È con estremo piacere che ringrazio la casa editrice svedese Free League Publishing per averci inviato una copia digitale del loro Coriolis: The Great Dark per potertene parlare in questa recensione. Si tratta di un gioco di ruolo di fantascienza incentrato sull’esplorazione e l’intrigo. Inoltre è il sequel indipendente del pluripremiato Coriolis – The Third Horizon, pubblicato originariamente nel 2017.
Se dopo aver letto queste righe volessi approfondire il progetto e acquistare il gioco, lo trovi sullo store ufficiale della casa editrice al prezzo di 538 corone svedesi, circa 48 euro. Nello store trovi anche lo schermo del master e i set di dadi pensati per il gioco. Come per gli altri moduli della casa editrice svedese, sarà possibile accedere al modulo per la piattaforma Alchemy.
L’Orizzonte Perduto…
Se hai già giocato a Coriolis: The Third Horizon non avrai alcuna difficoltà ad approcciare questo nuovo filone. Se invece non avessi mai affrontato il Terzo Orizzonte, la sua cultura e le sue storie, non preoccuparti: per immergersi nell’Orizzonte Perduto non è necessaria alcuna conoscenza pregressa. Il manuale fornisce, infatti, tutto quanto necessario per cominciare a giocare. Tutto quello che ti serve sapere è che un gruppo di individui, circa 200 anni prima il tempo zero del gioco, decisero di lasciare il Vecchio Orizzonte (un gruppo di pianeti abitati nello spazio sidereale) a quel tempo in guerra.

Era una flotta eterogenea di navi spaziali, nota come Diaspora, il cui equipaggio era composto non solo da artisti, filosofi, rifugiati, bambini e sacerdoti ma anche ladri, spie e soldati. Persone che rappresentavano differenti fazioni, pianeti e culture scelsero di imbarcarsi seguendo un debole segnale proveniente da un ammasso situato nelle profondità dello spazio. Il viaggio durò dodici anni, un periodo difficile conosciuto come La Lunga Traversata. Incidentalmente, durante la traversata la flotta incontrò un fenomeno sconosciuto che accelerò le navi e le scagliò verso la loro destinazione.
Il sistema a cui approdarono venne chiamato Jumuah e, anche se non ospitava alcuna forma di vita né pianeti adatti alla colonizzazione, c’erano minerali da estrarre, ghiaccio da raccogliere e una stella madre che irradiava luce.

…E la Sua Storia più Recente
Il susseguirsi degli eventi, nella timeline che fa da sfondo e da supporto all’universo di gioco, è putualmente riassunta nel capitolo 7 del manuale ed è magistralmente riepilogata in uno specchietto. Si tratta di circa 200 anni in cui gli appartenenti alla Diaspora stabiliscono la propria base in quello che chiamano l’Orizzonte Perduto, esplorandone gli spazi e fondando la grande Ship City, nata da una base improvvisata sull’asteroide e cresciuta fino a diventare una città fatta di pietra e scafi.
L’Orizzonte Perduto però una volta era la dimora de i Costruttori, una grande civiltà che ha lasciato magnifiche strutture, artefatti e costruito i portali tra le stelle. Queste rovine saranno la meta delle esplorazioni dei personaggi che dovranno prestare attenzione a numerosi pericoli. Il più insidioso di tutti è la Piaga, una strana e mortale malattia organica, sembra provenire dalle profondità delle rovine. Tuttavia, all’interno di quelle strutture millenarie si nasconde un tesoro inestimabile e probabilmente la chiave per la sopravvivenza dell’umanità.
Ship City
Il manuale dedica un intero capitolo alla città, dettagliandone i distretti, gli abitanti, il calendario e il sistema di governo. La Città è una meraviglia di macchine e ingegneria, ma manca di risorse di base. Infatti il sistema Jumuah e Ship City non sono più sufficienti a sostentare l’insieme di individui che li abitano, ma gli algebristi della Gilda dei Navigatori hanno scoperto rotte nascoste attraverso lo spazio.

