isola, un insieme di rovine, un posto selvaggio? L’Oscurità ha il potere di rendere vivi gli edifici? Richiamare a sé i mari? Rigettare la luce risvegliando incubi? E da chi è rappresentata questa entità ? Un giocattolo in disuso, un non-morto o semplicemente un ex-amante ferito? E il nostro Eroe sarà giovane, vecchio o un’entità incorporea? Lo strumento alla base dei suoi poteri sarà rappresentato da un carillon, un rombo o ancora una ghironda?Â
Prima di intraprendere il nostro viaggio, concordiamo insieme questi dettagli fondamentali per la buona riuscita dell’avventura, in maniera da rendere coerenti le nostre storie legate alle carte.

Conclusioni della Recensione di The Hourglass Sings
Se siete degli appassionati di The Legend of Zelda, non potete non prendere in considerazione questa piccola perla. Come ogni gioco di narrazione che si rispetti, la differenza la fanno le persone al tavolo, ma gli spunti dati dal manuale sprizzano un amore incondizionato verso l’opera originale che difficilmente riuscirete a non notare.Â
Questo libretto, infatti, è stato creato appositamente per un evento organizzato nell’aprile del 2024 proprio per Majora’s Mask.Â
Il font e l’impaginazione sono semplicissimi, tipici di un progetto amatoriale, ma la pubblicazione è impreziosita da illustrazioni in otto bit create dall’autore e ispirate da un progetto di Devil’s Blush Project.Â
Inserite tranquillamente questo gioco nel vostro altarino di oggetti relativi alla saga di Link. Perché lo abbiamo tutti, vero?


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