In questa recensione andremo a scoprire Choro Gaiden, un GdR investigativo in cui l’horror giapponese si mischia alla cultura urbana ispirandosi alle opere di Junji-Ito e Lovecraft.
Il gioco è sviluppato e pubblicato in lingua originale da NeonRot, è stato poi tradotto in italiano da Nigredo Press, che ringraziamo per averci inviato una copia da recensire. Vi consigliamo di seguirli sul loro sito e sulle loro pagine Facebook e Instagram per rimanere aggiornati sui nuovi progetti.
Se siete interessati all’acquisto, potete trovare sullo store ufficiale di Nigredo Press la versione fisica italiana (comprensiva di PDF) a 15 euro; in alternativa potete optare per la sola versione digitale a 8 euro, sempre sul loro sito.
Puro Horror Analogico
Choro Gaiden cattura fin dalla copertina con il suo stile particolare, ricercato e “malato”.
Come formato ci troviamo davanti a manualetto brossurato di 48 pagine; le dimensioni sono circa 14,8 x 21 cm e questo lo rende perfetto per essere trasportato.
Presenta una scrittura semplice e scorrevole, rendendo facile la comprensione e la consultazione dei contenuti. Pur avendo il manuale una direzione artistica particolare, l’autore è riuscito a sfruttare i grassetti e corsivi per mettere in evidenza le parti più importanti, migliorando la lettura.
Ma il vero punto di forza è il comparto artistico, che rende la produzione una perla da avere in libreria. Infatti il manuale unisce l’uso di una palette cromatica ben definita (con colori come il giallo, il nero e il verde) a uno stile ispirato alla pixel art 1bit. Questa combinazione di colori, testo e immagini restituiscono un ricercato senso di inquietudine e brivido mentre si legge il manuale.
Un Piccolo e (Forse) Tranquillo Villaggio
Il gioco non ha un’ambientazione specifica ma dei pilastri su cui costruire la propria.
Come elemento fisso troviamo il fatto che deve essere un piccolo villaggio o una cittadina giapponese. Oltre a questo, l’altro punto fondamentale è la presenza di entità soprannaturali, gli Occhi; il loro obbiettivo è quello di accedere alla nostra realtà e devastarla completamente inviando orrori di varia natura.
Vista la vaghezza dell’ambientazione, il Tessitore (come viene chiamato il narratore nel gioco) dovrà semplicemente decidere nome, periodo storico e creare una semplice mappa.
I luoghi specifici vengono creati di volta in volta quando gli Investigatori (i PG) ne necessitano; un solo luogo dovrà essere sempre presente ma nascosto agli Investigatori: il Cancello, ovvero il punto di accesso degli Occhi.
Lo scopo finale del gioco è chiudere il Cancello per impedire l’ingresso degli Occhi nel nostro mondo; per trovare questo luogo e chiuderlo, gli Investigatori dovranno però compiere almeno cinque Indagini. Nel manuale abbiamo dodici Indagini di esempio, tutte molto interessanti e particolari.
Un dettaglio interessante è che le Indagini non devono essere risolte in maniera consecutiva; si può anche iniziare con una e poi lasciarla lì per proseguire con un’altra, con un’impostazione che si avvicina al concetto di “open-world”.
Sfortunati e Folli Investigatori
Creare un personaggio è un’operazione estremamente rapida e si fa in pochi minuti.
Infatti basterà scegliere una delle 11 schede personaggio disponibili (che non rappresentano personaggi specifici ma di fatto degli archetipi). Esse sono varie, spaziano dal più classico Reporter o Detective Privato al più particolare Feticista del Metallo o al Profeta della Frequenza. Quella che mi ha colpito di più è il Tulpamante, cioè un utilizzatore di arti esoteriche che può evocare oggetti e/o esseri viventi.
Dentro ogni scheda troviamo quattro Abilità Base, tra le quali ne dovremo scegliere una, la Riserva dei Dadi e i valori delle Caratteristiche. In seguito dovremo decidere un background, il nome e l’oggetto di partenza tra i 12 disponibili; questo può essere selezionato casualmente tirando un dado oppure preso dalla lista relativa.
Fatto questo avremo concluso la fase di creazione e ci troveremo tra le mani un Investigatore pronto a essere giocato.
Completando le Indagini i nostri sfortunati eroi cresceranno e acquisiranno Livelli. A ogni nuovo Livello pari si dovrà tirare un d12 e aumentare la Riserva di Dadi di quel valore; a ogni Livello dispari invece si potrà acquisire una nuova Abilità Base o una Avanzata.
Recensione del Sistema di Choro Gaiden
In Choro Gaiden troviamo un sistema di gioco rapido, flessibile e semplice da portare al tavolo.
Di base ogni giocatore avrà una Riserva di Dadi formata da un numero variabile di d12, che rappresenta le capacità fisiche e mentali del PG.
Inoltre ogni Investigatore ha quattro Caratteristiche che lo contraddistinguono:
- Corpo: usata in tutte le situazioni in cui è richiesto uno sforzo fisico.
- Cervello: impiegata nei momenti in cui serve ragionare e dedurre.
- Parola: l’arte di saper convincere o intimidire usando solamente la voce.
- Magick: richiesta quando si lavora nell’ambito dell’esoterico e del soprannaturale.
Quando si deve effettuare una Prova, il giocatore dovrà scegliere un qualsiasi numero di dadi dalla Riserva, tirarli e sommare al risultato il valore della caratteristica appropriata. Quello che rende il sistema intrigante è che i dadi tirati sono considerati persi e vanno sottratti dalla propria Riserva; l’unico modo per riacquisirli è che il tiro si concluda in un successo, anche parziale; in ogni caso se ne recupererà solamente uno, rendendoli una risorsa preziosa.
