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Dawn of Pripyat | Recensione

Dic 12, 2023 | recensioni

Prima di addentrarci nella recensione di Dawn of Pripyat, il gioco scritto da Sergio Trenna e Stefano Trenna, ci tengo a ringraziare gli autori per averci mandato una copia digitale del loro lavoro.

Il volume, edito da Collettivo Antracite, può essere acquistato direttamente sul loro store al prezzo di 50 euro nella versione fisica (comprensiva di PDF) o a 25 euro nella sola versione digitale. Segnalo anche che sul sito, oltre all’avventura introduttiva Lo scienziato di Pripyat scaricabile gratuitamente con il quickstart, è disponibile anche l’avventura Chernobyl – La Nebbia Rossa al prezzo di 10 euro in sola versione digitale.

Dawn of Pripyat, l’Estetica al Servizio dell’Atmosfera

Giocare a Dawn of Pripyat significa non solo fare un viaggio nel tempo e nello spazio ma, soprattutto, immergersi nelle atmosfere di un mondo avvincente e coinvolgente. Per questo motivo ho deciso, per una volta, di partire dall’estetica del gioco. Credo infatti che più di altri casi, si possa ben definire al servizio dell’atmosfera.

Il manuale alterna pagine chiare a pagine scure e il colore del carattere si adegua passando dal bianco al nero. L’impressione è spesso di avere a che fare con due facce della stessa medaglia. In nessun momento questa alternanza mi ha disturbata; trovo invece che abbia la giusta forza per sottolineare gli elementi importanti. Serve indubbiamente per scandire un certo tipo di organizzazione dei contenuti e definire gli spazi tra parti narrate o di spiegazione e parti meccaniche.

Le immagini sono frutto di un lavoro sapiente. Si tratta di rielaborazioni digitali fatte dagli stessi autori di materiale vario; un lavoro egregio che immerge il lettore nel contesto di gioco proposto, mantenendo però quella distanza da “fiction” che è già di per sé un sistema di sicurezza.

La scelta del testo impaginato su due colonne giustificate, scelto per la maggior parte delle pagine, è impeccabile. Quando però è necessario dettagliare o inserire tabelle, si passa alla colonna singola, una soluzione decisamente azzeccata. Vi sfido a trovare un qualsiasi typo; se non ce ne sono il merito è anche dell’editing affidato a una professionista del settore, Laura Cardinale, già nota nell’ambiente anche come autrice. A completare l’insieme pulito e ordinato del volume, forse volutamente in contrasto con il caos del contesto di gioco, troviamo i disegni in bianco e nero, una pregevole aggiunta che svolgono il ruolo di punti fermi, di inviti a riflettere.

Recensione dell’Ambientazione di Dawn of Pripyat

Per cercare di capire quale contesto di gioco proponga Dawn of Pripyat, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. Dobbiamo infatti tornare agli anni ’90 e immaginare un mondo in cui l’Unione Sovietica ha vinto la guerra fredda grazie a un importante scoperta scientifica: un nuovo combustibile, l’eridite, estratto dall’asteroide Eridu caduto sulla terra e causa dell’incidente di Chernobyl. Se da una parte la produzione di energia nucleare è impressionante, dall’altra l’eridite ha causato nuove mutazioni, fenomeni atmosferici devastanti e sconosciuti; nuovi pericoli insomma dietro alla patina del progresso.

L’ambientazione, nel manuale di Dawn of Pripyat occupa ben tre capitoli per un complessivo di ottanta pagine circa. La timeline è precisa e dettagliata al punto giusto, un’insieme di informazioni mai ridondanti ed estremamente utili non solo al master, ma anche ai giocatori. Gli eventi infatti vengono dettagliati a partire dal 1985 e introducono gli avvenimenti salienti dell’ambientazione in rapporto alla caduta dell’asteroide e ai cambiamenti tecnologici che ha introdotto.

