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Eat the Reich | Recensione

Apr 1, 2025 | recensioni

In questa recensione è nostro piacere parlarvi di Eat the Reich, uno dei giochi di ruolo più visionari attualmente sul mercato. Prima di ogni altra cosa vogliamo ringraziare Mana Project Studio per averci inviato una copia fisica del bellissimo manuale, figlio della fantasia sfrenata di Grant Howitt. Parliamo del creatore di Spire e del suo spin-off Heart, di cui potete leggere le nostre recensioni. Non c’è però da aspettarsi nulla di convenzionale dall’autore di un capolavoro surreale come Honey Heist.

Eat the Reich è disponibile sullo store digitale di Mana Project al costo di 34,90 euro, non comprensivi della versione digitale che ne costa invece 12,90. Sono però incluse nel prezzo le stampe della mappa di Parigi e le schede dei vampiri, delle vere chicche che da sole alzano tantissimo il valore del prodotto.

Recensione di Eat the Reich: il Manuale

Prodotto in un formato che è una via di mezzo tra quelli grandi e i volumi tascabili, Eat the Reich è tra i manuali di gioco di ruolo visivamente di maggiore impatto degli ultimi anni. Ha un’estetica violenta e travolgente che non solo lo fa risaltare, ma ne esalta straordinariamente i contenuti. Le illustrazioni di Will Kirby, colori acidi che si mischiano a uno stile di impaginazione che vuole richiamare i dispacci militari della seconda guerra mondiale. Forse non è il manuale più leggibile che si possa sfogliare, ma ha uno stile unico e semplicemente inimitabile. Già solo pensare al fucsia della costa delle pagine e del titolo che si poggia su colori scuri che replicano una bara metallica dovrebbe dare un’idea di quello di cui parliamo.

Dal punto di vista artistico il livello è semplicemente enorme. Kirby riesce a portare uno stile fumettistico dal tratteggio volutamente grezzo in ogni illustrazione. In questo modo fa spiccare il tratto senza mai renderlo disarmonico con il resto della pagina, anche quando l’uso dei contrasti di colore è piuttosto violento. C’è ben poco da dire: Eat the Reich è un volume esteticamente stupendo. La superficie porosa delle pagine, che restituiscono molto la sensazione di carta rispetto ad altri prodotti più “plasticosi”, è impagabile.

Vampiri a Caccia di Nazisti

Questo gioco contiene: morte, violenza, lesioni gravi a personaggi giocanti e non, sangue, vampirismo, controllo mentale, armi, cadaveri animati, lupi mannari, magia occulta, fascismo, nazismo e Adolf Hitler (possibilmente morto).

L’introduzione del gioco è piuttosto esplicita, ma se ci fosse qualche dubbio in merito giocheremo dei vampiri lanciati in delle bare rinforzate sul suolo nazista, nel corso della seconda guerra mondiale. Questo è l’unico modo di entrare nel territorio controllato dal nemico, e i vampiri sono gli unici in grado di sopravvivere all’impatto. L’obiettivo è uno solo: uccidere l’uomo più odiato della storia. Semplice e lineare. Il gioco ha una forte impronta narrativa: il master presenta la scena e i giocatori tirano per affrontarla, raccontando come i personaggi riescono o meno a risolverla.

Tenendo sempre ben presente che lo scopo è quello di massacrare nazisti, perché l’uccisione dei fascisti è un atto di legittima difesa. Il gioco ha quindi tematiche fortemente splatter, si potrebbe parlare di ultraviolenza. Ha però una sezione molto curata riguardo le regole di sicurezza, sia per quanto riguarda la gestione di questi tratti così estremi sia per quanto riguarda l’inclusività. Si tratta forse di una delle sezioni in merito migliori in assoluto, come richiesto da un gioco così estremo.

Recensione del Motore di Gioco di Eat the Reich

Eat the Reich, oltre che su un delizioso (letteralmente) gioco di parole, si basa sul sistema di gioco Havoc Engine. Ogni personaggio ha a disposizione sette attributi (Cercare, Ingannare, Intrufolarsi, Menare, Riparare, Sparare e Terrorizzare). Piuttosto evidente che, rispetto alle solite caratteristiche, si tratta più che altro di “modalità” con cui eliminate i nemici. Ogni successo ottenuto tirando il pool di d6 composto grazie ad essi (ovvero i risultati pari o superiori a 4) permette o di annullare i successi degli avversari, o di abbassare la difficoltà della sfida.

Questo introduce una componente tattica nel gioco, scegliere quanto avanzare nella trama e quanto limitare i danni, pur mantenendo la matematica semplice e rapida. Ovviamente ci sono un nutrito equipaggiamento, militaresco e/o vampirico, e capacità speciali il cui utilizzo consuma il sangue del PG. Non che sia un grosso problema: per ripristinarlo è sufficiente nutrirsi di nazisti.

Vampire Commando

I personaggi sono tutti pregenerati, ma sono ottimi per il tipo di gioco frenetico, stiloso e sanguignolento che richiede il gioco.

  • Astrid è una ex pilota di caccia, che manipola gli spiriti selvaggi e va in giro con una mitragliatrice.
  • Chuck, appassionato dei western, combatte per la propria libertà a colpi di sputo acido e colpi di revolver.
  • Cosgrave, in fuga dalla mafia non morta di East London, è un affascinante necromante.
  • Iryna, di nobili origini per il regno vampirico, può far leva su un’enorme ricchezza e sulle conoscenze occulte della sua casata.
  • Nicole fa parte della resistenza, e cerca una degna fine in battaglia a suon di esplosivi.
  • Glint è un mostruoso mezzo pipistrello, che può essere o meno in grado di parlare (e potrebbe essere una capacità dettata dalla sola timidezza).

Conclusioni della Recensione di Eat the Reich

Eat the Reich non è sicuramente un gioco per tutti. Da un lato risulta estremo tanto nelle tematiche quanto nello stile di gioco, esagerato e splatter oltre che volutamente inaccurato dal punto di vista storico. Dall’altro distribuisce al tavolo una forte autorità narrativa, richiedendo fantasia e capacità di improvvisazione. Affidarsi al tiro di dado per portare avanti la narrazione può essere molto frustrante, e può funzionare solo se tutti quanti hanno voglia di raccontare attivamente la propria storia. Ma al tempo stesso se ci si lascia guidare dall’esperienza proposta, diventa un gioco entusiasmante e adrenalinico, con un sistema veloce ed efficace.

Si tratta sicuramente di un GdR che non può mancare nelle librerie dei collezionisti per il suo innegabile pregio dal punto di vista estetico ed editoriale. Ma è imperdibile anche e soprattutto per gli amanti di un gioco coinvolgente che abbandoni qualsiasi pretesa di realismo, spingendo il piede su un acceleratore folle e sconsiderato. Spazio alla creatività e all’eccesso, pur sfruttando una delle migliori reti di sicurezza che un gioco di ruolo abbia mai proposto. E poi Eat the Reich ci ricorda che l’unico nazista buono è un nazista morto.

Se ti è piaciuta questa recensione di Eat the Reich, continua a seguirci per altre novità sul mondo dei giochi di ruolo!
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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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