Tales of the Wolfguard [ OSE ] | Recensione

Apr 23, 2024 | recensioni

Oggi abbiamo il piacere di proporvi la recensione di Tales of the Wolfguard, un modulo di ambientazione compatibile con il sistema open gaming license di Old School Essentials. Ringraziamo innanzitutto l’autore, Andrea Tupac Mollica, per averci inviato una copia digitale del manuale. Trattandosi di uno degli autori di RAYN, vincitore dei No Dice Unrolled Awards 2023 come Gioco dell’Anno per la Redazione, avevamo aspettative piuttosto alte.

Tales of the Wolfugard può essere acquistato su DriveThruRPG ad un costo di 2,99 dollari. Il manuale è disponibile solo in edizione digitale e solo in lingua inglese, nonostante Hellwinter Forge of Wonders, l’etichetta indipendente di Andrea, sia una casa di produzione italiana. Il volume ha raggiunto il marchio Gold Best Seller pochi giorni dalla sua pubblicazione, certificando il gradimento degli utenti e la popolarità del prodotto.

Recensione del Manuale di Tales of the Wolfguard

Il volume consta di 56 pagine, scritte interamente da Andrea. Gli artwork originali sono stati realizzati da Alessandro Paderi, integrati con ulteriori immagini di studio e mappe realizzate con Hexographer. La linea grafica del manuale strizza l’occhio allo stile tipicamente Old School del sistema di riferimento. Al tempo stesso attinge però a piene mani a tutti gli spunti che un approccio più moderno può offrire. Questa è in effetti una costante che va a riproporsi in tutti gli aspetti dal manuale.

La prima impressione è che infatti le pagine si ispirino ai manuali più datati, stile tanto ripreso dall’Old School Reinassance. Bianco e nero e un’impaginazione quasi spartana. Per quanto richiami la medesima pulizia, Tales of the Wolfguard sfrutta però una serie di accorgimenti ed espedienti per rendere la lettura più gradevole. Forte anche del suo formato esclusivamente digitale, le pagine dal fondo giallo tenue risultano molto riposanti sullo schermo. Completano il tutto il rosso per i titoli dei vari capitoli e un’impaginazione molto ordinata. Il differente colore dei riquadri di testo, rosa per le annotazioni dell’autore e celeste per alcuni approfondimenti di gioco, dotano il volume di un ottimo colpo d’occhio.

Le illustrazioni riportano invece una scelta stilistica particolarmente efficace nel formato digitale. In bianco e nero, hanno ognuna un differente colore (particolarmente acceso) che pone alcuni dettagli in risalto. Una scelta vincente in generale, ma che quando si arriva all’illustrazione del cancello principale della Faraway Den diventa spettacolare.

Di Cosa Stiamo Parlando?

Il modulo permette di ambientare le proprie avventure nella Blizzard Vale, collocata agli estremi confini montani di un antico impero. Anticamente la valle era abitata da popolazioni di elfi barbari, i cui territori sono stati conquistati e incorporati nell’impero stesso; attualmente dei potenti clan ne rimangono solo cinque, ognuno con le sue peculiarità culturali. In questo la formazione da antropologo dell’autore si impone a forza. Emerge infatti la sua capacità di individuare e tratteggiare elementi fortemente caratterizzanti con enorme capacità di sintesi.

Ovviamente Tales of the Wolfguard è pensato per offrire spunti di gioco in qualsiasi campagna in un segmento di narrazione in ambienti montani e glaciali. Tuttavia è innegabile che dia il suo meglio con un gruppo di personaggi stanziale. Ancora di più se questo diventa fortemente legato alla Wolfguard. Protagonista del modulo è infatti questa temuta élite di guerrieri che un tempo fu una colonia penale, capace da sola di fronteggiare un’invasione dei barbari. Il che si traduce quasi sempre con un ingresso dei pg nei suoi ranghi; dove saranno ovviamente obbligati a indossare una testa di lupo sui cappucci, elmi o cappelli.

Recensione di Tales of the Wolfguard: Peculiarità del Modulo

Il volume è scritto con particolare perizia. Tanto per cominciare, lo stile di scrittura di Andrea è molto scorrevole e altrettanto gradevole. Restituisce la sensazione di leggere un modulo di ambientazione dell’epoca d’oro del GdR (a cavallo tra gli anni ’70 e ’80). Nonostante questo, il risultato non è mai stucchevole o desueto. Non ci sono testi troppo lunghi o approfondimenti inutili. Al contrario ciò che emerge anche solo sfogliando Tales of the Wolfguard è la ricchezza di spunti e di contenuti in un testo così ridotto. In pochissime righe si riesce a tratteggiare perfettamente la cultura e lo stile di vita della Blizzard Vale. Non c’è bisogno di cronologie interminabili, di mappe dettagliate dei villaggi o di elenchi di personaggi non giocanti.

