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Dragonbane | Recensione

Ago 15, 2023 | recensioni

Prima di addentrarci nella recensione di Dragonbane, ci tengo a ringraziare ancora una volta Free League Publishing per averci inviato il materiale per potervi parlare di questo interessantissimo gioco.

Se dopo aver letto questa recensione voleste acquistarlo, potete trovarlo sullo store ufficiale della casa editrice. Per darvi qualche idea del prezzo, il bundle che contiene, oltre alla scatola base, anche lo schermo del master e un set di dadi aggiuntivi, è disponibile a circa 82 euro. In alternativa Need Games ha tradotto questo prodotto in italiano e potete trovarlo sul loro store.

Se vi sembra una cifra eccessiva sappiate che nella scatola base ci sono tutti i materiali per poter giocare per diverso tempo prima di pensare di scrivere qualcosa di proprio. Al suo interno troviamo infatti:

  • il manuale delle regole
  • un volume con 11 avventure da giocare singolarmente o come campagna
  • la mappa del mondo di gioco, la Valle Nebbiosa
  • le carte illustrate per le avventure e i tesori
  • dieci dadi poliedrici trasparenti, inclusi due d20 personalizzati
  • cinque personaggi pre-generati e cinque schede compilabili
  • supporti in cartone per miniature 2D di personaggi e mostri
  • una plancia di gioco per i combattimenti con due scenari

Se Il gioco dovesse solleticare la vostra fantasia ma voleste in qualche modo averne un assaggio, sullo store dell’editore trovate il quickstart gratuito; si tratta di un ottimo modo per apprezzare non solo la struttura delle meccaniche, ma anche quella narrativa ed artistica. Tutti aspetti che analizzeremo in questa recensione.

Ricordo anche che, come per tutti i titoli della casa editrice svedese, sono disponibili i moduli per le piattaforme digitali Foundry VTT e Roll20.

Un Salto nel Passato per Guardare al Futuro

Drakar och Demoner (“Draghi e Demoni”, titolo originale svedese del gioco) nasce nel 1982 basandosi sui primi GdR di un’altra storica casa editrice: Chaosium. Nella sua prima incarnazione, Drakar och Demoner era una trasposizione di Magic World. Nel corso degli anni, in Svezia il gioco ha preso vita propria e conta una dozzina di edizioni. L’importanza del passato e del processo evolutivo di questo gioco è evidente dalle parole (presenti nella prefazione del manuale) di Tomas Härenstam, co-fondatore e CEO di Free League Publishing:

Il nostro obiettivo era analizzare quattro decenni di storia dei giochi di ruolo nordici e trovare gli elementi essenziali di questo gioco. Ciò che l’ha reso veramente eccezionale. Poi, riportare in vita quei pezzi di eredità e plasmarli in un nuovo gioco per gli anni 2020, sfruttando quattro decenni di evoluzione del gioco e la nostra competenza decennale nella nella progettazione di giochi in Free League.

Un Sistema di Gioco Derivato e Integrato

Come vedremo in questa recensione, Dragonbane ha essenzialmente un sistema di regole basato sul d20 con meccaniche roll under. Non possiamo però limitarci a questa affermazione per definire davvero questo gioco che promette di diventare il nuovo metro di paragone per le avventure a setting fantasy classico.

Dragonbane è infatti un ottimo compromesso tra i sistemi old school e l’evoluzione che nel tempo ha avuto il gioco di ruolo più famoso al mondo. In realtà Free League fa qualcosa di più e di meglio in questo gioco dal sapore avventuroso e frenetico; integra nel regolamento alcune meccaniche del sistema Year Zero Engine, riuscendo a costruire un equilibrio quasi perfetto. Sì, perché questa scelta invece di diventare un miscuglio di idee contrastanti è una miscela fluida e naturale, come se i due sistemi di regole fossero sempre stati legati.

Scopriremo insieme come sia un gioco ottimo per campagne lunghe, ma con un mood perfetto anche per one-shot da sperimentare in una notte con gli amici.

Tradizione nei Ruoli e Innovazione negli Approcci

Il Manuale delle Regole è estremamente chiaro nella definizione dei ruoli al tavolo: ci sono i Giocatori e il Game Master, ed è altrettanto chiaro su quali siano i compiti di ciascun ruolo.

I Giocatori interpretano gli avventurieri nel mondo di Dragonbane, decidono cosa pensano e fanno i loro personaggi ma non ciò che accade loro. Il Game Master descrive il mondo, interpreta i personaggi non giocanti e muove i mostri. Potremmo fermarci qui ma ritengo invece importante sottolineare due dettagli che vengono inclusi nella descrizione del ruolo del Game Master.

