Outgunned – Luci, Motore, Azione! | Recensione

Mar 21, 2024 | recensioni

Oggi abbiamo il piacere di proporvi la recensione del manuale base di Outgunned. Innanzitutto ci teniamo a ringraziare Two Little Mice per avercene inviato una copia. E in particolare un ringraziamento va a Riccardo “Rico” Sirignano e a Simone Formicola, gli autori del gioco. Avevamo già avuto modo di parlare dell’anteprima di questo gioco di ruolo, riportandone le nostre prime impressioni

Il volume è in pre-vendita sull’e-shop di Backerit, al prezzo di 45 euro per la versione fisica hardcover (con segnalibro in nastro, che fa sempre la sua figura). Il volume è disponibile sia in italiano, la lingua originale, che nella versione inglese. Lo shop mette a disposizione anche una vasta serie di accessori: parliamo sia di espansioni già pronte per il gioco sia di props fisici. Sui quali Two Little Mice si è superata, rendendoli fin troppo appetibili per appassionati e collezionisti.

Recensione del Volume di Outgunned

Il manuale è pubblicato in formato 15 x 23, un formato fotografico sempre più frequente nel panorama dei giochi di ruolo: questo gli permette di presentarsi compatto e pratico da trasportare. Il gioco si presenta con un ottimo impatto visivo; la copertina da sola è sufficiente a far capire cosa porteremo al tavolo da gioco. L’impaginazione è molto chiara, con la scelta del testo distribuito su una sola colonna che si accompagna bene alle dimensioni del volume. Rende però la lettura su dispositivi digitali dallo schermo piccolo, come gli smartphone, un po’ meno pratica.

Come si evince dalle immagini incluse in questa recensione, la linea grafica di Outgunned è impeccabile; ormai si tratta di una piacevolissima abitudine con Two Little Mice. Luca Carbone, il graphic designer, si è potuto avvantaggiare di uno stile contemporaneo: pulito ma graffiante, perfettamente calzante allo stile del gioco. Il risultato è perfetto, il volume risulta leggibile ma non anonimo. Come sempre un applauso va al contributo delle illustrazioni di Daniela Giubellini, ormai una delle matite più affermate nel panorama dei giochi di ruolo italiani. Rappresentare degli stereotipi dei film action mantenendo personalità è impresa non da poco.

A Che Gioco Stai Giocando?

Outgunned è, nelle parole degli autori, un “cinematic action role playing game”; un gioco di ruolo che si propone di replicare l’esperienza dei grandi capolavori del cinema d’azione. C’è un lunghissimo elenco di apposite reference nel manuale, un trionfo di cultura pop che sicuramente gli appassionati del genere conosceranno più che bene. In ogni caso anche il testo è ricco di esempi fortemente evocativi. Bastano i nomi di John McClane, John Wick e Danny Ocean a dare immediatamente l’idea di cosa si ha in mente.

Forse l’unico appunto che si può muovere a questa parte del lavoro è la scelta del protagonista. Le reference utilizzate sono quasi esclusivamente tratte da film incentrati su un singolo persoanggio. Sicuramente è vero che quello dell’eroe badass, riluttante o meno, è il filone principe del genere action. E Outgunned prevede anche una modalità di gioco a due (master, o per meglio dire Regista, e giocatore); tuttavia il suo obiettivo principale è quello di far giocare un gruppo. Utilizzare titoli meno di richiamo ma più rispondenti a quest’elemento (qualsiasi film incentrato su un team, o l’immortale filone buddy cops) avrebbe contribuito a dare un’idea più calzante dell’esperienza finale.

Recensione degli Eroi di Outgunned

Outgunned è basato sul sistema di gioco Director’s Cut, che sfrutta l’esperienza degli autori nel mondo di gioco di ruolo per creare delle meccaniche che evidenzino il lato più action del gioco. Per effettuare un’azione che comporti un significativo rischio o possibilità di fallimento, si tira un pool di dadi a sei facce. Questo pool è calcolato sul valore di una delle cinque caratteristiche (Muscoli, Nervi, Carisma, Focus e Crimine) sommato al valore dell’abilità più appropriata.

