Twice Upon a Time | Recensione

Mar 2, 2024 | recensioni

Oggi abbiamo il piacere di proporvi la recensione di Twice Upon a Time, un gioco di ruolo narrativo per due persone. Innanzitutto vogliamo ringraziare Claudio Serena e Mari Gallo, autori del gioco, per avercene inviata una copia digitale. Un grazie va anche a Fumble GDR, che ha promosso il crowdfunding per la realizzazione del gioco.

Chi fosse interessato a Twice Upon a Time può trovarne una copia sulla pagina del crowdfunding su Itch.io. La quota per sostenere il progetto è di 9,90 euro, con il volume disponibile esclusivamente in formato PDF e in lingua italiana.

Sul sito di Fumble GDR, invece, puoi trovare materiali di supporto come la scheda del giocatore, sia in PDF che da utilizzare per il gioco online.

Recensione del Volume di Twice Upon a Time

Twice Upon a Time è stato realizzato con molta cura. Si tratta di un volumetto digitale di 70 pagine in formato A5, confezionato per replicare l’effetto di un vecchio libro di fiabe. La parola migliore per definirlo è “grazioso”. La copertina richiama l’effetto dei tomi telati, le pagine ricordano la texture della carta un po’ ingiallita dal tempo. 

La direzione artistica è di Claudio stesso, mentre le illustrazioni sono di Davide Gerardi. A quest’ultimo si deve riconoscere, oltre al tratto, la capacità di aver centrato in pieno lo spirito di Twice Upon a Time. Ogni singola immagine è in grado di trasmettere la sensazione di star sfogliando un libro di fiabe, in perfetta armonia con l’impaginazione del volume.

Una Scrittura Inclusiva

Purtroppo c’è una scelta che complica l’esperienza di lettura di Twice Upon a Time. Claudio e Mari hanno deciso di affrontare il tema della scrittura inclusiva utilizzando lo schwa. Si tratta di una scelta forte, sicuramente da apprezzare nello spirito. Ma bisogna ricordare che l’uso dello schwa per risolvere il problema del maschile sovraesteso non è un espediente consolidato. Sicuramente per un testo tecnico o per un manifesto può andar bene; in un gioco di ruolo non risulta pratico per una lettura che deve saper strizzare l’occhio a narrazione e spiegazione tecnica assieme.

Inoltre c’è da sottolineare che in Twice Upon a Time lo schwa non è usato in maniera del tutto corretta. Sempre se di corretta si possa parlare per un espediente che non ha una normazione, ma sicuramente ha delle convenzioni. I protagonisti del gioco vengono definiti Eroi: ci troviamo quindi davanti all’uso del maschile generico. Per evitare, è stato applicato lo schwa in finale di parola. Ma è facile intuire il problema: il femminile di eroe è eroina; al plurale vogliono dunque gli articoli “gli” e “le”. 

Recensione di Twice Upon a Time: i Problemi

Per poter utilizzare lo schwa, gli autori di Twice Upon a Time hanno completamente riscritto la parola. Di fatto è come se la forma scelta comprendesse “lo eroo” e “la eroa” (o “li eroi” e “le eroe”, al plurale). Un guazzabuglio che rende la lettura più difficoltosa; per quanto la scrittura sia scorrevole risulta difficile da seguire. Già l’uso dello schwa è una soluzione non immediata. Adottarlo in questo modo va a completo detrimento della fruibilità del testo.

C’è inoltre da notare che per favorire l’inclusività si è minata l’accessibilità. Se è vero che quest’uso dello schwa può essere d’aiuto sulla questione di genere, una lettura difficoltosa diventa problematica per chi soffre di disturbi quali dislessia o affini. Non è una coperta troppo corta, è una scelta che semplicemente non ne ha tenuto conto, nonostante le chiare buone intenzioni degli autori. Certamente non esiste una soluzione simile, ma in questo caso il risultato finale non è all’altezza del prodotto. Soprattutto considerando che per il resto Fumble conferma l’alta qualità che contraddistingue i suoi prodotti.

L’Esperienza di Gioco

L’esperienza di gioco di Twice Upon a Time è molto chiara e unica nel suo genere. Il gioco è pensato per due persone che si alternano nei ruoli del protagonista (per l’appunto l’Eroe/Eroina) e della Voce Narrante. L’obiettivo immediato è quello di completare il modello narrativo del viaggio dell’eroe. Lo scopo profondo del gioco è invece quello di analizzare come questo percorso cambi i due personaggi, portandoli poi a un confronto finale.