È compito del GM mettere ostacoli e sfide sulla strada dei personaggi giocanti, costringendoli a mostrare di che pasta sono fatti. Ma non dipende dal GM decidere tutto ciò che accade nel gioco e in ogni caso di certo non come la storia dovrebbe finire. Il Manuale delle Regole precisa che il gioco è una conversazione tra i Giocatori e il Game Master e che come andranno le cose verrà stabilito insieme, giocando. Certo, in alcuni momenti la situazione si farà critica e bisognerà tirare i dadi per scoprire come si evolvono gli eventi, ma il gioco rimane un dialogo, una narrazione condivisa tra giocatori con ruoli diversi.

Giocare in Solitaria: Recensione della Solo Mode in Dragonbane

Dragonbane è pensato per funzionare al meglio con gruppi di 3-5 giocatori. In un panorama ludico, però, che si avvicina sempre di più a chi vuole sperimentare un gioco di ruolo da solo, trovo che sia stata un’ottima idea quella di prevedere una modalità in solitaria. Nella scatola base è infatti presente l’avventura Alone in Deepfall Breach, da giocare senza la presenza del Game Master.

All’interno delle 12 pagine dedicate a questa trama sono presenti tutte le indicazioni per la creazione del proprio personaggio e le modifiche alle regole per consentire l’approccio specifico a questa modalità. Infatti il sistema prevede che l’eroe solitario abbia un’abilità eroica aggiuntiva da scegliere in una rosa che ne prevede due nuove. Il modulo è denso di tabelle per poter gestire molti aspetti con un semplice tiro di dado.

Senza fare alcuno spoiler sulla trama, ci tengo a precisare che si tratta di un dungeon crawling classico molto stimolante che consiglio anche a chi vuole approcciarsi per la prima volta al gioco. L’avventura può essere adattata anche per piccoli gruppi senza un Game Master.

Stirpi e Professioni nella Creazione dei Personaggi

I passaggi per la creazione del personaggio in Dragonbane sono semplici e sequenziali. In una ventina di minuti il nostro avventuriero è pronto per lanciarsi all’avventura. Se vi sembra molto tempo, posso invece dirvi che, trattandosi di un sistema che non è un OSR puro, le scelte devono essere un po’ più ponderate. Se invece è il Game Master a preparare le schede (con in mente un’idea precisa di quali siano i personaggi più adatti all’avventura che ha preparato), in dieci minuti può tranquillamente compilare le schede e proporle al tavolo.

Vediamo però insieme, in questa recensione, come sono strutturati i personaggi in Dragonbane.

Cominciamo con il dire che in Dragonbane i personaggi appartengono a una Stirpe; ce ne sono ben sei tra cui scegliere, alcune molto classiche e note, altre decisamente più originali, almeno per il panorama ludico canonico. Vediamole insieme. Oltre ai classici Umano, Elfo, Halfling e Nano abbiamo anche il Mallard, una sorta di papero antropomorfo, e il Wolfkin, un lupo antropomorfo. Per ogni stirpe è presente una descrizione rapida, alcuni esempi di nomi tipici e l’abilità innata della stirpe stessa.

Il secondo passaggio per la creazione del personaggio è scegliere, tra dieci opzioni, la Professione. Ogni professione ha un Attributo Chiave, alcune Capacità e una Abilità Eroica. Per ogni professione è possibile scegliere (o tirare casualmente, usando un dado a 6 facce) dalla tabella presentata l’arma che il personaggio utilizzerà e, qualora volesse, il soprannome con cui è conosciuto.

Meccaniche di Creazione Semplici ed Immediate

Alla scelta del giocatore (o per i più pigri all’alea del dado) viene lasciata la scelta dell’età e il nome. Le caratteristiche, sei in tutto, invece vanno tirate con un procedimento molto semplice; si tirano 4d6, si toglie il punteggio peggiore e la somma dei restanti darà il valore di quella caratteristica. Ovviamente il procedimento va ripetuto per ciascuna caratteristica.

Dai valori delle caratteristiche derivano alcuni elementi della scheda. Primo fra tutti il movimento, espresso in metri, i punti ferita, il bonus al danno e i punti volontà. Mi soffermo un momento su questo elemento solo per specificare che i punti volontà servono per utilizzare le magie, ma anche per utilizzare l’abilità innata.

Ci tengo a segnalarvi un altro elemento importante di questo gioco che prende spunto dagli OSR ma che guarda al futuro; le meccaniche di gioco prevedono una gestione intelligente dell’ingombro. I personaggi possono portare fino ad un certo numero di oggetti nell’inventario, il cui peso complessivo non superi la metà del valore della forza del personaggio. Quindi armi, scudi e armature escono da questo conteggio fino a che vengono indossate.