La parte meccanica della scheda è data principalmente dall’incrocio di due criteri: il Ruolo e il Trope. Il primo indica le competenze dell’Eroe, quello che è il suo retaggio. Ci sono tutti gli stereotipi, nell’accezione positiva del termine, del genere action. Il Commando, il Combattente, il Volto e la Spia sono sicuramente quelli dal profilo più classico. L’Asso, l’Agente, la Mente, il Segugio e il Criminale sono Ruoli che solitamente hanno un impatto narrativo più specializzato; tuttavia in Outgunned hanno trovato a pieno il loro posto al sole. Una menzione a parte è dovuta al Nessuno, un ruolo solitamente riservato alle spalle che negli ultimi anni si è guadagnato un posto da protagonista. Si tratta del classico personaggio che, travolto dagli eventi, si è solo “trovato in mezzo”. 

Un Racconto “di Genere”

I Trope rappresentano, invece, gli archetipi caratteriali dei personaggi tipici del genere action. Ce ne sono diciotto tra cui scegliere. Il Diehard e l’Ultimo Boyscout provocheranno probabili perdite anzitempo di capelli, ma sono letteralmente i capisaldi del genere. Il Bastardo dal Cuore d’Oro e il Buon Samaritano permettono di esplorare in maniera differente il lato più positivo degli Eroi. Il Nerd Nevrotico e il Quattrocchi Muscoloso sono figure archetipiche più evolute, meno scontate. Ma è possibile giocare anche la Mela Marcia o il Fusto, solitamente connotazioni negative. Persino delle caratterizzazioni secondarie come il Mentore e lo Schianto sono disponibili per un ruolo da protagonista all’interno della storia.

L’incrocio di Ruolo e Trope fornisce il quadro in cui distribuire gli Attributi e le Abilità. Permette anche di selezionare i Tratti, ovvero delle capacità particolari, e l’Equipaggiamento di partenza. Completa il tutto la scelta del Lavoro, del Motto e del Difetto del personaggio, oltre che della sua età; oltre a caratterizzare l’Eroe, questi elementi hanno un preciso peso meccanico, che si fa sentire durante le sessioni di gioco. Si tratta infatti di elementi che hanno un diretto peso sui tiri, o sulla possibilità di accedere a manovre particolari. Molto apprezzabile, un elemento moderno che rende la caratterizzazione un fattore di gioco attivo, e non solo una scelta recitativa.

Outgunned: Recensione delle Meccaniche

Nel Director’s Cut si da un successo quando più dadi ottengono lo stesso risultato. Una coppia è sufficiente per un successo base, operazioni più complesse possono richiedere un tris, una quartina o anche una cinquina; successi minori possono però essere utilizzati per migliorare il risultato di base. È prevista un’opzione di Rilancio con un moderato rischio (molto spesso i Tratti permettono di effettuarne uno in sicurezza); esiste poi anche un’opzione per un secondo Rilancio, detta Tutto o Niente, che espone l’Eroe a enormi rischi.

Si tratta di un sistema meno immediato di altri che prevedono una somma o una soglia di valore; per ovviare, Two Little Mice ha preparato anche una linea di dadi apposita, con immagini al posto di numeri e pallini. L’impatto sul gioco è relativo: i normali dadi a sei facce sono altrettanto funzionali, il colpo d’occhio non cambia più di tanto. I dadi dedicati sono interessanti principalmente perché sono belli e seguono la linea grafica del gioco.