Andrea sceglie di presentare in generale come funzionano le cose a un livello descrittivo molto alto e generico. In questa cornice di riferimento va poi a inserire elementi di ambientazione, personaggi chiave e spunti concreti di gioco estremamente puntuali ed efficaci. Il risultato è quello di tratteggiare un’ambientazione “a maglie larghe”. In questo modo il master avrà tantissimo spazio per creare la propria storia, senza però mai essere privo di punti di riferimento.

Struttura del Manuale

Come ogni buon gioco dal sapore di Old School che si rispetti, Tales of the Wolfguard è ricco di tabelle. Sia per agevolare il lavoro del Master, sia perché le propone come un elemento di ulteriore divertimento. Il gioco può certamente incentrarsi sul combattimento, ma la Blizzard Vale è ricca di gioco politico, spionistico e di conflitti culturali. Le avventure potranno essere declinate secondo varie modalità, affidandosi al caso quando si vuole un incontro che colga di sorpresa i giocatori.

Non mancano le mappe, ovviamente. Estremamente leggibili e semplici, ma con trovate brillanti. La già citata Faraway Den, ad esempio, ha uno specifico spunto di gioco per ogni stanza. Ad esempio la leggenda che circola tra i membri della Wolfguard di una creatura che si nutre di ciò che trova nelle loro latrine. Sì, c’è uno spunto di gioco dedicato anche alle latrine. Ma ancor più interessanti sono le rovine di Urizen, la torre di una strega delle epoche passate. Ad ogni incontro casuale nelle sue stanze viene infatti associato un differente mini dungeon extra.

Tales of the Wolfguard: Recensione degli “Extra”

A chiudere il volume, un’avventura e un generatore casuale di trame per quest. Windswept Pass è pensata per offrire ai personaggi un assaggio di quella che sarà la loro vita una volta entrati nella Wolfguard. Conflitti razziali, sortite di predoni, creature mostruose tra valli innevate e passi montani ghiacciati. Lo spirito di questo modulo viene reso appieno in poche semplici scene. Alla fine delle quali le chiavi della Faraway Den, che i personaggi hanno fin dall’inizio, saranno state pienamente meritate.

Ma è il generatore di trame per quest ad essere ancora più interessante. Con una serie di tiri di dado, le tabelle preparate dall’autore permettono di decidere quale sarà la location principale dell’avventura ma anche chi ne sarà il villain, cosa lo muove e cosa porterà ai personaggi sconfiggerlo. Permettono di tratteggiare l’evento di aggancio alla trama e il tema dominante dell’avventura, e soprattutto di stabilire quale sarà il suo colpo di scena e quale sarà l’apice dei suoi eventi drammatici.

All’Avventura (Casuale)

Si tratta di un lavoro che, nello stile del manuale, è sintetico e accurato, e soprattutto sposa perfettamente lo stile Old School a sensibilità e spunti più moderni. Un gioco nel gioco di pochi minuti permette di generare un’avventura perfettamente inquadrata nell’ambientazione della valle.

Ad esempio, in delle antiche rovine disabitate oltre un passo ghiacciato trova rifugio un personaggio misterioso. Un macchinatore con un piccolo gruppo di seguaci che ne segue gli ordini, che solo alla fine dell’avventura rivelerà la propria identità e la folle passione che lo anima. I personaggi, riottosi ma mossi dal senso del dovere, dovranno affrontare un doloroso tradimento in una storia di mistero e intrigo, e solo immolarsi in un sacrificio finale permetterà loro di sventare i piani del loro avversario.

Questo scheletro di avventura è stato ottenuto in pochi attimi e con qualche tiro di dado. Incastrandolo con gli spunti di gioco e gli elementi tratteggiati nel manuale, permette di ottenere un’avventura completa ambientata nella valle con davvero poco sforzo.

Conclusioni della Recensione di Tales of the Wolfguard

Tales of the Wolfguard è un piccolo gioiellino editoriale. Un lavoro estremamente ben concepito e realizzato, curato in ogni dettaglio con un autore che conosce la differenza tra scrivere bene in generale e scrivere bene un buon modulo d’ambientazione.

In generale, è evidente che quando Tales of the Wolfguard è stato creato non c’era in mente il desiderio di limitarsi a descrivere un setting, ma di scrivere qualcosa che potesse essere divertente e interessante da giocare. Questo manuale è pensato per mandare i personaggi all’avventura nella Blizzard Vale, e porta a casa il risultato con estrema efficacia. Gli spunti possono essere interessanti per introdurre in qualsiasi campagna di gioco un setting fantasy tra i picchi innevati, ma per gli amanti dell’Old School Tales of the Wolfguard è semplicemente imperdibile, soprattutto in vista di un rapporto qualità-prezzo assolutamente inaudito.

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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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