Twice Upon a Time, come da premesse, si rivela un gioco profondamente narrativo. Le meccaniche sono ridotte all’osso, a favore di una grande attenzione nella gestione delle varie fasi del gioco. Ai due giocatori è richiesta un’operazione di worldbuilding piuttosto leggera, che serve a tratteggiare il contesto in cui l’eroe/eroina muoverà i primi passi. “L’unico limite è la fantasia” non è una frase fatta, è lo spirito del gioco.

Recensione delle Fasi di Twice Upon a Time

Eroi ed eroine dovranno attraversare quelle che sono le tre Fasi del monomito.

  • Il Primo Passo, la rottura dello status quo.
  • Il Viaggio, il confronto con il mondo esterno.
  • E infine il Ritorno, dove ci si confronta con il cambiamento interno.

Il manuale riporta tre diverse opzioni per ogni Fase, dette Tappe: ognuna di queste dà la possibiltà di scegliere uno tra tre diversi Sentimenti, che domineranno la scena, e tre differenti domande a cui rispondere nella sua risoluzione.

Ad esempio una Tappa del Primo Passo può essere l’incontro con l’Innocente. I sentimenti che mette a disposizione sono Protezione, Abbandono e Solitudine. Uno di questi verrà scelto, e sarà fondamentale nel rispondere alle tre domande dell’Innocente. 

  • Cosa ti spinge ad accettare la richiesta d’aiuto dell’Innocente?
  • Sei l’unico che può o che vuole aiutare l’Innocente: perché?
  • Cosa hai guadagnato dall’aiutare l’Innocente?

Le Meccaniche di Gioco

Le Fasi vengono giocate in maniera quasi esclusivamente narrativa. Si tratta di un dialogo tra Eroe/Eroina e Voce Narrante, una conversazione che porta a rispondere alle tre domande della Tappa scelta. Solo al culmine della scena vengono tirati i dadi: un dado a sei facce Egoista, uno Altruista e uno legato al Descrittore chiamato in gioco.

I Descrittori sono tre caratterizzazioni che vengono assegnate ad Eroi ed Eroine in fase di creazione. Questi possono essere classificati per l’appunto come Egoisti o Altruisti, e sono di fatto l’unico elemento meccanico della scheda. Durante la risoluzione della scena, i giocatori sceglieranno quale Descrittore utilizzare, aggiungendo un relativo dado Egoista o Altruista.

È importante notare che i Descrittori non sono un elemento statico: ad ogni Fase cambieranno, perché l’esito di ogni Tappa spinge l’Eroe/Eroina ad assecondare le caratterizzazioni Egoiste o Altruiste che si sono rivelate vincenti; o ad abbandonare per sempre quelle che non l’hanno aiutato ad avere successo nella prova. Vale la pena sottolineare che, in attesa del confronto finale, per i due protagonisti del gioco sarà impossibile incontrarsi. Potranno attraversare le stesse Tappe se lo vorranno, ma mai vivendo la stessa storia. Le loro vicissitudini potranno incrociarsi solamente nell’epilogo.

Twice Upon a Time: Recensione di un Percorso

Il fascino di Twice Upon a Time risiede proprio in questo. Un gioco con meccaniche ultraleggere, con un setup molto veloce che non pone alcun limite alla fantasia. Un setting assolutamente homemade che evolve ad ogni Tappa, influenzato dalle scelte dei protagonisti che a loro volta ne rimangono ancora più profondamente segnati. 

Twice Upon a Time propone un gioco vivo e pulsante, che si risolve in una o massimo due sessioni, portando la coppia di Eroi/Eroine a un Confronto finale. Un incontro che diviene un confronto tra i rispettivi punteggi di Egoismo e Altruismo, permettendo di capire quanto distanti sono le posizioni cui sono arrivati nel corso del loro viaggio. Qui il gioco torna a esprimere tutto il suo potenziale narrativo: la Voce Narrante scompare completamente e ci si confronta nei panni dell’Eroe/Eroina per concordare la fine della storia.

Una Scelta “Rigida”

Forse proprio nella linearità perfettamente funzionale della meccanica di gioco c’è un limite di Twice Upon a Time. Ridurre tutto quanto alla scelta tra Egoismo e Altruismo, in un contesto così spinto verso il lato narrativo del gioco, rischia di appiattire un po’ la scelta. Certo sono gli autori stessi a far notare che quest’asse non corrisponde in alcun modo a quello tra bene e male, incoraggiando a operare valutazioni più articolate; è importante che tengano conto dei desideri e delle intenzioni dei personaggi, non solo dell’esito del confronto finale.