Recesione di Outgunned: un Gioco Ricco di Opzioni…

Per maggiore accuratezza, le prove sono state suddivise in Tiri di Azione e Tiri di Reazione, a seconda della fase del turno in cui vengono effettuati, lasciando le sorti della scena sempre nelle mani dei giocatori. In questo Sirignano e Formicola hanno sposato la filosofia del Fail Forward, con il fallimento che non è mai un blocco della scena, ma solo un motore narrativo. Il gioco è comunque ricco di altre meccaniche. L’Adrenalina, ad esempio, è una risorsa che si acquisisce in svariati modi nel corso delle sessioni, e che può essere spesa per ottenere bonus ai Tiri, attivare alcuni tratti o acquistare degli Spotlight. Questi sono a loro volta una risorsa più preziosa, che permette di ottenere successi strabilianti, salvare personaggi e in generale risolvere una scena con un lavoro da vero badass.

La Grinta è invece un contatore delle energie rimaste all’Eroe. Perderla tutta non è una buona cosa, perché costringe a un giro sulla Roulette della Morte: più volte si sopravvive a quest’opzione, più diventa difficile riuscirci la volta successiva. Fino al punto in cui l’Eroe verrà Dato per Morto (perché in Outgunned non è mai detta l’ultima parola: c’è sempre spazio per un colpo di scena). Vi sono poi le classiche meccaniche di aiuto e le regole per la gestione dei Tiri più rischiosi; troviamo l’Azzardo, una serie di Condizioni che si applicano ai personaggi quando si ritrovano a perdere troppa Grinta, regole per la gestione di Veicoli e Inseguimenti e regole per differenziare i Combattimenti dalle semplici Risse. E anche regole per la gestione dei “colpi”, i grandi classici degli heist movie.

…Forse Troppe

Tante regole, insomma, per la gestione di ogni aspetto del genere action che si può affrontare nel corso delle sessioni di gioco. Tante regole che in effetti finiscono per diventare troppe. Outgunned non è un gioco “crunchy”. Non richiede di passare ore sui manuali a studiare build efficienti per il personaggio né di giocare gli scontri utilizzando una mappa quadrettata. 

Il proposito è quello di offrire un’esperienza di gioco narrativa, che abbia una meccanica per ogni evenienza. Il problema è che questo comporta che sia il giocatore che il Regista devono badare a dei parametri piuttosto semplici, ma collegati tra di loro e che offrono svariate opzioni. Una meccanica talmente ampia da risultare forse complessa, e che può comunque trasformarsi in una scena successiva, scompigliando ulteriormente le carte.

Non si tratta di nulla di impossibile, anche perché come precisato il gioco ha comunque un regolamento piuttosto leggero; ma quando l’idea è quella di proporre un gioco adrenalinico e di azione, renderlo un po’ macchinoso non aiuta sicuramente a tradurne l’intenzione al tavolo da gioco.

Il Ruolo del Regista

Il manuale si apre con una dichiarazione d’intenti molto esplicita:

“Questi sono strumenti, non regole”

Un’estrema sintesi della regola zero che a suo tempo “autorizzava” e che oggi incoraggia i giocatori a plasmare il gioco in base alle proprie esigenze. Va comunque detto che al Regista vengono offerti strumenti molto precisi, che scandiscono con estremo rigore le varie fasi del gioco. Oltre alle regole che gli permettono di gestire quanto detto fino ad ora, infatti, può fare affidamento su svariate altre risorse. Trvciamo infatti i canonici consigli per il Regista, declinati per rendere la massima efficacia nel genere action, e una serie di best practice suggerita perché il gioco fluisca al meglio, garantendo divertimento a tutti i partecipanti. 

Manca forse qualche passaggio sugli strumenti di sicurezza. Probabilmente si tratta di un riflesso della leggerezza con cui il gioco vuole essere affrontato, offrendo sparatorie, inseguimenti e scontri all’ultimo sangue con un taglio prettamente votato all’intrattenimento. Tuttavia i temi che si suggerisce di portare al tavolo sono comunque di un certo spessore: le motivazioni e i drammi degli eroi cinematografici sono ingombranti anche quando raccontate con leggerezza.