Draghi e Demoni in Dragonbane

Drakar och Demoner è il titolo del gioco in lingua svedese e, come abbiamo già detto, significa Draghi e Demoni. Senza voler andare a scomodare l’ambientazione, stiamo sempre parlando di un gioco fantasy classico e quindi vedremo, nelle nostre avventure, un certo numero di draghi e probabilmente altrettanti demoni. Sappiate che questi due termini sono anche strettamente legati alle meccaniche di gioco.

Dragonbane è un gioco con un sistema di regole basato sul d20 con meccaniche roll under, come dicevamo a inizio recensione e gestisce da regolamento canonico il successo critico e il fallimento critico. Se sul d20 infatti esce 1 avremo ottenuto un successo critico, ovvero un Drago. Se invece esce 20 avremo ottenuto un fallimento critico, ovvero un Demone.

Il regolamento non finisce chiaramente qui, ma se dovessi parlarvi di tutte le sfumature possibili di questo gioco, questa recensione non finirebbe più.

Questo non significa che sia un sistema complicato; nella sua forma più snella, può essere messo al tavolo in una mezz’ora. Free League ha però pensato a tutto, anche alla versatilità e alla longevità di Dragonbane. Al di là delle meccaniche che vi ho presentato infatti ve ne sono altre, come per esempio forzare il dado in caso di fallimento, che rientrano nel regolamento base. Ad aggiungersi a queste, in evidenti e pratici box verdi, sono incluse anche molte regole opzionali che potreste voler aggiungere per rendere più completa e complessa l’esperienza di gioco. Questo significa, per esempio, gestire diversamente i turni o includere esiti particolari in caso di fallimenti critici durante i combattimenti; o, ancora, attacchi speciali e “pasticci” magici.

Recensione del Combattimento di Dragonbane

Vediamo però ancora qualche dettaglio interessante del regolamento. All’inizio di questa recensione abbiamo sottolineato che Dregonbane è un gioco dalle forti tinte OSR e questa sua natura si rispecchia anche nella gestione degli scontri.

Il combattimento viene gestito a turni, ognuno dei quali rappresenta approssimativamente un tempo pari a dieci secondi. All’inizio di ogni round si decide chi ha l’iniziativa, cioè in quale ordine i combattenti agiranno. Per fare questo, ogni giocatore pesca una carta da un mazzo numerato da 1 a 10. Allo stesso modo il Game Master pesca per gli avversari. Chi estrae il numero più basso è il primo in iniziativa. In Dragonbane non si può ritardare l’azione; tuttavia una delle regole opzionali prevede che si possa scambiare la propria carta con quella di un altro personaggio, così da rendere più efficace o vantaggioso il combattimento.

Nel proprio turno ogni personaggio può effettuare un movimento e una azione. Alcune azioni possono essere svolte nel turno degli avversari, come ad esempio una parata o una schivata; in questo caso al proprio turno il personaggio potrà esclusivamente muoversi perché ha già effettuato la propria azione.

Magia: tra Fascino e Lacune

Come da classico gioco fantasy, non poteva certamente mancare la magia.

In Dragonbane sono previste diverse scuole di magia, ognuna con una visione unica di cosa sia la magia e come funzioni. Nel manuale sono indicate tre scuole di magia: animismo, mentalismo e elementalismo. Il manuale accenna alla possibilità che esistano altri scuole di magia nel mondo di Dragonbane. Tra esse sono presenti anche la necromanzia e altre arti oscure, lasciando la strada aperta a possibili espansioni.

La varietà degli incantesimi non è altissima a dire il vero e forse questa parte del regolamento potrebbe essere ampliata in futuro. In ogni caso, al momento, i maghi hanno una discreta possibilità di scelta considerando le tre scuole di magia proposte. Per lanciare gli incantesimi, come accennavamo all’inizio di questa recensione di Dragonbane, devono essere spesi punti volontà e bisogna tirare sotto al punteggio di abilità nella scuola pertinente. Se il tiro ha successo l’incantesimo ha effetto, diversamente non ha alcun effetto. I trucchetti hanno sempre successo e costano un solo punto volontà.

Un Bestiario che è Tutto un Programma

All’interno del Manuale delle Regole è presente un ampio capitolo dedicato a bestie e mostri, visto che i personaggi, in Dragonbane, non incontreranno solamente draghi o demoni. Ogni creatura presentata è diversa; si spazia da quelle umanoidi a mostri veri e propri. Ognuna ha una sintetica descrizione e una pratica tabella con le indicazioni utili per lo scontro: la ferocia, la taglia, il movimento, i punti ferita e la sua difesa. A differenza di altri giochi, quando si parla di combattimento, Dragonbane propone la scelta randomica per quanto riguarda gli attacchi usati da queste creature.