Per poter viaggiare lungo queste rotte stellari, sono necessarie navi lunghe e imponenti. Le Grandi Navi sono state costruite utilizzando i detriti della vecchia flotta e le fabbriche dei Macchinisti. Sono in programma spedizioni verso nuove stelle e le Grandi Navi sono piene di esploratori, cercatori e simili speranzosi pronti a portare a casa nuove ricchezze. Ed è proprio qui che il tuo personaggio potrà fare la differenza insieme al suo equipaggio.
Gilde e Fazioni
La flotta della Diaspora trasportava con sé un gruppo eterogeneo di persone provenienti da quasi tutte le principali fazioni dell’Vecchio Orizzonte. Quindi, anche se erano partiti per sfuggire ai conflitti e alla guerra, i dissidi interni li seguirono. Questa situazione sfociò al loro arrivo a Jumuah e con la fondazione di Ship City in un conflitto durato 4 anni. Nell’anno 21 tre Gilde si fecero avanti per riportare l’ordine e la loro iniziativa venne accolta con entusiasmo. Composte da collettivi di professionisti in diversi settori, si sono evolute in quelle che oggi sono note come la Gilda dei Navigatori, la Gilda dei Macchinisti e la Gilda dei Giardinieri.
Tra le ombre di Ship City resistono le vestigia del passato, i Corioliti che ancora mormorano preghiere che ricordano un antico e glorioso passato mentre sussurrano profezie. Non una vera e propria Gilda, non un’organizzazione, quanto più un gruppo di famiglie che considerano il loro retaggio sacrosanto. Ancorati alle vecchie tradizioni, si vedono come i legittimi detentori del potere.

Il Rospo Nero è un gruppo avvolto nel mistero con una struttura settaria. Alcuni ipotizzano che il Rospo Nero sia in realtà una sorta di divinità. I suoi membri portano un tatuaggio raffigurante un rospo in qualche parte del corpo, solitamente nascosto alla vista. A concludere il panorama, la Gilda degli Esploratori (fondata nel 171) funge da base per i personaggi. Sebbene gli Esploratori siano tecnicamente liberi professionisti e liberi di vagare a loro piacimento, hanno un contratto con la Gilda. Da questa ricevono una serie costante di missioni da compiere.
Ciascuna Gilda viene presentata in maniera esaustiva all’interno del manuale. Questa varietà dimostra ancora una volta la profondità di un’ambientazione solida in cui poter giocare non solo le luci, ma anche le molte sfumature dell’ombra.
Recensione dei Personaggi di Coriolis: The Great Dark
Come per tutte le incarnazioni precedenti del regolamento proprietario della casa editrice svedese, i personaggi di Coriolis: The Great Dark si costruiscono rapidamente. Sono infatti necessari pochi semplici passaggi. Ad aiutarci troviamo uno schema funzionale che riassume tutti i passaggi.
Innanziutto dobbiamo scegliere (o selezionare casualmente) l’origine del nostro personaggio e segnare i talenti che sono legati a questo aspetto. Che si sia cresciuti tra le decrepite mura di un orfanotrofio, tra le profondità di una Grande Nave o sotto il cielo di ferro della Cupola, otterremo un Talento specifico, una Fazione di appartenenza e un Contatto.

Il secondo passo è stabilire la professione del personaggio, ovvero ciò che ha fatto prima di diventare un Esporatore. Il manuale ne presenta otto tra cui: artista, esoterico, studioso, lestofante. La professione influirà su molti aspetti dell’esploratore, inclusi gli attributi, i talenti e l’equipaggiamento.
Il personaggio ha 24 punti da distribuire nei 6 attributi: Forza, Agilità, Empatia, Logica, Percezione e Intuizione. È necessario assegnare almeno 2 e al massimo 5 punti a ciascun attributo, ad eccezione dell’attributo chiave per la propria professione, che può arrivare fino a 6. Questi valori servono anche a determinare Salute, Speranza e Cuore. Queste sono tre risorse fondamentali per il personaggio e rappresentano ripettivamente la salute fisica, la forza volontà e la sua umanità.

Distribuiti i punti e calcolate le risorse, basterà distribuire tre punti aggiuntivi nei talenti e scegliere la sua peculiarità, che può essere selezionata da una apposita tabella o inventata. Gli ultimi tocchi rappresentano la scelta dell’equipaggiamento, il nome del personaggio e il suo aspetto e, infine, il motivo per cui è diventato un Esploratore.
L’Equipaggio della Nave
L’Orizzonte Perduto non si può certamente esplorare da soli. Diventa quindi importante creare l’equipaggio della nave con cui partire alla ricerca di misteri, risorse e nuova speranza. Ogni Esploratore, quindi ogni personaggio, deve trovare il proprio ruolo nell’equipaggio che avrà un pool comune di risorse da gestire durante il gioco. I ruoli sono fondamentali quando ci si addentra nei misteriosi resti dell’Orizzonte Perduto, immergendosi nell’ignoto. I ruoli disponibili sono cinque:
- Cercatore: conduce la discesa nelle rovine scegliendo il percorso nell’oscurità.
- Esploratore: il designato per scoprire i pericoli nascosti.
- Scavatore: chi scava e assicura i passaggi nelle grotte e nei tunnel delle rovine.
- Guardia: protegge l’equipaggio da qualsiasi avversario la Grande Oscurità gli ponga davanti.
- Archeologo: colui che sa come interpretare le rovine, i glifi e i reperti.

