Prima di addentrarci nella recensione vera e propria di Temple of Misfortune, l’avventura scritta da William Murakami-Brundage per D&D5e, ringraziamo l’editore Menagerie Press per avercene inviata una copia digitale così da potertene parlare.
Se dopo aver letto questa recensione volessi acquistare il modulo, lo trovi direttamente sullo store di DriveThruRPG al costo di 9 $ (circa 9 €) per la copia digitale e a 14 $ (circa 14 €) per la copia fisica.

L’avventura si snoda in 24 pagine circa. Utilizza il System Reference Document come regolamento base anche se la trama, con una conversione non fornita, può essere adattata ad altri sistemi di gioco.
Una Trama Molto Lineare
Cercherò, come sempre, di non raccontarti troppo della trama dell’avventura per non rovinarti l’esperienza di gioco, limitandomi agli elementi base.
Gli avventurieri vengono ingaggiati da Lord Oster Hilltop a recuperare la sua promessa sposa Penelope Merrythan fuggita con il suo amante Govric Greyhair. Il padre di Penelope ha promesso la sua mano a Lord Hilltop in cambio di favori mercantili e potere politico. Insomma una classica storia di matrimoni combinati e amanti fuggiaschi. In più Govric è anche il capo di una banda di furfanti e c’è una taglia sulla sua testa. Tutto molto semplice insomma, se non fosse che i banditi si siano rifugiati in un tempio infestato e abbiano risvegliano i defunti inquieti.


Al di là del principale gancio narrativo, in ogni caso, ci sono ulteriori collegamenti da poter utilizzare in modo da integrare l’avventura in una campagna più ampia invece che giocarla come semplice one-shot. I luoghi, le note storiche e molti altri aspetti della trama possono essere, infatti, adattati ad altri contesti narrativi.
La Struttura della Trama
L’avventura è essenzialmente suddivisa in 4 parti, ciascuna ben presentata e facilmente rintracciabile nel volume.
L’incipit e la prima parte dell’avventura sono relativi all’ingaggio dei personaggi, concentrati in un’unica pagina.
La parte dedicata al tempio, costituito da 36 stanze raccontate in 7 pagine circa, è un vero e proprio dungeon crawling. Non si dilunga eccessivamente in descrizioni, pur fornendo (anche se in modo un po’ scarno) tutti gli elementi necessari all’esplorazione.
L’ultima parte si concentra sul nascondiglio di Govric. Anche in questo caso forse si sarebbe potuta aggiungere qualche descrizione ambientale per rendere più interessante e completo il lavoro del DM, che deve metterci forse un po’ troppo di suo per rendere alcune parti accattivanti.


In ogni caso le mappe (due in tutto) sono molto ben fatte e accurate. Forniscono un ottimo supporto ai giocatori e possono facilmente essere estrapolate dal testo per essere stampate e utilizzate al tavolo.
Recensione dell’Estetica di Temple of Misfortune
In linea generale Temple of Misfortune si adegua all’estetica conosciuta di D&D5e.
L’impaginazione è su due colonne e le illustrazioni, in parte a colori e in parte in bianco e nero, si integrano in maniera puntuale al testo. Anche le tabelle mantengono una linea pulita e facilmente individuabile all’interno delle pagine. La copertina di Andrea Alemanno trasmette perfettamente il contesto in cui i giocatori si immergeranno ed è decisamente un punto a favore del progetto.
Conclusioni della Recensione di Temple of Misfortune
In conclusione, Temple of Misfortune è un’avventura semplice da intavolare. Risulta forse a volte un po’ scarna nelle atmosfere che avrebbero potuto aiutare i DM (soprattutto alle prime armi) ad intavolarla, rendendola memorabile.
Dato il prezzo è un acquisto da valutare se, in ogni caso, vuoi inserire una side-quest per i tuoi giocatori con personaggi ai primi livelli.


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