Red Borg | Recensione

Giu 21, 2024 | recensioni

In questo articolo abbiamo il piacere di proporvi la recensione di Red Borg. Innanzitutto vogliamo ringraziare Mondiversi e l’autore, Marco Marangoni, per averci inviato una copia fisica di questo gioco di ruolo borg-like che ha come tema centrale la rivoluzione. Il progetto ha alle spalle una campagna di crowdfunding di successo, anche grazie al lavoro di Officina Meningi che l’ha curata assieme alla comunicazione.

Chi fosse interessato all’acquisto può trovare Red Borg sull’e-shop di Mondiversi. Il manuale costa 25 euro per la versione fisica, con quella digitale inclusa, ed è disponibile sia in inglese che in italiano. Sono inoltre presenti svariati accessori; la t-shirt è semplicemente magnifica.

Recensione di Red Borg: il Volume

Red Borg è un volumetto di 112 pagine in formato tascabile dalla copertina flessibile. Quest’ultima non è fragile ma abbastanza delicata, anche perché estremamente curata nell’estetica. Al contrario le pagine non solo sono belle, ma estremamente resistenti. Restituiscono un buon feeling al tatto, che indica sicuramente un prodotto di qualità. In questo modo risulta decisamente resistente e, soprattutto, i colori vengono messi in risalto.

Come per ogni borg-like, infatti, il lato estetico del volume non è importante, ma fondamentale. In questo caso ha ispirato l’intero progetto: Red Borg si rifà in maniera molto palese ai manifesti di propaganda della Russia di inizio Novecento e del periodo sovietico. Dominano colori scuri senza contrasti troppo forti, con silhouette e volumi pieni. Carlo Piu, accreditato come “artista proletario”, ha compiuto un lavoro che supera l’eccellenza, diventando semplicemente straordinario.

Il GdR della Rivoluzione

Le premesse di Red Borg sono molto semplici. Siamo agli inizi del ventesimo secolo, il mondo è oppresso da una dittatura capitalista che schiaccia il proletariato. Quest’ultimo è chiamato a ribellarsi entrando a far parte del Partito Assolutista Mondiale, un organo di matrice comunista il cui obiettivo è per l’appunto sovvertire il regime. 

Ogni giocatore interpreta quindi un rivoluzionario, un proletario che si impegna contro i vari livelli di oppressione che gli vengono imposti dall’alto. Lo stato totalitario è sicuramente il primo, ma non è l’unico. C’è ovviamente il capitale, una gruppo chiuso di industriali di alto profilo che si avvantaggia della situazione di tensione sociale e della collusione con l’apparato statale. C’è la religione, “oppio dei popoli”, che avvelena la compattezza del proletariato. E ancora i signori della guerra, che mantengono il conflitto esterno alto per il proprio interesse, sociale o economico che sia. E tutta una fitta costellazione di associazioni segrete che possono essere alleati o rivali, a seconda della piega presa dal gioco. Riguardo queste ultime, piccolo indizio: Morse.

Recensione dell’Ambientazione di Red Borg

L’ambientazione è volutamente fumosa, per lasciare maggior margine d’azione al narratore (qui chiamato Soviet Supremo). Il gioco si concentra sul creare un’atmosfera che ricalchi il primo Novecento, ma slegandolo dalla realtà storica puntuale. Vengono descritti i vari elementi di tensione politica e dati cenni sulla Nazione, il luogo in cui si svolge il cuore delle vicende. Sono poi più sommariamente descritte Kubacanàn, Pinerolia e Hamilcara, altre nazioni. 

Non serve un dottorato in storia contemporanea per comprendere i parallelismi, ad ogni modo. Si tratta di una scelta volta a tratteggiare la Russia, Cuba, l’Italia e la Spagna di quel periodo. In questo modo c’è un approccio più soft alle sensibilità storiche, permettendo però di creare una forte caratterizzazione nell’immaginario collettivo. Anche falce e martello sono sostituite da due martelli incrociati. Curioso, trattandosi del simbolo dei movimenti operai e non del comunismo, che però viene apertamente nominato nel manuale.

Un Panorama (Troppo) Ampio

Purtroppo questa scelta genera alcuni problemi di focus nel manuale. Anche se i nomi delle nazioni sono reinventati e i riferimenti reali evitati nelle loro descrizioni, progredendo con la lettura ci sono non pochi riferimenti a città realmente esistenti. E anche dal punto di vista delle atmosfere si hanno dei cenni incerti.

Il patto narrativo del gioco propone la lotta ai totalitarismi in un’ambientazione fortemente ispirata all’inizio del Novecento. E’ comunque facile immaginare di estendere il tutto al periodo della Guerra Fredda. Ma a un certo punto il gioco inizia ad avere suggestioni che si integrano con difficoltà con la premessa iniziale. C’è un accenno al filone weird science che ancora regge in maniera solida, integrandosi bene nel contesto.

