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Kulthos | Recensione

Ott 26, 2025 | recensioni

Oggi abbiamo il piacere di proporvi la recensione di Kulthos, un cupo gioco di ruolo targato MS Edizioni. Innanzitutto vogliamo ringraziare Claudio Serena, autore del gioco e noto content creator della scena ruolistica italiana, che con il suo editore ci ha fornito una copia del manuale.

Chi avesse trovato interessante questa recensione, può acquistarlo dallo store online dell’editore. Il prezzo del manuale cartaceo è di 40€, e include già la versione digitale. Inoltre, utilizzando il codice NoDiceUnrolled10, avrete il 10% di sconto!

Kulthos è un gioco di ruolo dark fantasy-horror incentrato sul rapporto fra divinità, illuminazione e identità. I giocatori interpretano i Dormienti, esseri umani intrappolati in una realtà illusoria da un crudele Demiurgo. Non è un gioco di avventure, ma di realtà che si sgretola consumata da un orribile potere.

Recensione di Kulthos: una Scelta Linguistica

Per amor di precisione, il manuale parla in realtà “delle Dormienti”. MS Edizioni fa da sempre dell’inclusione un suo punto di forza, e quindi decide di utilizzare vari accorgimenti in tal senso. Purtroppo incorre anche i rischi di un linguaggio fortemente inclusivo, soprattutto in un testo di ben 246 pagine. La locuzione “chi gioca” al posto di “giocatore” e l’utilizzo dello “schwa” alla lunga possono risultare farraginosi e probabilmente non tutti si abitueranno facilmente alla loro lettura.

La giustificazione del femminile sovraesteso a sostituire il maschile rivela una certa debolezza dell’impianto di fondo; l’autore lo motiva perché sempre riferito alle Persone o alle Creature. Le Dormienti, insomma, sono le Persone Dormienti. Così facendo si denota l’arbitrarietà della scelta che a questo punto sarebbe stata più d’impatto senza un tentativo di giustificazione in tal senso. Questa recensione utilizzerà invece il maschile sovraesteso perché chi scrive, pur comprendendo la scelta dell’autore, è convinto che il linguaggio inclusivo dovrebbe cercare strade diverse.

Un’Esperienza Catartica

Passando a esaminare il gioco in sé, l’autore costruisce un’esperienza cupa e teologica. Il manuale non propone un’epica tradizionale, ma una tragedia sacra, in cui il confine tra libero arbitrio e destino è una lotta contro l’illusione. Chi gioca a Kulthos non cerca la vittoria, solo quanta verità il suo personaggio possa contenere prima di venirne sopraffatto.

Il tono è apocalittico ma intimo. Kulthos parla di un mondo che non finirà con il fuoco, ma con l’accettazione della verità. La ricerca dell’illuminazione è il tema fondamentale, in un contesto dichiaratamente basato su paura e disgusto. Un’illuminazione che porta alla liberazione, ma non per questo non dovrebbe fare paura.

Kulthos: Recensione del Thread System

Il regolamento è basato sul Thread System nato con Klothos, di cui è possibile leggere la nostra recensione (così come dell’espansione Monogatari). Negli anni questo motore si è evoluto fino a diventarne quasi una seconda edizione, ma i principi di fondo sono rimasti immutati. I Dormienti hanno a disposizione quattro approcci, ispirati all’alchimia medievale europea: Acume, Fermezza, Impeto e Prudenza. Ogni approccio viene associato a una classe di dado: più questa è alta, più sarà facile ottenere un buon punteggio durante una prova, e quindi superarla.

Ogni personaggio ottiene, nel corso del gioco, dei Portenti se seguono uno dei sei Sentieri di Illuminazione: Amore, Conoscenza, Disperazione, Piacere, Potere e Sacrificio. Questi “poteri” aiutano a perforare le illusioni in cui i Dormienti sono avvolti. Ma il Thread System è pensato per replicare una struttura narrativa ben precisa: sciogliere l’ultimo nodo significa porre fine alla storia del proprio personaggio.

Un Manuale Costruito con Cura

Non per niente Kulthos è fortemente ispirato alla dottrina Gnostica, che non andremo a spiegare perché illustrata più che sufficientemente all’interno del manuale. Quest’ultimo è molto ben pensato, offrendo un’ottima ossatura su come seguire il gioco. Aiuta non soltanto ad impararne le regole, ma a replicare un’esperienza molto specifica. Soprattutto lo fa con una grande attenzione a quelli che sono gli strumenti di sicurezza. Dalle classiche linee e veli al più innovativo script change, Kulthos mette a disposizione del tavolo molti mezzi indispensabili per un gioco così angosciante da poter risultare disturbante.

E se come struttura il manuale è un buon lavoro, come estetica è un piccolo capolavoro. L’intero manuale è impaginato come un breviario, testo nero su pagine color pergamena, con una sfumatura di rosso particolarmente cupa per evidenziare i titoli e i riquadri. Il lavoro artistico è incredibile. Le immagini di pubblico dominio e alcune tavole prese dalla US Library of Congress sono suggestive, ma le illustrazioni di Martina Casadei Parlanti, che mimano lo stile delle acqueforti, sono in qualche modo “parlanti”. Rendono il manuale un’esperienza da sfogliare, trasformando l’estetica in una parte significativa dell’esperienza di gioco.

Conclusioni della Recensione di Kulthos

Giocare a Kulthos significa accettare una logica di perdita. Non ci sono missioni, non ci sono finali “buoni”: solo la ricerca di un’illuminazione che squarci tanto le menzogne quanto i personaggi. Non è un gioco psicologico in senso cerebrale, ma etimologico: scava nell’anima e la usa come un filo conduttore per dipanare un intero racconto, liberandola dalla menzogna. Ma rispetto ad altri giochi di ruolo che affrontano tematiche simili lo fa con una certa pacata delicatezza, pur senza risparmiarsi nulla.

Kulthos è un gioco difficile, scomodo e profondamente autoriale, figlio di un’estrema cura e di un lavoro di ricerca accurato. Non è perfetto, ma assolve perfettamente al suo scopo. Chi ama i giochi che attraverso l’orrore e l’alienazione portino alla decostruzione dell’identità e alla ricerca di una nuova verità, scavando nell’anima restando sempre sull’orlo del dolore personale, non potrà farlo mancare alla propria libreria.

Se ti è piaciuta questa recensione di Kulthos, continua a seguirci per altre novità sul mondo dei giochi di ruolo!
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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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