Tuttavia egoismo e altruismo non sono inclinazioni con una cesura netta. Seguono un percorso progressivo, e sin troppo spesso il confine tra i due è un’ampia zona grigia indistinguibile. Alle volte finiscono invece per sovrapporsi in più e più strati, rendendo ugualmente impossibile scinderli. Intendiamoci, questa dicotomia regge sicuramente bene il gioco, ma la sua natura così narrativa avrebbe meritato forse qualcosa in grado di rendere meglio la complessità di una scelta. A mitigare quest’eccessiva rigidità interviene la fase finale: la differenza tra i punteggi di Egoismo e Altruismo determina la distanza che ci può essere in gioco, ma la risoluzione degli eventi viene stabilita attraverso lo strumento più semplice e potente che usa un gioco di ruolo: il dialogo.

Conclusioni della Recensione di Twice Upon a Time

Twice Upon a Time è un esperimento molto interessante. Si tratta di un gioco intimista, che attraverso tanto dialogo e pochissimi tiri di dado vede un mondo crescere attorno a due Eroi/Eroine, che crescono a loro volta. Le sue dinamiche sono molto interessanti, e l’avere solo uno scheletro di riferimento su come impostare le Tappe sulla struttura del racconto per eccellenza rendono la possibilità di rigiocarlo praticamente infinite.

È un peccato che la scelta dell’uso dello schwa renda la sua lettura poco agevole, soprattutto trattandosi di una scelta basata su un impegno sociale di rilievo; l’idea è sicuramente da apprezzare e valorizzare, ma non si può negare che l’applicazione non sia delle migliori. In ogni caso il testo in sé non è impegnativo, quindi si tratta di un ostacolo fastidioso ma superabile. Al netto di questo e del vincolo dell’asse Egoismo – Altruismo un po’ troppo rigida per un gioco così narrativo, Twice Upon a Time offre un’esperienza assolutamente da provare per chiunque voglia esplorare la tematica del viaggio dell’eroe, vedendo come questi e il mondo si influenzino a vicenda, evolvendo assieme.

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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

3 Commenti

  1. Mari.

    Ciao, grazie per la recensione, mi fa molto piacere che il gioco sia piaciuto e l’abbiate trovato interessante.
    Vorrei solo spiegare un paio di cose a proposito del linguaggio. L’utilizzo che abbiamo fatto della parola Eroə come indicata nel testo è da considerarsi quasi una parola nuova, un termine di gioco, che le persone che giocano avranno la possibilità di declinare come preferiscono nel momento in cui daranno vita alle loro storie e a chi interpreteranno giocando. L’utilizzo dello schwa include anche la possibilità di non avere un genere o avere generi non binari, che la dicotomia eroe/eroina non fa, e visto che io sono una persona non binaria volevo avere la possibilità di essere rappresentatə almeno nel mio gioco.
    L’utilizzo del femminile sovraesteso per trovare modo di declinare lo schwa è un’ulteriore presa di posizione che ci siamo presi la libertà di fare perché in un campo che ancora non ha regole scritte nella pietra e mi piace pensare che queste regole possano non essere sempre al maschile.
    Per quanto riguarda l’inclusività del testo mi spiace che l’attenzione si sia focalizzata solo sullo schwa.
    Abbiamo fatto un grosso lavoro di ricerca a proposito dei colori per renderlo leggibile in caso di daltonismo. Sul font per questioni di dislessia. Sulla spiegazione delle regole in modo che non ci fossero segni grafici difficilmente leggibili dagli screen reader. Ogni immagine per lo stesso motivo ha gli alt text. Tutto il manuale è impaginato in modo che sia leggibile dai lettori di vario tipo.
    L’unica concessione alla fruibilità che abbiamo fatto è una scelta fortemente connotata, lo so, ma per me, per questo gioco e per il motivo per cui l’abbiamo messo in crowdfunding, inderogabile.

    • Qu3st

      L’intento positivo purtroppo non bilancia la difficoltà di lettura. Io sono esattamente dislessico e la lettura è stata una delle cose più faticose dell’ultimo periodo a tal punto da dover abbandonare la stessa. Personalmente ho fatto meno fatica a leggere volumi cinquecenteschi scritti quasi senza spazi. Il font effettivamente non è male, ma la schwa e altre forme grammaticali strane lo rendono inutile

    • Stefano Buonocore

      Ciao, grazie per il tuo commento e soprattutto per aver precisato la questione dei generi non binari, che la necessità di presentare un testo sufficientemente compatto e fruibile per tutti ha forse impedito di approfondire adeguatamente.
      Per il resto comprendo perfettamente tutte le istanze di cui parli. Il problema è che una recensione onesta non parla delle intenzioni, ma del prodotto; da qui le critiche che non sono alla scrittura inclusiva, ma al risultato. Sono sicuro che sarà d’aiuto per trovare una formula più adatta a un testo del genere nei prossimi lavori.

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