Non è trascurabile l’analisi socio politica presentata nel manuale. Non bisogna dimenticare che, quando si propone un gioco verosimilmente storico, la congruenza non dovrebbe mai venire meno. Posso con serenità dire che Sergio e Stefano Trenna hanno svolto un ottimo lavoro offrendo al master e ai giocatori tutto il necessario per costruire un contesto di gioco senza ambiguità o buchi narrativi.

Forze in Campo e Eridite

L’ambientazione di Dawn of Pripyat presuppone come l’Unione Sovietica, grazie alla nuova fonte combustibile abbia espanso il proprio dominio politico ed economico a molti dei paesi vicini, tra cui l’Italia e il Medio Oriente, secretando quanto di dubbio e pericoloso vi sia nel materiale proveniente dal meteorite.

Chi è però stato a contatto con l’eridite ha subito mutazioni evidenti. Il gioco quindi propone accordi politici ed economici, mettendo l’accento sui nuovi equilibri e sui nuovi conflitti tra le fazioni in gioco. Sono infatti numerose le fazioni presentate nel gioco; ciascuna ha i propri obiettivi da portare a termine, personaggi di spicco e relazioni con le altre forze in campo. I personaggi sono parte di questo sistema, appartenenti ad una di queste fazioni ed hanno missioni da compiere per essa. Cosa incontreranno lungo il proprio percorso, quali scelte faranno, dove si collocheranno una volta conclusa la missione, saranno solo il gruppo e il gioco a dirlo. Quindi, oltre a sezioni esplorative, i personaggi saranno coinvolti in intrighi e scelte morali relativi ad un territorio che non potrà mai più essere come prima.

Strumenti di Sicurezza per Giocare Sereni

Non mi stancherò mai di dire come sia sempre più attuale e necessario che l’atmosfera al tavolo da gioco sia serena ed accogliente anche e soprattutto quando si ha a che fare con un gioco dalle tematiche forti e di sicuro impatto.

Dawn of Pripyat non delude neppure sotto questo aspetto; gli autori infatti hanno sapientemente inserito i riferimenti ai sistemi di sicurezza direttamente nell’introduzione, così che siano chiari e gestibili fin da subito. Apprezzo moltissimo questa scelta assolutamente in linea con le nuove prospettive dei giochi di ruolo.

Year Zero Engine alle sue Origini

Chi come me ama i giochi con un sistema di regole semplice e immediato, amerà Dawn of Pripyat.

Collettivo Antracite ha scelto di affidarsi allo Year Zero Engine Standard Reference Document per il proprio regolamento. Si tratta quindi di utilizzare un pool di dadi a sei facce per la risoluzione delle prove. Il pool di dadi è dato dalla somma di attributo e abilità e per avere successo è sufficiente ottenere almeno un 6. La scheda del personaggio è di immediata comprensione e, su pagina singola, consente di tenere sotto controllo con una semplice occhiata tutto quello che serve. Ho apprezzato l’introduzione di una seconda colonna accanto ai punteggi delle abilità che indica già la somma con l’attributo corrispondente, così da sapere subito quanti dadi vadano tirati.

Personaggi e Archetipi

Creare un personaggio in Dawn of Pripyat è rapido, sebbene richieda impegno; non tanto dal punto di vista tecnico quanto sulla decisione di cosa andare ad intrerpretare.

Comincia tutto dall’Archetipo; esso sintetizza l’essenza del PG, riunendo il background al ruolo svolto all’interno del gruppo e può condizionarne lo scopo. Ci sono ben 10 Archetipi tra cui scegliere: Combattente, Criminale, Esperto in Telecomunicazioni, Esploratore, Medico, Negoziatore, Ribelle, Scienziato, Skelet, Tecnico. In più ogni Archetipo ha tre differenti Specializzazioni che possono influenzare gli Attributi, le Abilità ed eventuali Talenti. Per fare un esempio, l’Archetipo Esploratore ha come specializzazioni: Investigatore, Liquidatore, Ricognitore.

Ogni Archetipo ha un Attributo Base (il cui valore può arrivare fino a 5 in fase di creazione del personaggio) e 4 abilità di partenza. A una di queste potrà essere assegnato un bonus, chiamato Sicurezza. Questo bonus identifica la padronanza del personaggio in quell’arte e aggiunge un dado al pool da tirare, ma una volta assegnata non può più essere spostata.