Ogni ruolo all’interno dell’equipaggio ha una manovra specifica assegnata all’inizio del gioco, ma è possibile impararne altre durante le avventure.
La ciurma non sarebbe completa senza il suo Garuda, una sorta di spirito guardiano a forma di volatile. Ogni Garuda ha differenti livelli di salute ed energia, e un aspetto particolare che può essere scelto (anche casualmente) su un’apposita tabella. Gli uccelli Garuda non sono animali reali né originari di Ship City, si tratta infatti di artefatti bioingegnerizzati incontrati durante l’esplorazione della Sfera Cartografata. In termini di gioco non si tratta esclusivamente di un ornamento o di un simbolo di ricchezza, i Garuda hanno vere e proprie meccaniche di gioco e poteri peculiari che vengono descritti e dettagliati in un capitolo specifico nel manuale.
Il Regolamento di Gioco: uno Year Zero Engine Ancora più Grande
Il regolamento di gioco di Coriolis: The Great Dark è basato sull’ultima versione dello Year Zero Engine. Come meccanica di base, quando si devono affrontare delle prove si lancia un numero di dadi a sei facce determinato dal valore dell’attributo base e dai talenti del personaggio. Più si è competenti in un settore, più dadi si possono lanciare. Qualsiasi risultato di 6 indica un successo, e i successi extra attivano effetti bonus. I tiri possono essere ripetuti, con il rischio di perdere la Speranza di sopravvivere agli orrori della Grande Oscurità.
Quello che trovo decisamente interessante è che un altro Esploratore si può fare carico del fardello di un compagno volontariamente. Infatti, in caso si voglia ripetere un tiro fallito, un compagno può scegliere volontariamente di subire una perdita di Speranza al posto tuo. Questo però costerà all’Esploratore un punto Speranza aggiuntivo (quindi almeno un punto). Offrire Speranza in questo modo non è un’azione di combattimento, ma è necessario che i personaggi possano comunicare.

Un altro elemento molto interessante sono le manovre dell’equipaggio. Sul manuale c’è una lista tra cui selezionate quelle che si preferiscono. Ogni Esploratore può però effettuare una sola manovra, quella del suo ruolo nell’equipaggio, durante l’intero scontro.
Ogni nuova meccanica è spiegata in maniera semplice e aggiunge variabilità e profondità senza appesantire la dinamicità propria dello YZE.
Il Combattimento: Rapido e Intenso
Il combattimento viene gestito a turni, ognuno dei quali rappresenta approssimativamente un tempo pari a dieci secondi. All’inizio di ogni round si decide chi ha l’iniziativa, cioè in quale ordine i combattenti agiranno. Per fare questo, ogni giocatore pesca una carta da un mazzo numerato da 1 a 10. Allo stesso modo, il Game Master pesca per gli avversari. Chi estrae il numero più basso è il primo in iniziativa. In Coriolis: The Great Dark è previsto che si possa scambiare la propria carta con quella di un altro personaggio o di un PNG, così da rendere più efficace o vantaggioso il combattimento.
Nel proprio turno ogni personaggio può effettuare un movimento e un’azione. Alcune azioni possono essere svolte nel turno degli avversari, come ad esempio una parata o una schivata. In questo caso nel proprio turno il personaggio potrà esclusivamente muoversi perché ha già effettuato l’azione a sua disposizione.

A differenza di altri giochi della casa editrice svedese, in Coriolis: The Great Dark le mappe svolgono un ruolo molto importante. Queste sono divise in zone e ciascuna di esse può avere diverse caratteristiche, che influenzano la possibilità di compiere specifiche azioni al loro interno.
Quello che mi è sembrato particolarmente utile è il riepilogo di ogni tipo di scontro in rapide e essenziali tabelle. Un altro elemento decisamente interessante è la presenza del conflitto sociale come dinamica sorretta da meccaniche precise e puntuali.
Recensione di The Black Ziggurat: un’Avventura Introduttiva per Coriolis: The Great Dark
In chiusura di manuale troviamo The Black Ziggurat, l’avventura introduttiva al mondo di Coriolis: The Great Dark. Sono quindici pagine che ti trasportano nell’ambientazione e nel pieno del mood del gioco.
Sulla luna Asherot si trova una struttura enigmatica nota come Nazlut-Katar, come riportato negli archivi della Gilda degli Esploratori. Quando un membro di alto rango della Gilda dei Navigatori viene dichiarato disperso nelle vicinanze di quelle rovine, si teme il peggio. Una squadra (i personaggi) viene inviata sul posto per scoprire cosa sia successo.
L’avventura è pensata per un gruppo di 3/5 giocatori oltre al narratore e non mette a disposizione personaggi pregenerati.

