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The City of Mirrors [ D&D5e ] | Recensione

Set 20, 2025 | recensioni

In principio di recensione ci tengo a ringraziare Ariadne’s Codex of Strings LCC per averci inviato una copia digitale del loro nuovo prodotto: The City of Mirrors. Si tratta di un’avventura compatibile con D&D5e di circa 160 pagine ambientata nella folle dimensione del Re in Giallo, Carcosa.

Qualora decidessi di acquistarlo dopo aver letto questa recensione, puoi trovarlo in copia digitale direttamente sullo store dell’editore al prezzo di 29,99 $, circa 30 euro.

Il modulo avventura è pensato per 3-5 giocatori e personaggi di almeno 14° livello e fa parte di un progetto più ampioCodex of Strings. Si tratta di un universo di gioco con un proprio SRD che può essere scaricato in forma digitale e gratuita direttamente dal sito degli autori. Il Codex of Strings (CoS) è una collana di moduli in continua espansione, di nuove ambientazioni di gioco, mostri, oggetti e opzioni per i giocatori. Si tratta di un universo coerente: ogni volume prodotto fa parte dell’ambientazione più ampia di CoS ed è compatibile con gli altri già pubblicati. I supplementi possono essere giocati singolarmente senza leggere gli altri; tuttavia si corre il rischio di perdere riferimenti a PNG o situazioni pregresse. Per poter apprezzare appieno The City of Mirrors, ti consigliamo quindi di dare almeno una lettura al System Reference Document di Ariadne.

Se Volessi Cominciare dall’Inizio

Come dicevo, questo volume, pur essendo giocabile singolarmente, fa diversi riferimenti al progetto di cui fa parte. Se non volessi perdere alcun dettaglio, ti segnalo dunque che The City of Mirrors è il seguito di tre differenti pubblicazioni:

  • The Ichorous Peninsula: in cui si esplorano gli inizi della corruzione del Re in Giallo. Le abominevoli creature presentate in quel manuale sono il risultato diretto dell’interferenza di Hastur con i poteri di Asgard.
  • Allfather’s Ink: i cui eventi culminano con la sconfitta di Odino e in cui vengono presentati per la prima volta tre personaggi che ricorrono anche in questa trama: Shefus, Char e Stormwalker Geld.
  • The Court of the Afterlife: che esplora l’Aldilà all’interno dell’universo di gioco in cui Stormwalker Geld svolge i suoi compiti di rappresentante eletto di una Asgard in rovina.

Nel manuale troverai comunque un numero di informazioni sufficienti a gestire l’avventura anche senza aver giocato prima le altre trame, anche se potrebbe rimanere la curiosità di scoprire gli altri volumi di Codex of Strings.

The City of Mirrors: le Premesse

L’introduzione del volume, in tutto una decina di pagine, pone le premesse dell’avventura. Scopriamo infatti come Hastur, nei volumi precedenti a questo, abbia seminato follia e caos, portando un certo numero di PNG dell’ambientazione a dargli la caccia. Questi stessi tre PNG sono descritti e presentati in modo che il GM possa, volendo, modificarli e integrarli nella sua trama. Si tratta di figure ricorrenti e importanti che i personaggi dovranno tenere in considerazione durante il dipanarsi della storia, dato che li accompagneranno.

Scopriamo quindi Shefus l’Indomito, Red Char la Corsara e Stormwalker Geld insieme alla sua fida cavalcatura Umbra. Sono tutti descritti in maniera puntuale, con schede precise corredate delle relazioni che intercorrono vicendevolmente

Alla città degli specchi non si accede senza una guida disposta a condurre la spedizione. Infatti i sentieri tortuosi del cosmo diventano esponenzialmente più pericolosi man mano che ci si allontana dalla luce del Grande Albero. Pertanto gli avventurieri accompagneranno Geld nel tentativo di fermare Hastur.

L’Opera di Chambers in Prestito a D&D5e

La figura di Hastur, il Re in Giallo, compare in letteratura per la prima volta nella raccolta omonima di Robert William Chambers. Si tratta di 10 racconti, perfetto esempio di letteratura gotica, che sono stati fonte di ispirazione, tra gli altri, per  H.P. Lovecraft. Iconicamente rappresenta la follia e lo straniamento e viene di certo più facilmente associato a giochi narrativi horror piuttosto che al gioco di ruolo più conosciuto al mondo.

Può quindi sembrare una forzatura quella di incentrare su questa figura (iconicamente intoccabile perché sovrerchiante e legata alla psiche) un’avventura basata su un sistema con statistiche numeriche e in cui i personaggi sono figure eroiche molto potenti. In fondo una delle basi del successo della letteratura gotica horror è proprio il senso di impotenza di fronte a elementi mistici e cosmici.

Struttura dell’Opera

Come sempre quando si tratta di presentarti delle avventure, facciamo il possibile per non fare spoiler. Qualcosa però è necessario sapere di come è strutturato il volume e di cosa, man mano che si procede nella trama, attende i personaggi.

La storia è suddivisa in tre macro sezioni che scandiscono, di fatto, le tre parti dell’avventura.

L’incipit è localizzato, oltre il vuoto, nel luogo in cui si trova la città degli specchi, dominio del Re in Giallo. Gli eroi la raggiungono insieme ai PNG grazie alla riapertura del Bifrost. Sì, stiamo parlando proprio del ponte arcobaleno dell’immaginario asgardiano. Per raggiungere però la città vera e propria, bisogna attraversare i luccicanti Sentieri del Riflesso, un insieme di rovine labirintiche in cima a grandi frammenti di specchio che conducono a Carcosa.

