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Monsters | Recensione

Dic 2, 2025 | recensioni

In questa recensione approfondiremo Monsters, il gioco di ruolo ideato e scritto da Leonardo Lucci e Iacopo Frigerio, con le illustrazioni di Anðela Zubić. Come sempre ringraziamo gli autori e la casa editrice Grumpy Bear Stuff per averci inviato una copia digitale del prodotto al fine di potervene parlare.

Qualora foste interessati ad acquistarlo, potete trovarlo direttamente sul sito dell’editore al prezzo di 25 euro.

Il gioco è pensato per gruppi di 3-6 persone ed affronta tematiche horror con un sistema fortemente narrativo. Per giocare sono necessarie alcune schede disponibili all’interno del manuale (facilmente sostituibili con fogli bianchi), dadi a 4 e 6 facce, matite, gomme e qualche segnalino.

L’Avventura da un Altro Punto di Vista

Nella concezione classica dei giochi di ruolo, i giocatori interpretano personaggi che sono eroi nel proprio mondo. Ne sono un lampante esempio non solo il gioco di ruolo fantasy più famoso al mondo, ma anche molti altri titoli più o meno blasonati.

Di recente però i game designer hanno cominciato a proporre ai giocatori l’altra faccia della medaglia da interpretare al tavolo. Non mi sto riferendo alla possibilità di giocare personaggi con allineamento malvagio, bensì all’occasione di dare vita a protagonisti che sono ai margini della società.

Questo è quello che Monsters propone. I giocatori infatti interpretano la feccia odiata da tutti, i reietti della comunità in una cittadina della prima metà del XVIII secolo, isolata e sperduta in mezzo ad una vasta foresta europea. Lo scopo dei personaggi è quello di indagare per trovare e sconfiggere un mostro che sta mietendo vittime tra la popolazione. Il tempo stringe e i personaggi devono trovare la creatura in fretta, prima che la popolazione li incolpi dei delitti che stanno aumentando.

La Sicurezza al Tavolo

Come abbiamo visto nell’introduzione di questa recensione, Monsters è un GdR che racconta storie di orrore intime e sociali. I personaggi verranno messi spesso di fronte a scelte morali e fatti violenti perché utili a creare le atmosfere pensate dagli autori. Per gestire al meglio queste situazioni il gioco introduce numerosi strumenti per aiutare a trattare e gestire le tematiche sensibili che emergeranno.

Il presupposto di base è in ogni caso che il tavolo sottoscriva un contratto sociale che viene chiamato “non ti abbandonerò”; questa tecnica, formulata da Meguey Baker nel 2006, presuppone che le persone siano tutte interessate ad affrontare, con il gioco, tematiche difficili.

Recensione dell’Ambientazione e della Creazione Narrativa di Monsters

Le premesse narrative di Monsters sono decisamente interessanti, come abbiamo visto all’inizio di questa recensione. Il gioco richiede una forte componente di creazione condivisa, per questo motivo è necessario compilare in gruppo alcune schede che fungeranno da linee guida per la gestione della partita.

Il primo elemento da creare è la cittadina in cui i personaggi vivono. Il gruppo deve deciderne il nome e il modo in cui è conosciuta. Il manuale fornisce alcuni esempi qualora il gruppo non sapesse da dove partire. Della cittadina vanno poi indicate le principali attività e le eventuali problematiche economiche e sociali che la affliggono.

Il secondo elemento da creare sono i luoghi che faranno da sfondo alle scene giocate. Ogni luogo ha associato un nome e alcuni descrittori. La scelta dei luoghi è condivisa e ciascuno di questi verrà creato passando l’autorità a tutto il tavolo. Il primo giocatore scriverà sull’apposita carta dei luoghi il nome del primo luogo, e poi passerà la carta al giocatore successivo che potrà aggiungere un descrittore. Il processo si chiude quando il gruppo ha creato almeno 6 luoghi ciascuno con due descrittori. Il gruppo potrà sempre aggiungere nuovi luoghi durante la partita, qualora fosse necessario seguendo il medesimo percorso creativo.