I pericoli e i colpi di scena si sprecano e garantiscono (grazie ai puntuali suggerimenti per settare il mood) il giusto livello di tensione per accompagnare i personaggi nella comprensione delle tematiche.
La struttura della trama segue quella consueta della linea editoriale, presentandosi in tutta la sua pienezza esplorativa. Le mappe, utilissime per questo tipo di sessione, sono estremamente belle oltre che funzionali. Tutto il materiale, handouts compresi, sono a disposizione del narratore ma, in caso di necessità, possono essere anche scaricati dal sito dell’editore, così come le schede compilabili dei personaggi.
Una Solo Mode Forse non Davvero Necessaria
Come quasi tutti i titoli più recenti, anche Coriolis: The Great Dark offre la possibilità di essere giocato in solitaria. In questo caso il personaggio è un fuoricasta, allontanato e rifiutato da tutti, a cui la Gilda degli Esplroatori offre missioni senza curarsi davvero se potrà tornare o meno.
Le regole non cambiano ma, non essendo previsto un narratore, quando dovrai affrotnare una prova starà a te decidere l’approccio e tirare i dadi per verificarne l’esito. A supportarti ci sono un buon numero di strumenti e tabelle ispirazionali per trovare le risposte man mano che procederai nell’esplorazione del Giardino Rosso, una vasta valle costellata di labirintiche rovine dei Costruttori.

La creazione del personaggio fuoricasta segue le regole standard della versione classica, con qualche piccolo aggiustamento per supportarlo nell’esplorazione in solitaria. Si tratta di dettagli come una somma più elevata di denaro, 28 punti da distribuire nelle caratteristiche al posto di 24, alcuni talenti esclusivi e un Garuda legggermente più potente,
Sebbene possa rivelarsi una sfida interessante, quella di giocare in solitaria un gioco come questo, non sono davvero convinta che sia il modo migliore per approcciare Coriolis: The Great Dark. La condivisione dell’esperienza è, a mio giudizio, uno degli elementi più interessanti di questo GdR.
Recensione dell’Estetica di Coriolis: The Great Dark
Questo nuovo manuale della linea fantascientifica della casa editrice svedese non sfigura affatto accanto ai suoi predecessori. Consta di poco più di 300 pagine in cui le bellissime illustrazioni di Martin Grip trasmettono tutta la meraviglia della scoperta spaziale. L’atmosfera del gioco e l’impressione che lo spazio infinito sia lì ad attenderti e abbracciarti è amplificato quando le immagini sono a piena pagina.

Rispetto ai volumi precedenti si è scelto uno sfondo per le pagine principalmente chiaro. Questo particolare rende la stampa su due colonne maggiormente definita e leggibile anche per chi avesse qualche difficoltà con i colori a contrasto. Fanno eccezione pagine specifiche dedicate ai sommari o alla timeline. Riquadri e tabelle sono evidenziati da una grafica sottile che funge da separazione e rende evidenti i punti importanti senza sbilanciare l’estetica.
La mappa di Ship City, a cura di Francesca Baerald (che ha curato la cartografia del gioco), concede alla città un sapore antico, delicato e forte al tempo stesso.

Pur mantenendosi un titolo fortemente grafico, Coriolis: The Great Dark fa un passo in avanti nell’ottica della leggibilità. Questo è un particolare che ho apprezzato davvero molto.
Conclusioni della Recensione di Coriolis: The Great Dark
In conclusione di recensione posso cofnermare che Coriolis: The Great Dark sia un bellissimo prodotto. Nasce da un’ambientazione affascinante e ricchissima e la trasforma, regalanole tensione, urgenza, sofferenza e un briciolo di speranza. Free League Publishing ci ha abituato a prodotti di elevatissima qualità. Questo ultimo manuale non fa eccezione in nessun aspetto. Anzi, dal mio punto di vista, alza ancora di più l’asticella andando a posizionarsi tra i migliori prodotti.
Coriolis: The Great Dark va perfettamente a riempire i vuoti lasciati da Coriolis: The Third Horizon. Sebbene non sia necessario conoscere l’immaginario del Terzo Orizzone per gettarsi nella Grande Oscurità, uno è il naturale completamento dell’altro, spalancando la porta a nuove, meravigliose e angoscianti storie.

Consigliatissimo agli appassionati di fantascienza, non potrà che fare splendida figura nella vostra libreria. Una volta intavolato vi rapirà scaraventandovi in un viaggio nello spazio e dentro ai personaggi.
Se vi è piaciuta questa recensione di Coriolis: The Great Dark, continuate a seguirci per rimanere aggiornati su altri giochi di ruolo di Free League Publishing!


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