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The Book of Winter [ OSE ] | Recensione

Ott 28, 2025 | recensioni

È con grande piacere che oggi vi presentiamo la recensione di The Book of Winter, uno degli ultimi lavori di Andrea Tupac Mollica che ringraziamo per avercene inviato una copia digitale. Si tratta di un modulo di espansione per Old-School Essentials, pubblicato attraverso la sua etichetta indipendente Hellwinter Forge of Wonders.

Il manuale è acquistabile nel solo formato digitale su DriveThruRPG al costo di 3,99$, poco meno che 3,50€. Un modulo di 56 pagine comprensivo delle mappe e, come tradizione oramai consolidata dell’autore, di una colonna sonora dedicata. Ricordiamo che come gli altri lavori di Hellwinter Forge of Wonders, The Book of Winter è di un autore italiano ma scritto solo in lingua inglese.

The Book of Winter: Recensione del Ranger

Con The Book of Winter Andrea Tupac Mollica continua a espandere un universo condiviso composto delle sue opere per Old-School Essentials. Si tratta di un mosaico di moduli, supplementi e micro-ambientazioni che spaziano da Raiders of the Forlorn God a Tales of the Wolfguard, senza dimenticare tutti i suoi altri lavori per OSE. Qui l’autore affronta una delle assenze più sentite del retrogaming ruolistico: la figura del Ranger. La riporta in auge con un’attenzione quasi filologica alla tradizione. Ma la arricchisce anche di una malinconia tutta sua, in linea con il tono crepuscolare del suo “impero in decadenza”.

Il manuale è parte con una rivisitazione della classe, che viene aggiornata e colorita. Andrea è un conoscitore minuzioso ed enciclopedico del gioco. Costruisce un’ottima struttura in cui intessere la sua dote principale: rendere ciò che scrive semplice e interessante al tempo stesso. Il suo Ranger è per l’appunto interessante, fortemente inserito nel contesto di una compagnia e arricchito da un utile compagno.

Una meccanica elegante e compatta che si addice a quello che è un misto tra un guerriero e un esploratore. Questo personaggio riesce ad offrire versatilità al suo giocatore senza mai rischiare di diventare insipido.

Accessori e Contesto

Oltre alla parte meramente meccanica (e a nuovi interessanti companion quali lo stormcrow, un corvo albino e il vohu, un enorme lupo cavalcabile), quello che crea Andrea è un contesto. La sua ambientazione costruita tassello dopo tassello nei suoi supplementi qui viene arricchita da quattro nuove compagnie di Ranger. Gli Hravnjek Brothers incarnano la durezza dei veterani di confine, i Qirat Ashen il misticismo desertico, i White Arrows la lealtà imperiale e i Wind Hooves la libertà delle steppe. Ogni fratellanza impone un obbligo narrativo, un voto che lega il Ranger alla propria tradizione. In caso di tradimento, lo priva dei suoi poteri speciali. È un sistema semplice, ma dal grande potere evocativo.

Non mancano nuove armi (tra cui spiccano classici come la spada bastarda e la balestra a una mano) e nuovi oggetti per nascondersi, viaggiare, curarsi o rifocillarsi. Dopotutto è quello che un Ranger deve saper fare bene, e che gli permette di spiccare in gioco. In questo modo può ricavarsi una nicchia molto specifica, pur senza tradire il suo ruolo di classe “ibrida”.

Recensione della Grafica di The Book of Winter

Come da consuetudine per Hellwinter, The Book of Winter è una gioia per gli occhi. L’impaginazione, ispirata a quella dei volumi Old-School Essentials, fonde eleganza funzionale e gusto retrò. Il layout pulito, arricchito da cornici sottili e illustrazioni in bianco e nero dai toni cupi, trasmette il freddo e la desolazione del mondo imperiale in cui si muovono i Ranger.

Le illustrazioni, firmate da Jeff Koch, Maciej Zagorski, John Michael Topple e altri, sono di grande atmosfera, con una predilezione per il chiaroscuro e per figure che emergono dalla neve o dalla nebbia più che posare eroicamente. Valore aggiunto, come per tutti i lavori di Hellwinter Forge of Wonders, non è stata impiegata l’Intelligenza Artificiale né nella stesura dei testi né nella realizzazione delle immagini.

Blood on the Snow

L’avventura Blood on the Snow è il perfetto corredo per questo compendio. È pensata per essere giocata uno ad uno, andando in controtendenza con la “moda” delle avventure in solitaria. Prevede dunque solamente la presenza di un master e un giocatore. Blood on the Snow può però facilmente essere adattata per un piccolo gruppo di personaggi, ma sicuramente dà il suo meglio mettendo un singolo Ranger, con le sue nuove meccaniche da testare, al centro della narrazione.

Come tutte le nostre recensioni, anche questa è senza spoiler. Tuttavia possiamo anticipare che, nel pieno stile di Andrea, quest’avventura parte da un intreccio profondamente umano e dai punti deboli delle persone, per innestarvi su una narrazione ricca di azione, esplorazione e investigazione. Senza mai tralasciare il valore dei contatti umani, ovviamente.

Conclusioni della Recensione di The Book of Winter

The Book of Winter non è solo un supplemento per Old-School Essentials, ma un tassello fondamentale dell’universo di Hellwinter Forge of Wonders. Una rivisitazione di un classico del fantasy che ammoderna qualcosa di lasciato indietro, pur mantenendo un approccio vecchia scuola. Un delizioso paradosso con cui stuzzicare i giocatori più esperti e nostalgici, invitante però anche per chi volesse provare qualcosa di fresco e nuovo.

In un panorama OSR spesso popolato da prodotti derivativi, Mollica dimostra ancora una volta come si possa coniugare rigore meccanico, identità autoriale e profondità emotiva.

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AUTORE

Stefano Buonocore
Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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