Creare il Mostro Insieme

Elemento fondamentale del gioco è il mostro che sta mietendo vittime nella cittadina in cui i personaggi vivono. Monsters procede con la creazione condivisa anche di questo elemento e prevede la compilazione della Scheda del Mostro. Seguendo il medesimo processo narrativo, il gruppo definisce il nome che rappresenta la creatura. Ogni giocatore aggiunge poi alla scheda una caratteristica fisica e una caratteristica comportamentale. Solo due di queste caratteristiche sono note ai personaggi all’inizio del gioco.

Non dimenticate che se qualche caratteristica urtasse la sensibilità di un partecipante, la si contrassegna con una V che sta per velatura. Tutti sapranno al tavolo, in questo modo che quel tema deve essere trattato solo velatamente.

I Personaggi di Monsters

La creazione dei personaggi di Monsters segue il medesimo processo condiviso, ma i personaggi da creare sono almeno due in più rispetto alle persone che giocano. Questo perché c’è la possibilità di puntare i riflettori su uno o sull’altro dei protagonisti creati, o semplicemente perché non tutti potrebbero sopravvivere. Ciascun giocatore inizia a compilare una Scheda del Personaggio scrivendo un nome e una professione. Poi passa la scheda alla persona alla sua destra che aggiungerà un’abilità. Il procedimento procede fino a che ogni personaggio non ha tre abilità assegnate. Ogni personaggio ha anche un comportamento distruttivo, non importa se nei propri confronti o se verso gli altri. Questo è ciò che lo identifica come un reietto della società in cui vive. L’ultimo elemento da individuare è il Complice del personaggio. Si tratta di un altro abitante della cittadina che in qualche modo lo aiuta nelle proprie malefatte.

Una delle premesse del gioco è che i personaggi sono obbligati a lavorare di comune accordo. Dovranno indagare, scoprire e possibilmente fermare il Mostro prima che la cittadinanza decida di accusarli, per convenienza, di quanto sta accadendo. Parte della creazione condivisa è anche la definizione dell’accordo stipulato dai personaggi. Insieme devono contribuire alla compilazione della Scheda dell’Alleanza. Essa comprende almeno tre Vincoli, ovvero tre regole che sanciscono il patto e che non possono essere infranti.

Autorità Narrativa Condivisa

Il ruolo del master in Monsters viene passato da giocatore a giocatore di Atto in Atto. Chi assume temporaneamente questo ruolo viene definito Cronista e si occupa di gestire la descrizione iniziale della scena. Il Cronista spiega perché i personaggi si trovano proprio in quel luogo, aggiunge personaggi secondari o eventuali ostacoli presenti. Il Cronista può aiutarsi a tenere traccia di quanto viene narrato, proprio perché l’autorità narrativa è condivisa, grazie alla Scheda del Cronista. Questo strumento passerà di mano in mano durante la partita in base a chi in quel momento assumerà il ruolo di Cronista. Sulla scheda è presentato l’elenco numerato degli Atti. Per ognuno di essi sono indicate una Domanda, una Risposta e una Caratteristica Manifesta, tutti elementi che definiscono gli indizi e il procedere della storia.

Il gioco prevede di affrontare cinque Atti, più la Resa dei Conti. Ogni Atto può essere costituito da un numero variabile di scene, a seconda della narrazione intavolata.

Il Tiro di Piazzamento, il Motore delle Scene

Il Tiro di Piazzamento è la meccanica che consente di spingere il gioco all’interno delle scene così da raggiungerne il Culmine. Una persona qualsiasi che interpreta uno dei Personaggi Principali, dopo l’apertura formale da parte del Cronista, può attivare questa meccanica durante lo svolgimento della Scena. Il Tiro di Piazzamento si attiva quando un giocatore dichiara in modo esplicito e preciso il risultato narrativo che vuole ottenere in quella scena. Ad esempio potrebbe voler rubare un oggetto importante per l’indagine o far scappare il Mostro.