Dopo aver tirato i dadi e sommato le caratteristiche si dovrà confrontare la Tabella dei Successi nel manuale; esistono quattro possibili esiti:
- Il Successo Perfetto (da 21 in su): oltre a compiere l’azione in modo perfetto, il Tessitore conferirà una ricompensa al PG.
- Successo (da 15 a 20): si riesce a portare a termine l’azione.
- Successo Parziale (da 10 a 14): l’azione è compiuta ma c’è un prezzo da pagare.
- Fallimento (da 9 in giù): l’azione è fallita e il Tessitore dovrà scegliere le conseguenze.
Recensione del Combattimento in Choro Gaiden
Vista l’estrema semplicità del sistema di gioco, anche il combattimento risulta molto narrativo e immediato.
Infatti non abbiamo nemmeno un sistema di iniziative, semplicemente si segue la narrazione; quando verrà inflitto un danno all’Investigatore, si rimuoverà uno o più d12 dalla sua Riserva in base alla gravità del colpo ricevuto.
I problemi cominciano quando un Investigatore finisce la sua Riserva, perché in questo caso perderà i sensi. I suoi compagni dovranno portarlo al sicuro altrimenti rischia di venire rapito dai servitori degli Occhi e morire definitivamente. Se, una volta al sicuro, si può riposare per 4 ore o più, recupera un numero di d12 pari al suo livello più 2; questo è l’unico altro modo per recuperare Dadi.
I nemici invece non hanno Riserve Dadi, ma vengono eliminati solamente quando il Tessitore ritiene che abbiano subito abbastanza danni; questo porta a situazioni in cui regolare gli scontri è abbastanza difficile, ma non essendo il focus del gioco non si sente troppo il peso di questa scelta.
Personalmente ho sentito la mancanza di un bestiario o di un qualsiasi elenco di avversari. Sicuramente vista la natura narrativa del gioco non è indispensabile, ma avrebbe sicuramente giovato come supporto al Tessitore nel creare scontri fedeli all’immaginario ricercato da questo gioco di ruolo.
L’Oculorama e il Focus dell’Iride
Una delle meccaniche più interessanti è l’Oculorama, ovvero un indicatore dell’influenza degli Occhi utile per tenere la tensione ancora più alta.
All’inizio di ogni Indagine, il Tessitore tira tanti d12 quanti sono i giocatori più le Indagini lasciate aperte; dovrà quindi segnarsi i risultati, ritirando quelli uguali. Essi compongono l’Oculorama.
La parte interessante viene ora: ogni volta che durante una Prova si ottiene uno dei risultati dell’Oculorama, il Focus dell’Iride aumenta di 1. Ogni valore del Focus corrisponde a un effetto diverso sul mondo di gioco; ad esempio se il focus arriverà a 15, una serie di gufi con gli occhi gialli comincerà a spiare e seguire gli Investigatori; oltre a questo ci sono tanti altri effetti particolari e da incubo che possono rendere ancora più coinvolgenti le sessioni.
Altra meccanica molto interessante sono le Prove di Oltre il Focus (POF). Ogni Investigatore, sacrificando un d12 dalla sua Riserva e aumentando il Focus dell’Iride di 1, potrà ottenere indizi e vantaggi. Invece di tirare dei dadi, bisogna sfruttare un quadrante di 4 sezioni e una matita; l’Investigatore dovrà far girare la matita e vedere in che sezione si ferma la punta, generando conseguenze differenti. Ad esempio si potrebbero ricevere visioni di nuovi indizi, oppure venire brevemente controllato dagli Occhi.
Recensione della Modalità in Solitaria di Choro Gaiden
Questa opzione varia completamente le carte in tavola (anche letteralmente). Nella modalità in solitaria si giocheranno gli Occhi mentre tentano di deformare la realtà e di accedervi. Sfruttando un mazzo di Arcani Maggiori, un d4 e un d100, andremo a creare una piccola Città e portare su essa la nostra malvagia influenza.
In pratica pescheremo dal mazzo degli Arcani e segneremo sulla mappa della Città luoghi e personaggi, consultando la relativa tabella. Come occhio possiamo osservare una sola zona o persona, dunque ora ci tocca spostarci; bisogna quindi tirare un d4 in modo da capire quale tipo di distorsione alla realtà applichiamo in base al nostro operato e se questo ci garantisce Punti Potere.
Quando avremo accumulato almeno 10 Punti Potere, potremo tirare il d100 e vedere se riusciamo ad accedere nel mondo. Se il tiro darà un risultato inferiore al numero di Punti Potere, allora il nostro obbiettivo sarà raggiunto; in caso contrario dovremo continuare e accumulare altro Potere.
Questa modalità permette di creare tanti misteri e ambientazioni da poter eventualmente riutilizzare per altre sessioni classiche con un gruppo di giocatori. Si rivela dunque un’aggiunta apprezzabile, che espande le possibilità e la versatilità di questo gioco di ruolo.
Conclusione della Recensione di Choro Gaiden
Per concludere la recensione, trovo che Choro Gaiden sia un titolo che tutti gli amanti di horror e Giappone dovrebbero avere nella propria libreria.
Partendo dallo stile artistico molto particolare e d’impatto, troviamo anche un sistema molto semplice e coinvolgente, che mantiene la tensione alta per tutta la sessione. Sicuramente si tratta di un gioco horror che vi farà venire la pelle d’oca.
Per questo consiglio a mani basse Choro Gaiden e vi invito a scoprire i suoi misteri, ma attenti che gli Occhi ci osservano!



















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