La seconda parte dell’avventura si colloca all’interno della città di Carcosa. In questo luogo le sfide diventano davvero molto impegnative. Si tratta di un demiplano labirintico, un caotico dedalo di mille strade e angoli bui, pieno di edifici incredibilmente alti e torri mostruose, quasi organiche, che si intrecciano e si avvolgono l’una intorno all’altra. Anche la gravità diventa un ostacolo, dato che consente ai visitatori di camminare lungo i soffitti e le pareti a caso, un po’ come in un quadro di Escher.

La terza e ultima parte dell’avventura porta gli avventurieri dove il Pallido Trono li attende, sulle sponde del lago Hali. Stormwalker Geld e il gruppo dovranno farsi strada combattendo contro i nobili della Corte Folle, dai Tessitori ai Principi fino ad incontrare il Re in Giallo in persona.

Un Bestiario di Tutto Rispetto

The City of Mirrors è un susseguirsi di incontri con creature folli e pericolosissime. Non è quindi un caso che in chiusura di volume ci siano ben 20 pagine di bestiario. Ogni creatura ha un’immagine decisamente evocativa e una scheda puntuale che ne elenca capacità, poteri, azioni e azioni bonus. È un crescendo di difficoltà, emozioni e rivelazioni.

Da questo punto di vista gli autori si sono sbizzarriti attingendo a piene mani per creare un carosello di esseri uno più particolare e pericoloso dell’altro. Vale la pena affrontare la trama anche solo per trovarsi faccia a faccia con il Re in Giallo. Tra le creature che ho trovato però più interessanti, indubbiamente ci sono gli Hounds of Hali. Sono mastini che, con la loro azione bonus, possono spostarsi dal piano materiale a quello etereo e viceversa. Un’altra creatura estremamente interessante è il Tattermask Harlequin, che non concede attacchi d’opportunità quando si sposta dentro e fuori dall’area delle altre creature.

Recensione dell’Estetica di The City of Mirrors

Uno degli indubbi punti di forza di questo modulo è la parte grafica. Prima fra tutte la maestosa copertina, opera di Matias Lazaro. A fargli ottima compagnia, lungo tutto il testo, le opere di Nacho Lazaro, Kim Diaz Holm e Midnight, che tratteggiano con sapienza elementi disturbanti e PNG carichi di fascino e tensione.

Si tratta di un prodotto decisamente bello da sfogliare anche solo in versione digitale. L’impaginazione è quella canonica della linea editoriale originale, il carattere chiaro e gli elementi di rilievo sono indicati da parti corsivate. In tutto il volume troviamo box ben evidenti per le note al DM e le tabelle degli avversari sono complete e facilmente fruibili. L’indice a inizio volume è dettagliato senza essere ridondante. Inoltre consente una navigazione puntuale grazie ai preziosi collegamenti ipertestuali. Insomma, un lavoro davvero ben fatto.

Carcosa, che compare per la prima volta nell’opera di Ambrose Bierce come una città fatta di alti palazzi descritta solo vagamente e in retrospettiva da un suo abitante. La città diventa, con Chambers e poi con Lovecraft, il regno di Hastur. Si tratta di un luogo misterioso, antico e forse maledetto sulle rive del Lago Hali, su un altro pianeta o in un altro universo.

Tra le pagine di The City of Mirrors, Carcosa era il castello da cui Marduk e Tiamat governavano i piani inferiori. Ora è ridotta, sotto il dominio di Hastur, a un piano fluttuante pieno di formazioni geometricamente instabili, simili a specchi, e riflessi oscuri e folli.

Conclusioni della Recensione di The City of Mirrors

In conclusione di recensione posso dirti che The City of Mirrors è un prodotto esteticamente molto bello. Può sicuramente offrire un buon numero di ore di intrattenimento al tuo gruppo di gioco. Personalmente non amo l’idea di avere un gruppo di PNG potenti a fare da spalla ai personaggi giocanti. Il rischio è quello di trovarsi davanti a un deus ex machina che risolva le situazioni più spinose. Una sorta di strano paracadute insomma, soprattutto perché questa avventura è dichiaratamente difficile.

Questo non è un volume per tutti, mescola volutamente più fonti e più tradizioni cercando di offrire il meglio di ciascuna. Non sempre ci riesce, ma fornisce una serie di ottimi spunti che possono essere riutilizzati anche in altri contesti. L’insieme è armonico e lascia l’impressione della difficoltà di una scalata senza tregua in cui l’ossigeno manca a più riprese. Non è un’avventura per un master alle prime armi: ci sono troppi riferimenti da gestire e crescenti difficoltà da bilanciare anche per via della presenza ingombrante dei PNG.

Se ami le trame difficili piene di scontri particolarmente sfidanti e apprezzi l’insieme eterogeneo di riferimenti da cui attinge a piene mani, allora The City of Mirrors è l’avventura per te.

Se vi è piaciuta questa recensione di The City of Mirrors, continuate a seguirci per rimanere aggiornati su altri moduli per D&D5e!

 

 

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AUTORE

Francesca Vigano
Classe '73, da anni in vesti diverse nei settore dei giochi da tavolo e dal vivo. Ha collaborato con quotidiani e riviste e, di recente, dopo diversi corsi presso la Giano Academy è diventata master del Salotto di Giano oltre a far parte degli Avventurieri, il gruppo di autori dell'Associazione.

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