Per questa recensione de Il Sangue non È Acqua, ringraziamo Paolo Agaraff e la casa editrice All Around che ci hanno fornito una copia fisica di questo romanzo horror.
Sebbene il nome dell’autore possa trarre in inganno, sotto lo pseudonimo di Paolo Agaraff ci sono in realtà tre scrittori diversi: Gabriele Falcioni, Roberto Fogliardi e Alessandro Papini. Fermi sostenitori della scrittura collettiva, creano la Carboneria Letteraria, mailing list di aggregazione di molti scrittori fantasy, horror e di fantascienza odierni.
Ma come mai vi trovate a leggere la recensione di un romanzo tra gli articoli di No Dice Unrolled? Ebbene, i tre signori sopra citati sono dei maestri nella fusione tra narrazione e ambientazione gioco-ruolistica. Moltissimi loro racconti, infatti, sono diventati scenari per giochi di ruolo. È il caso di questo libro, vincitore del premio “La Maschera e il Volto” a Lucca Comics & Games 2005, diventato scenario per On Stage!
Potete trovare Il Sangue non È Acqua in lingua italiana qui al prezzo di €18 con spedizione gratuita.
Vediamo insieme i motivi per cui un giocatore di ruolo potrebbe amare questo romanzo.

Recensione de Il Sangue non È Acqua: “Non è Morto Ciò che Può Eternamente Giacere…”
Tra le pagine di questo libro ci addentriamo nel puro orrore lovecraftiano, ma in terre vicine. La piccola isola di Mortorio, su cui prende vita la storia della famiglia Farricorto, si trova a largo della Sardegna. Sebbene non paia la più ospitale delle destinazioni, sette cugini vi si incontrano per la morte di un lontano parente, in attesa della lettura del testamento.
Storicamente ci troviamo a cavallo delle due guerre mondiali, in un periodo di forti tensioni politiche. Tali tensioni si riscontrano anche tra gli eredi. Si tratta di fratelli che si rincontrano dopo aver preso strade diverse, matrimoni infelici e volti sconosciuti costretti alla convivenza.
A dare loro il benvenuto, una domestica con un figlio bizzarro nell’aspetto quanto nel comportamento e un notaio pronto a coronare o distruggere i sogni di gloria dei protagonisti partecipi della lettura testamentale.
Cosa potrà mai andare storto?

“…E, col Passare di Strani Eoni anche la Morte Può Morire.”
La narrazione delle vicende a Isola Mortorio sono intervallate da pagine di diario risalenti al 1800.
Tramite esse, risaliamo alle peripezie di un navigatore italiano emigrato in America in cerca di fortuna e giunto a Innsmouth. Qui il destino lo condurrà per mano in modo che il passato e il presente della famiglia Farricorto si incontrino, maledicendo (o benedicendo) la sua stirpe per sempre.
Sveleremo così, ad uno ad uno, i motivi per cui il luogo in cui si svolgono i fatti paia infausto. Avverranno morti improvvise, sparizioni, strani sogni notturni e sussurri che paiono chiamare anche nel cuore della notte. E poi c’è quel mare, perennemente agitato, che per tutta la narrazione veste i panni della nera mietitrice.

Recensione de Il Sangue non È Acqua: “L’Odio. È Stata Questa la Nostra Risorsa Vincente.”
Il romanzo, come esplicitamente dichiarato, è un omaggio alle opere di H. P. Lovecraft e A. Christie, a metà tra un thriller e un’opera horror. Risulta quindi fortemente consigliato agli ammiratori di questi due scrittori. Come negli altri scritti di questi due autori, la morte è il filo conduttore che ci porta a scoprire il resto degli eventi un tassello alla volta, denudando l’anima dei protagonisti e portandoci a dubitare di chiunque abbia fatto capolino tra le pagine. Il sovrannaturale e l’infinitamente umano si fondono, riportando a galla orrori extraterreni e nostrani che creeranno, infine, due domande nella nostra mente: siamo sicuri di essere dalla parte della ragione? Qualcuno lo è davvero?
La nuova edizione, con copertina semi-rigida, pone in risalto un’illustrazione gotica di Bruno Zaffoni ritraente l’isola, grande protagonista del libro.
La scrittura è scorrevole ma dettagliata, arricchita dal dialetto d’origine dei personaggi. Il libro trasuda una ricerca approfondita di cultura del territorio in cui è stato ambientato, con esempi di vegetazione, piatti tipici e modi di dire per meglio contestualizzare l’intera storia.
Fortemente consigliato anche a chi ha bisogno di spunti per comprendere come creare una storia avvincente senza aver bisogno di grandi città o immensi dungeon. L’orrore, infatti, si annida dentro chiunque.


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