Per effettuare il Tiro di Piazzamento è necessario tirare fino a 3 dadi a sei facce. Un dado base, un dado aggiuntivo se la professione del personaggio è utile nella prova, un ultimo dado se si vuole aggiungere la tabella del Destino Oscuro. Le voci di quest’ultima sono elementi che rivelano l’elemento distruttivo del personaggio.

I personaggi possono trovarsi in una situazione complicata e a dover fare i conti con degli impedimenti, debitamente elencati nella trattazione delle meccaniche; in questi casi il dado base muta in un dado a 4 facce.

I risultati dei dadi devono essere posizionati su grafici personalizzati chiamati Grafici del Destino. Ogni risultato del lancio dei dadi corrisponde a una voce nei grafici corrispondenti, così da creare uno schema per concludere la Scena.

Il Regolamento di Gioco al Servizio della Narrazione

Ad una prima occhiata il regolamento di Monsters è complesso ed articolato. Si evince ad esempio dal modo in cui il manuale presenta la parte più meccanica delle regole. Il testo prevede infatti un intero capitolo decisamente dettagliato e fornito di numerosi esempi, tra cui l’intero processo di creazione di una sessione. Il mio consiglio è quello di non scoraggiarsi di fronte alle diverse fasi presentate nel capitolo dedicato al Tiro di Piazzamento perché, una volta portato al tavolo il gioco, si rivela essere fortemente narrativo.

Come dicevo all’inizio di questa recensione, l’autorità narrativa è condivisa. Equindi fondamentale che tutti i giocatori al tavolo abbiano chiaro come funziona lo svolgersi delle scene e la meccanica dei tiri di dado. I giocatori sono aiutati dalla presenza delle varie schede che consentono di avere immediatamente evidenti l’esito del risultato dei dadi e l’impatto sulle scene. Nel caso in cui il gruppo sia poco abituato a giochi con autorità condivisa, i giocatori possono introdurre le due regole opzionali proposte: decidere di mantenere un Cronista fisso e ignorare i legami.

Recensione dell’Estetica di Monsters

Monsters è un gioco esteticamente molto affascinante. Diversamente da quanto normalmente proposto a livello editoriale, il testo è presentato su colonna singola ed è costantemente integrato dalle illustrazioni, come se la parola abbracciasse le immagini. I termini importanti sono riportati con lettera maiuscola e carattere più grande per catturare l’occhio del lettore. Non credo che questa scelta sia sempre perfettamente funzionale. Appaga indubbiamente l’occhio, ma alcune volte rischia di distrarre piuttosto che aiutare alla comprensione dei punti salienti e importanti del volume.

Le illustrazioni parlano delle tematiche del gioco. Cupe, quasi abbozzate, realizzate con colori scuri e con tratti marcati sembrano la trasposizione di incubi e sono quasi allegoriche.

Conclusioni della Recensione di Monsters

Il panorama ludico italiano si sta finalmente ampliando e Monsters è un ottimo esempio di come piccoli progetti possano vedere la propria realizzazione grazie alle piattaforme di crowdfunding. Sono anche contenta che questo lavoro abbia trovato spazio per raggiungere i tavoli da gioco di un più ampio pubblico grazie al supporto della casa editrice che ha adottato il progetto.

Di certo Monsters non è un gioco per tutti. Tuttavia credo che offra molte possibilità di divertimento a quei gruppi che amano esplorare le dinamiche tra personaggi e che vogliono affrontare il lato oscuro delle storie.

Se vi è piaciuta questa recensione di Monsters, continuate a seguirci per rimanere aggiornati su altri giochi di ruolo italiani!

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AUTORE

Francesca Vigano
Classe '73, da anni in vesti diverse nei settore dei giochi da tavolo e dal vivo. Ha collaborato con quotidiani e riviste e, di recente, dopo diversi corsi presso la Giano Academy è diventata master del Salotto di Giano oltre a far parte degli Avventurieri, il gruppo di autori dell'Associazione.

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