Ma alcuni spunti d’avventura e alcuni elementi di ambientazione sfociano nella fantascienza aperta, in alcuni casi anche nel sovrannaturale. E non nella ritualistica di tipo cabalistico che si associa alle volte alle élite mondiali, ma proprio a elementi ai limiti del fantasy contemporaneo. Red Borg è un gioco con un’identità ben definibile, che viene intaccata dal tentativo di allargarne gli spunti integrando elementi troppo estranei con l’esperienza proposta.

Sono sicuramente opzioni nate per ampliare l’esperienza di gioco, ma rimanere più attinenti al focus sarebbe stato sufficiente per ottenere un ottimo risultato. In ogni caso non si tratta di elementi fondamentali quindi, nel caso non vengano graditi, possono tranquillamente essere rimossi dalle proprie sessioni.

Le Meccaniche di Red Borg: la Recensione

Sulla parte regolistica non c’è tanto da dire. Red Borg, come suggerisce il nome, è un borg-like. Quindi utilizza le meccaniche di Mörk Borg, il celebre GdR OSR della svedese Free League. Un regolamento celebre per la sua estrema semplicità e per l’elevata mortalità. Qui ha un peso minore, pur rimanendo integrabile come regola opzionale attraverso gli elementi più letali del gioco da cui discende. 

Si tratta di regole funzionali e immediatamente pronte da giocare. Ovviamente è presente un lavoro di contestualizzazione. Gli Omen di Mörk Borg sono diventati eventi che influenzano il corso della rivoluzione, anche se per forza di cose restano più di sfondo. In generale, i pregi di avere un sistema con OGL già ampiamente rodata e diffusa sono bilanciati dal fatto che le meccaniche non apportano un valore unico alla specifica esperienza di gioco.

Mörk Borg è un OSR, un dungeon crawling ad alta mortalità dai toni fortemente grotteschi, al punto da diventare paradossalmente ironici. Red Borg si sarebbe potuto concentrare molto di più sulle dinamiche della rivoluzione. È chiaro che non voglia essere un gioco politico, ma che voglia solo dare pennellate di colore che richiamino il contesto delle lotte socialiste e comuniste di inizio Novecento. Ciononostante si tratta di un contesto che avrebbe potuto avere un peso maggiore nelle meccaniche, dal momento che non ha la possibilità di capitalizzare il grottesco né di sfruttarne i punti di forza.

I Personaggi

Sicuramente uno dei punti di forza che invece Red Borg riesce a sfruttare sono i personaggi, al punto da proporli anche come possibili integrazioni per sessioni di altri giochi borg-like in cui abbiano senso. Anche qua è possibile giocare senza classe. In questo caso il personaggio avrà statistiche di partenza più alte e maggiore varietà nell’equipaggiamento.

La fase di creazione prevede sempre una forte randomicità, come da tradizione dei borg-like. Ciò non impedisce alle classi di essere fortemente tematizzate sul gioco. A partire dal Militare, che si è rivoltato contro il regime che lo ha mandato a morire al fronte, che si rivela la vera e propria potenza di fuoco del gioco. Lo Stakanovista gli è molto affine, perché ha realizzato di essere stato mandato a morire in fabbrica; in questo caso parliamo dei muscoli della rivoluzione.

Recensione delle Classi di Red Borg

Il Medico non ha intenzione di vedere altre persone morire perché i capitalisti pretendono di far pagare ogni singola cura medica. Il Cosmonauta, con le sue abilità da pilota, ha semplicemente un sogno troppo alto perché il regime possa permettergli di realizzarlo, e ha bisogno di abbatterlo. L’Artista Senza Censura è la voce della rivoluzione, colui che diffonde il verbo tra le folle e contribuisce ad aizzarle contro il regime. 

Infine due classi un po’ più delicate. L’Anarchico è molto interessante come concetto, specie con la sua abilità molto in tema di poter cambiare una regola del gioco una volta per sessione. Ma concettualmente la sua figura viene un po’ sovrapposta con quella del generico manifestante e dell’attentatore. La Suffragetta della Rivoluzione invece è interessante da giocare, anche se incarna più l’archetipo della spia à la Mata Hari. 

Strumenti di Gioco

Ovviamente stiamo parlando di un gioco OSR. Red Borg è provvisto di tutta una serie di tabelle, riassuntive o di generazione randomica che siano, a corredo dell’esperienza di gioco. Armi, veicoli, voci sovversive che circolano, motivazioni personali per i personaggi. In particolar modo queste ultime, intrecciate alle motivazioni delle Classi, creano una caratterizzazione piuttosto forte fin dalla fase di creazione.