In questa parte del manuale sono presentate 15 creature e, in chiusura, un elenco di 11 animali comuni con le proprie statistiche.

Partire all’Avventura, Strategie e Suggerimenti per il Game Master

In conclusione del Manuale delle Regole, troviamo un capitolo molto interessante riservato al Game Master così da aiutarlo a strutturare le avventure. In questa sezione ci sono anche tutti quei dettagli, come le indicazioni sulla ricerca di cibo nei luoghi selvaggio, perfetti per rendere vivo e vibrante il mondo di gioco.

Non possono mancare i suggerimenti su come gestire i personaggi non giocanti e creare le avventure. Ogni passaggio può essere lasciato alla libera creatività del Game Master anche se il manuale, in chiaro stile old school, presenta un discreto numero di tabelle da poter sfruttare.

Recensione delle Avventure Prefatte di Dragonbane

Tra i materiali presenti nella scatola base c’è anche il libro delle avventure. In questo manualetto ci sono 11 avventure che costituiscono la campagna Il Segreto dell’Imperatore Dragone. Possono essere giocate nell’ordine preferito, ad esclusione de L’Isola della Nebbia che rappresenta l’atto finale della campagna.

Se non si vuole affrontare la complessità di una campagna però, sappiate che ogni trama può essere giocata singolarmente slegata dalle altre. Per ogni avventura è presenta un’introduzione per il Game Master, una tabella con un elenco di eventi casuali, i luoghi e i PNG.

Senza fare alcuno spoiler, posso dire che ho provato Riddermound, il primo scenario proposto nel manuale. Ho trovato lo scenario intrigante e sufficientemente arduo in pieno stile old school, e le altre trame non sono da meno. Ogni storia si basa su spunti narrativi solidi e la giocabilità è decisamente alta.

Tuttavia ho sentito la mancanza di un’ambientazione dettagliata a cui appoggiarmi. Capiamoci, la valle nebbiosa che fa da sfondo a Dragonbane ha il suo fascino; tuttavia l’ambientazione è solo accennata e anche per le stirpi giocabili manca un po’ di approfondimento. Una lacuna che spero vedremo colmata nei prossimi manuali di espansione.

Recensione dell’Estetica di Dragonbane: una Gioia per gli Occhi

La presentazione di Dragonbane è ottima; la scatola che contiene il set base è solida e la qualità della stampa molto alta. Un po’ come per Vaesen, la scelta di un font privo di artifici è vincente e i colori (verde, ocra e rosso) sono particolarmente piacevoli oltre ad agevolare la ricerca degli elementi importanti e non stancare la vista. La stampa su due colonne è ormai, con una certa evidenza, la migliore soluzione per il formato A4.

Dragonbane però non è solo carta e caratteri stampa, a rendere il tutto meravigliosamente affascinante, vibrante e magico sono le illustrazioni di Johan Egerkrans. Se vi è piaciuto Vaesen adorerete Dragonbane. Ogni illustrazione è perfetta per il contesto, sia che si tratti del volto di un PNG, che di una creatura o un panorama a tutta pagina.

Le mappe, a cura di Francesca Baerald e Niklas Brandt, sono ottime per trasportare i giocatori nel mondo di gioco oltre che essere perfettamente utilizzabili come plance una volta trasportate su carta.

Conclusioni della Recensione di Dragonbane

Teniamo a mente un ultimo dettaglio; questa è la prima occasione per poter apprezzare questo gioco di ruolo. Per decenni ha avuto successo in patria senza la necessità di allargarsi ad un pubblico anglofono e questo è un chiaro indizio di qualità.

In conclusione, come spero si evinca da questa recensione, Dragonbane è un gioco che vale davvero avere nella propria biblioteca. La qualità dei materiali è (come sempre, quando si parla di Free League) altissima, al punto da avvicinarsi ad un pezzo da collezione anche e non solo per le illustrazioni. Se siete arrivati a leggere fino a qui e ancora non vi siete innamorati di questo gioco, vi consiglio di provare il quickstart gratuito; sono certa che saprà farvi apprezzare più delle mie parole un gioco che può traghettare verso il futuro il genere old school.

 

Se vi è piaciuta questa recensione di Dragonbane, continuate a seguirci per rimanere aggiornati su altri giochi di ruolo di Free League Publishing!

 

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AUTORE

Francesca Vigano
Classe '73, da anni in vesti diverse nei settore dei giochi da tavolo e dal vivo. Ha collaborato con quotidiani e riviste e, di recente, dopo diversi corsi presso la Giano Academy è diventata master del Salotto di Giano oltre a far parte degli Avventurieri, il gruppo di autori dell'Associazione.

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