Modifiche all’Insegna della Giocabilità

Devo sottolineare che alcune modifiche al sistema di gioco, tutte estremamente funzionali al gioco, sono però state apportate.

Innanzitutto è stata ampliata la tabella delle ferite critiche, suddivise tra fisiche e mentali.

Le abilità sono poi state suddivise in abilità di base, che possono essere utilizzate anche senza avere punti, e abilità avanzate, che necessitano invece di avere un punteggio assegnato. Insomma è sempre possibile tirare sulle abilità di base anche se hanno valore 0 (si tireranno quindi solo i dadi relativi all’attributo base relativo); non sarà invece possibile tirare sulle abilità avanzate che hanno come valore 0 perché si presuppone necessitino di un buon livello di competenza.

In Dawn of Pripyat la gestione delle armi è fondamentale. Questa dinamica diventa un elemento distintivo del gioco, distaccandosi ancora dallo YZE che invece tratta in genere l’argomento in modo più generico.

Poteri Paranormali e Colpi di Fortuna

Forse uno degli elementi più interessanti che sono stati aggiunti sono i poteri paranormali. Si tratta di capacità di cui solo gli Skelet, uno degli archetipi presenti nel gioco, sono dotati naturalmente. I poteri paranormali sono legati alle mutazioni e, ogni volta che si utilizzano, si ottiene un punto Eridazione. Un personaggio non Skelet che prende 10 punti Eridazione deve tirare 1D66 per prendere una mutazione e il relativo potere.

I colpi di fortuna, invece, sono esattamente quello che è intuibile che siano: situazioni particolari, utilizzabili una sola volta a sessione, legate al personaggio. Il colpo di fortuna deve essere scelto con la creazione del personaggio e non può più essere cambiato. Tra le opzioni possibili troviamo il colpo critico, una schivata prodigiosa, uno sconto su un acquisto e tanto altro.

Un Prodotto Pensato per Giocare Anche Online

Una cosa che ho trovato particolarmente interessante è la disponibilità online dello schermo del master virtuale. Questo strumento non solo mette a disposizione tutto il necessario per la gestione della partita, ma offre anche una serie di tools utilissimi quando si è a corto di idee.

Tra le diverse opzioni infatti ci sono il riepilogo di tutti talenti e i colpi di fortuna, le tabelle per le armi e le armature e il vastissimo equipaggiamento per i personaggi. Da non dimenticare il generatore di nomi e di incontri, ma anche la possibilità di creare la scheda dell personaggio, salvarla come PDF e poi stamparla. Insomma uno strumento utilissimo per chiunque, anche per non doversi sempre portare il manuale al seguito.

 

Conclusioni della Recensione di Dawn of Pripyat

In conclusione di recensione posso dire che indubbiamente Dawn of Pripyat è un prodotto notevole. La cura e l’attenzione per la realizzazione sono evidenti e il risultato non si discosta da quello di case editrici blasonate.

Mi ha poi fatto enormemente piacere che un gioco così interessante si poggi su un sistema di regole immediato e narrativo come lo YZE. Possono sembrare commenti ovvi, ma non bisogna dimenticare che Sergio e Stefano sono alla loro prima produzione e, se il buongiorno si vede dal mattino, sono certa che sapranno conquistare altissime vette.

Se amate i giochi ucronici, che fondano le proprie basi su contesti forti e ribaltano le prospettive, Dawn of Pripyat fa decisamente per voi.

Se vi è piaciuta questa recensione di Dawn of Pripyat, continuate a seguirci per rimanere aggiornati su altri giochi di ruolo italiani!

 

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AUTORE

Francesca Vigano
Classe '73, da anni in vesti diverse nei settore dei giochi da tavolo e dal vivo. Ha collaborato con quotidiani e riviste e, di recente, dopo diversi corsi presso la Giano Academy è diventata master del Salotto di Giano oltre a far parte degli Avventurieri, il gruppo di autori dell'Associazione.

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