Non manca ovviamente un “bestiario”. Termine da prendere con le pinze perché, per ovvi motivi, in questo caso si tratta esclusivamente di nemici del popolo, avversari umani. Interessante l’elenco delle reference, anche se da prendere con ironia (a meno che The Best of Al Bano non sia stato inserito seriamente; crederlo è una tentazione piuttosto forte). 

Molto interessante è la sezione Voci dal Popolo. Sono sei pagine di spunti su cui costruire un’avventura, proposti dalla community che si è creata in fase di crowdfunding, e che hanno trovato spazio sul manuale. Essendo idee esterne, sono di natura molto eterogenea.

Red Borg: Recensione degli Stretch Goal

Nel manuale sono presenti anche i vari stretch goal sbloccati con il crowdfunding.

Il primo presentato è l’avventura La Locomotiva, di Andrea Tupac Mollica. Autore già da noi spesso recensito, Andrea tratteggia uno scenario di antagonismo politico al ventennio fascista italiano. La locomotiva del titolo non rappresenta soltanto un elemento motore dell’avventura, condita da un pizzico di weird scienze ma in misura tale da restare nei parametri del setting; è anche il simbolo di uno dei dilemmi del pacifismo, a rappresentare la complessità delle scelte che verranno poste sul cammino dei personaggi. Completa di personaggi non giocanti, avversari, locazioni e sacrosanti insulti al fascismo, La Locomotiva è un’avventura perfetta per proporre Red Borg.

Decrees from the Crypt, dei Tellers from the Crypt, è il secondo contenuto extra. O per lo meno parte di esso, perché in accordo con l’editore è stato deciso di scinderlo in un supplemento ulteriore, che narrerà uno scenario di completa vittoria del sistema. Interessante però l’introduzione di alcune meccaniche extra. Sicuramente quella della riserva di Fervore, che permette di aizzare le masse, è la più calzante per le dinamiche che crea in gioco. La gestione della “ressa”, della mischia confusionaria, e l’utilizzo dei simboli della rivolta che possono concedere benefici speciali ai personaggi, sono anche ben gradite. Non mancano, in perfetto stile OSR, ulteriori tabelle di generazione casuale per supportare la narrazione.

Contenuti Extra

Il terzo stretch goal è A.A.R.I.S.S., un’altra avventura stavolta a firma di Andrea Rossi. Questa è ambientata nei meandri di un laboratorio da cui i personaggi devono recuperare qualcosa, senza neanche sapere di cosa si tratti. Propone una scrittura meno lineare e si tratta sostanzialmente un dungeon crawling adattato al contesto di Red Borg. Paradossalmente questo lo rende uno degli stretch goal più in linea con la natura borg-like del gioco, andando ad evidenziare come qualche meccanica extra specifica per le tematiche proposte sarebbe stata una buona aggiunta.

La Conquista di Venere è l’ultimo contenuto extra, a firma di Valentino Sergi di Officina Meningi. L’avventura porta il gioco nello spazio, con un evidente tono satirico. Alle volte quasi troppo caricaturale (il monopolio dei trasporti in mano alla casata Aslet, quello del commercio ai Sozeb e quello delle comunicazioni ai Zengarref), ma nel complesso efficace. L’avventura è interessante e ben strutturata, molto aperta alle varie soluzioni che i personaggi possono ideare. Il focus qui si discosta dalle rivoluzioni popolari di inizio Novecento e si avvicina a una più generica lotta al capitalismo interplanetario.

Conclusioni della Recensione di Red Borg

Red Borg è un progetto interessante; il giovanissimo autore si dimostra molto intraprendente, paga solamente l’inesperienza. Il tentativo di arricchirlo e di offrire quanti più spunti possibile finisce per diluire l’ambientazione e il suo focus. Questo a volte trasla i toni a metà strada tra la parodia e la serietà, lasciando al tavolo da gioco la necessità di trovare un equilibrio. Un aiuto sarebbe potuto arrivare da meccaniche specifiche e a tema con il fulcro del gioco.

Non si tratta di difetti insormontabili, beninteso. Il manuale, che rimane comunque un prodotto che varrebbe la pena avere in libreria già solo per la sua estetica e realizzazione, fornisce un’esperienza di gioco molto godibile e originale. Bisognerà solo fare un lavoro di scrematura iniziale. Una sessione zero molto robusta aiuterà a stabilire come si voglia impostare il gioco, andando quindi a spogliarlo degli elementi superflui e a dare una direzione precisa al tavolo.

Chiunque sia interessato a giocare i temi della lotta ai totalitarismi di inizio Novecento e al capitale sicuramente lo giocherà con piacere, ma è anche un’ottima espansione per gli amanti dei borg-like.

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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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