Recensione di Outgunned: gli Strumenti del Regista

La lista degli strumenti a disposizione del Regista è piuttosto ampia. C’è ovviamente tutta una serie di avversari, catalogati come Scagnozzi, Tipi Tosti e Boss, e suddivisi in categorie che permettono di sceglierli a colpo d’occhio, senza dover sfogliare decine di pagine di schede; ogni avversario può avere degli specifici Tratti da innescare durante i combattimenti. Ma Outgunned va oltre, proponendo un sistema di gestione dell’intera campagna (o meglio, Stagione) molto più puntuale. Ne scandisce il ritmo, suggerendo anche quando utilizzare Punti di Svolta della trama e come arrivare alla Resa dei Conti con il Villain. Magari sfruttando i suoi Punti Deboli emersi nel corso delle sessioni.  

E ancora le regole per la gestione dei Personaggi Secondari, perché ogni buon action movie ha dei gregari degni di rispetto che mettono in risalto la figura dell’eroe. Il modo per far utilizzare ai personaggi un Piano B, ovvero una scappatoia dell’ultimo momento. Il Time Out, ovvero il momento di downtime in cui recuperare energie e risorse. E anche la Temperatura, la misura del rischio corso dagli Eroi. Si può in effetti dire che si respira un po’ la stessa aria delle regole dedicate ai giocatori.

Il materiale è tanto, e lo sforzo richiesto al Regista non è tanto quello creativo quanto lo star dietro a tutti gli elementi meccanici che si mettono in moto contemporaneamente. Non aiuta in questo il fatto che il manuale, per quanto molto pratico da leggere, non lo è altrettanto nella consultazione. Ad esempio la meccanica del Piano B è spiegata in un capitolo sullo svolgimento della missione, ma sarebbe stato più pratico averla nelle meccaniche di base a disposizione dei giocatori. E la Temperatura viene citata in svariati passaggi ben prima di venir presentata. 

Giocare un Prologo

Il manuale di Outgunned si conclude con Una Corsa Contro il Tempo, un’avventura breve che può essere utilizzata per far provare il gioco al proprio gruppo. O in alternativa può anche fungere da spunto iniziale per una stagione più lunga. I quattro personaggi pregenerati sono abbastanza eterogenei, e mossi da motivazioni più che solide per un genere che non chiede altro che un pretesto. Del resto gli Eroi perseguono lo stesso obiettivo, ma ognuno ha le sue finalità: il gioco richiede solo che siano sempre eroi; magari dai tratti cupi, ma figure nel complesso positive.

Le nostre recensioni sono sempre senza spoiler, ma possiamo anticipare che Una Corsa Contro il Tempo permette di esplorare molte delle dinamiche di gioco di Outgunned. Oltre a delle fasi di gioco libero per entrare nei personaggi, gli Eroi affronteranno combattimenti che potranno approcciare in vario modo, inseguimenti, azioni rocambolesche e le conseguenze di situazioni estremamente pericolose. Avranno anche un confronto con un Villain, che proprio da qui fornirà un aggancio con un eventuale prosieguo dell’avventura in un’intera stagione.

Conclusioni della Recensione di Outgunned

Andando a tirare le somme di questa recensione, Outgunned è un gioco che propone un’esperienza molto ben precisa, e lo fa con regole altrettanto puntuali e articolate. Incappa nel paradosso di offrire delle meccaniche leggere, dallo stampo narrativo e fortemente incentrate sul teatro della mente, ma che si intrecciano al punto da costringere il giocatore e il Regista a tenere lo sguardo fisso sulla scheda per più tempo di quanto ci si aspetterebbe.

Si tratta sicuramente di un ottimo prodotto, che Two Little Mice ha curato in maniera quasi maniacale dal punto di vista editoriale; un amante del genere action non può farlo mancare nella propria libreria per proporre (o per girare) quello che ha sempre sognato nella poltroncina di un cinema. È però importante che l’intero gruppo di gioco sia disposto a una buona fase di rodaggio, perché per funzionare il gioco richiede di acquisire abbastanza dimestichezza con i suoi meccanismi da farli diventare un automatismo.

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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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